Ddl sicurezza, dalle norme “anti-maranza” con stop a possesso e vendita a strumenti con lama flessibile al daspo per “manifestanti violenti”

Il governo punta a introdurre un divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a cinque centimetri. Il mancato rispetto di questa normativa può costare la reclusione da uno a tre anni

Scudo per gli agenti, norme "anti maranza", daspo a chi compie violenze durante i cortei e stop all'assistenza legale gratuita e automatica per chi è raggiunto da un decreto di espulsione. Sono solo alcuni dei punti che il governo ha inserito nel decreto legge e nel disegno di legge, entrambi sul tema della sicurezza, che il ministero dell'Interno ha già trasmesso al Consiglio dei ministri, che dovrebbe dare il suo via libera nei prossimi giorni.

Ddl sicurezza, dalle norme “anti-maranza” con stop a possesso e vendita a strumenti con lama flessibile al daspo per “manifestanti violenti”

È sicuramente la misura più rumorosa e più pubblicizzata, perché definita appunto "anti maranza", il termine gergale con cui vengono indicati giovani o giovanissimi con abbigliamento sportivo di marca, atteggiamento spavaldo e linguaggio influenzato dalla cultura trap/rap. Il governo punta infatti a introdurre un divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a cinque centimetri. Il mancato rispetto di questa normativa può costare la reclusione da uno a tre anni. Introdotto anche il divieto di porto, se non per giustificato motivo, di altri coltelli e strumenti dotati di lama affilata o appuntita di lunghezza superiore a 8 centimetri, che verrà punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

In entrambi questi casi è prevista un'aggravante specifica, con il conseguente aumento di un terzo della pena, se il reato è commesso nei pressi di banche, parchi, stazioni ferroviarie e della metropolitana. Sarà poi possibile, per il questore, optare per ulteriori sanzioni amministrative come la sospensione della patente, del passaporto e del permesso di soggiorno. Nel caso in cui il reato sia commesso da un minore - e qui sta l'elemento "anti maranza" - il giovane potrà essere comunque arrestato in flagranza di reato e i genitori saranno raggiunti da una multa di mille euro. Rigido stop - anche per le piattaforme online - alla vendita a minorenni di "armi improprie", in particolare strumenti da punta e taglio. La violazione sarà punita con una sanzione fino a 12mila euro e con la revoca della licenza.

Sempre per contrastare una micro criminalità minorile sempre più diffusa, sarà ampliata la lista di reati per cui il questore potrà applicare l'ammonimento nei confronti di ragazzi dai 12 ai 14 anni. La comunicazione formale per intimare di cessare le condotte illecite sarà possibile anche per reati come lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l’uso di armi o di strumenti atti a offendere. Anche in questo caso i genitori dei minori saranno colpiti da una sanzione amministrativa che va da 200 a mille euro. Quest'ultima varrà anche nei casi di ammonimento per atti persecutori o cyberbullismo.

Potenziamento anche della misura del Daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive. Il divieto varrà infatti, per quanto riguarda le infrastrutture pubbliche urbane ed extraurbane, anche nei confronti delle persone che hanno commesso reati durante le manifestazioni e che risultano denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti. Per loro è previsto anche il fermo di prevenzione negli uffici della polizia della durata di 12 ore per condurre accertamenti e la perquisizione sul posto nei casi di "eccezionale gravità". Nel disegno di legge viene anche introdotta l’ipotesi di arresto in flagranza differita nei confronti di chi ha commesso il reato di danneggiamento.

Per il mancato preavviso in merito all'organizzazione di un corteo e per chi non rispetta le prescrizioni della questura saranno contemplate sanzioni amministrative pecuniarie da un minimo di 3.500 euro a un massimo di 20mila. In caso di mancato rispetto delle limitazioni poste alla circolazione o dell’itinerario previsto, si applicherà una sanzione amministrativa da 10mila a 20mila euro. Vengono invece resi reati amministrativi, e dunque punibili con sanzioni salate, anche le grida e le manifestazioni sediziose.