Decreto sicurezza, nuova stretta: scudo penale per forze ordine e fermo preventivo 12 ore per soggetti "pericolosi" prima di proteste
Dopo gli scontri di Torino il governo accelera sul decreto sicurezza: più tutele per le forze dell’ordine, stretta su manifestazioni e sgomberi, ma crescono i dubbi costituzionali
Dopo i violenti scontri avvenuti a Torino nella giornata di sabato 31 gennaio fra manifestanti pro-Askatasuna e polizia, il governo ha reagito con la promessa di un nuovo decreto sicurezza, ancora più stringente rispetto a quello attualmente in vigore. Sessantacinque norme in più per tutelare lo Stato, fra cui il discusso scudo penale per le forze dell'ordine e il fermo preventivo di 12 ore per soggetti considerati "pericolosi" prima delle proteste.
Decreto sicurezza, nuova stretta: scudo penale per forze ordine e fermo preventivo 12 ore per soggetti "pericolosi" prima di proteste
Dopo gli scontri di Torino durante la manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna, il governo accelera sul nuovo decreto sicurezza, presentandolo come una risposta necessaria a un’escalation di violenza che avrebbe messo in discussione l’ordine pubblico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, recatasi all’ospedale Le Molinette per esprimere solidarietà agli agenti feriti, ha annunciato l’imminente arrivo di nuove misure, aprendo una fase politica delicata, in cui sicurezza e diritti rischiano di entrare in tensione.
Il pacchetto allo studio dell’esecutivo si articolerà in un decreto legge e in un disegno di legge, per un totale di circa 65 norme. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la tutela delle forze dell’ordine, intervenire sulle manifestazioni, contrastare criminalità giovanile e occupazioni abusive, e rivedere alcune politiche sull’immigrazione. Tra i punti più controversi c’è lo “scudo penale”, che limiterebbe l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per agenti – e cittadini – che abbiano fatto uso della forza in presenza di una “evidente causa di giustificazione”, come la legittima difesa.
A spingere per una linea particolarmente dura è la Lega. Matteo Salvini invoca “tolleranza zero” e propone misure come il fermo preventivo fino a 12 ore, estendibile a 48, per soggetti ritenuti pericolosi prima delle manifestazioni, oltre allo stop ai ricongiungimenti familiari “facili” e allo sgombero immediato di tutti gli immobili occupati abusivamente, non solo della prima casa. Una posizione che trova sponde in Confedilizia e aperture in Forza Italia e Fratelli d’Italia, soprattutto sul fronte degli sfratti rapidi.
Non mancano però le critiche. I sindacati, con la segretaria della Cisl Daniela Fumarola, avvertono che il diritto di manifestare è garantito dalla Costituzione e non può essere sottoposto a intimidazioni generalizzate. Anche dal Quirinale filtrano perplessità, in particolare sul fermo preventivo senza vaglio dell’autorità giudiziaria e sull’equilibrio costituzionale delle nuove norme.
La strategia di Meloni sembra muoversi su un doppio binario: da un lato un segnale securitario forte, utile anche sul piano elettorale; dall’altro la ricerca di un compromesso istituzionale per evitare uno scontro frontale con il presidente della Repubblica. Il Consiglio dei ministri del 4 febbraio sarà il primo vero banco di prova di questa delicata operazione politica.