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I manifestanti pro Palestina devastano la sede di "La Stampa" a Torino: giuste le ragioni della protesta, sbagliati i modi

Alcune considerazioni controvento su quanto accaduto a Torino

30 Novembre 2025

I manifestanti pro Palestina devastano la sede di "La Stampa" a Torino:  giuste le ragioni della protesta, sbagliati i modi

Fonte La Presse

In questi giorni, i manifestanti a sostegno della Palestina hanno dato l'assedio alla sede sabauda del rotocalco liberal-atlantista "La Stampa", malignamente appellato dai torinesi "La Busiarda". I manifestanti hanno imbrattato le pareti della redazione, hanno versato letame nella sede del quotidiano e hanno prodotto diverse devastazioni di varia natura. Ora, premesso che il sottoscritto appoggia pienamente le ragioni del popolo palestinese e incondizionatamente condanna l'agire genocidario e criminale di Netanhyau, il gesto dei manifestanti pro Palestina appare del tutto sbagliato, fuorviante e perfino dannoso per la causa. Sbagliato, dacché non serve letteralmente a nulla devastare le sedi dei giornali, trattandosi anzi di un gesto irresponsabile e condannabile sotto ogni profilo (un gesto che oltretutto fa apparire i giornali come in pericolo, quando in realtà sono il centro di propulsione ideologica del potere). Chi usa violenza, anche contro il potere, già rivela di aver metabolizzato i metodi propri del potere: è infatti il potere a utilizzare la violenza e la repressione. Chi lo contesta deve inventare altre vie e altre prospettive. Al di là dell'aspetto etico, a cui ho testé fatto riferimento, vi è anche una non trascurabile questione prettamente pragmatica: il gesto dei manifestanti, oltre a essere riprovevole sul piano etico, appare dannoso sul piano pratico. E ciò per due ragioni fondamentali, che desidero richiamare celermente. Anzitutto, il gesto sconsiderato permette al potere di rispondere con ulteriore violenza, utilizzando la violenza dei manifestanti come alibi per poter dispiegare pienamente la propria consueta violenza repressiva. In secondo luogo, il gesto riprovevole dei manifestanti permette al potere di delegittimare in toto le proteste sacrosante contro il criminale di guerra Netanhyau e a sostegno del popolo di Gaza. Il potere, infatti, ha buon giuoco nel presentare in blocco come violenta ogni manifestazione a sostegno della Palestina, subito abbinandola a quella dei devastatori sabaudi, sentendosi per ciò stesso legittimato a utilizzare indiscriminatamente la violenza repressiva contro tutte le manifestazioni senza distinguo. Insomma, condividiamo le ragioni dei manifestanti di Torino, ma non possiamo condividere in alcun modo i metodi utilizzati e gli esiti prodotti: metodi ed esiti sbagliati e, oltretutto, controproducenti e in ultima istanza funzionali alla tenuta del potere stesso e alla sua riproduzione.

di Diego Fusaro 

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