18 Luglio 2024
Ursula von der Leyen (fonte foto Lapresse)
Esiste un politico più contraddittorio, pericoloso a ambiguo della Von Der Leyen? Probabilmete sì, perché questo potrebbe essere l'identikit perfetto di ogni politico. In fondo, come insegnava Andreotti, la politica altro non è che l'arte della mutazione e del trasformismo.
Ma la Von Der Leyen ci sta particolamente a cuore, non per la sua chioma pomposa, non per le sue pose plastiche, non per i suoi occhi azzurri come il mare di Sardegna, ma per le puttanate che ha fatto e detto.
In prima fila per una corsa agli armamenti contro la Russia, incurante del periocolo atomico, generosa donatrice di miliardi a quel nano da giardino di Zelensky, è stata anche l'amichetta "farmaceutica" dei tipi della Pfizer.
Però, c'é sempre un però, tanta scempiaggine non può rimanere in eterno impunita. Allora ecco che, a poche ore dal suo discorso per essere rieletta, arriva la lieta e severa novella. La Corte Europea l'ha condannata per mancata trasparenza sui vaccini Covid, una mannaia che, in teoria e non in pratica, avrebbe dovuto fermare la sua corsa politica, non fosse altro perché si allinea alle recenti "confessioni" che accomunano i troppi recenti casi di ictus, infarto e turbocancro, all'assunzione proprio dei vaccini.
Eppure, difficile a credersi, la Von Der Leyen è stata miracolosamente rieletta con ben 401 voti a favore, uno schiaffo alla giustizia e alle vittime del Covid. Con un certo ottimismo, avrei voluto stappare lo champagne e aprire una scatola di caviale, ma l'immoralità di questi parlamentari non me lo ha permesso.
Di Aldo Luigi Mancusi
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