Ddl antisemitismo, il Senato adotta la proposta del leghista Romeo come testo base per la legge, sarà possibile vietare i cortei
Il testo base con cui la legge contro l'antisemitismo verrà presentata in Aula entro il 10 febbraio minaccia di limitare lo spazio di protesta contro azioni illegittime e soprattutto contro il genocidio perpetrato da Israele nei confronti dei palestinesi
Il Senato ha adottato ieri come testo base per il ddl sull'antisemitismo la proposta del senatore leghista Massimiliano Romeo, aprendo la strada a una nuova legge che prevede anche la possibilità di vietare manifestazioni pubbliche in presenza di rischio di atti antisemiti. La decisione è arrivata in Commissione Affari costituzionali nel giorno successivo al Giorno della Memoria, con il voto favorevole del centrodestra e di Iv, mentre Pd, M5s e Avs hanno espresso parere contrario.
Ddl antisemitismo, il Senato adotta la proposta del leghista Romeo come testo base per la legge, sarà possibile vietare i cortei
La Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama ha scelto proprio il Giorno della Memoria per decidere sul ddl contro l'antisemitismo. Ieri sono stati selezionati gli identici disegni di legge presentati da Massimiliano Romeo come base per la futura normativa. Il testo stabilisce che "La Repubblica italiana, in attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, rifiuta ogni forma di antisemitismo, favorisce azioni volte a reprimerne qualunque espressione e ostacola la diffusione del pregiudizio antisemita in Italia". Il primo articolo adotta la definizione di antisemitismo dell’Ihra, l’International Holocaust Remembrance Alliance. Ma il punto più discusso e controverso riguarda la possibilità di negare "l’autorizzazione di una riunione o manifestazione pubblica" nel caso di "valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita". Una norma che, secondo i promotori, rafforza la prevenzione contro l’odio, mentre per le opposizioni rischia di comprimere il diritto di manifestazione, soprattutto di fronte ad una realtà come quella di Gaza il cui il diritto all'esistenza viene calpestato ogni giorno.
Sul piano politico, il voto ha visto schierati a favore i gruppi di centrodestra e Iv, mentre Pd, M5s e Avs hanno espresso contrarietà, definendo il testo divisivo e criticando l’adozione integrale della definizione Ihra. Le opposizioni hanno ribadito che l’ordinamento dispone già di strumenti adeguati per contrastare razzismo e discriminazioni e che sarebbe stato preferibile un provvedimento più unitario.
Entro il 10 febbraio potranno essere presentati gli emendamenti. Il presidente della Commissione ha auspicato un confronto rapido per consentire l’approdo in Aula nelle prossime settimane. Da parte della maggioranza, l’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare a una legge condivisa, mentre le minoranze annunciano battaglia parlamentare per modificare i punti più controversi, in particolare quelli legati al possibile divieto dei cortei.