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Elezioni 2022. On. Andrea Ruggieri (Forza Italia): “La campagna si deciderà in tv e mi raccomando andiamo a votare”

Il parlamentare azzurro ha le idee ben chiare su tasse, reddito di cittadinanza, investimenti, giustizia e scolastica

Di Stefano Bini

19 Agosto 2022

Andrea Ruggieri

46 anni, romano, avvocato penalista a 25 (collaborò giovanissimo alla difesa di Calogero Mannino, assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa), Andrea Ruggieri è giornalista professionista con 14 anni di collaborazioni in Rai, per cui ha ideato e scritto numerosi talk di approfondimento; è stato inoltre responsabile comunicazione tv di Forza Italia e Silvio Berlusconi (sua la gestione della campagna tv di Berlusconi contro Renzi per il referendum costituzionale).

Forza Italia è in forte ascesa nei sondaggi. La discesa in campo di Silvio Berlusconi c’entra qualcosa?

«Certo che sì: Silvio Berlusconi è Forza Italia. Senza di lui, non esistiamo. E scordiamoci il territorio: la campagna si deciderà tutta in tv dal 1 al 23 settembre. Serve un grande Silvio, e dietro di lui una buona squadra di comunicatori e liberali che invadano gli altri spazi residui.»

 

Sondaggi alla mano, Forza Italia è intorno al 10%. Ci saranno risultati inaspettati?

«Per me i sondaggi sono importanti ma vanno confermati. E per farlo occorre saper motivare le persone ad andare a votare. Se tifano dal divano di casa, non arrivi al 10. C’è il rischio che qualcuno pensi: “Tanto vincono comunque, quindi non vado a votare”. Sarebbe un errore fatale. Il popolo deve sentire la ‘chiamata alle armi’ e venire a darci una mano. Così poi noi potremo darla a loro.»

 

Secondo Lei, Silvio Berlusconi si candiderà al Senato della Repubblica?

«Si, ed è un’ottima notizia, perché Silvio Berlusconi venne vergognosamente e illegittimamente espulso dal Senato ed è bene sanare quella ferita.»

 

Quali sono i temi cardine di Forza Italia in questa campagna elettorale?

«Temi concreti e ragionevoli, ispirati a più libertà economica e fiscale, specie dopo due anni di restrizioni Covid, a volte folli; dobbiamo liberare e far fruttare il talento degli italiani volenterosi. In una parola: dobbiamo fare i soldi. E rilanciare così la natalità, altrimenti tra meno di 20 anni avremo un giovane lavoratore chiamato a mantenere tre pensionati. Insostenibile. Tradotto: serve un importante taglio della spesa pubblica, raddoppiata negli ultimi 10 anni e ormai oltre quota 1000 miliardi (compresa l’abrogazione del reddito di cittadinanza), per fare una flat tax al 23%; serve l’eliminazione delle 70 autorizzazioni burocratiche, utilizzando il silenzio-assenso, oggi follemente richieste per avviare attività economiche, dobbiamo tagliare il cuneo fiscale, che quota 207 contro il 160 della Spagna, per garantire stipendi migliori. Oggi per dare 2000 euro a un dipendente, i datori di lavoro deve tirarne fuori 4200 contro i 3200 della Spagna. Così sono poveri in due: chi dà lavoro e chi lo prende. Per fare ponti d’oro ai giovani che cercano un lavoro, agli adulti che lo hanno perso e vogliono riaverlo, alle imprese che vogliono crescere per assumere e creare posti di lavoro, serve limare le unghie a uno Stato che costa troppo, e invece deve costare meno e fare le cose meglio. Serve infine una brutale riforma della giustizia, che sbaglia 3 volte al giorno, arrestando ingiustamente italiani che poi vengono assolti: separiamo carriere e palazzi di pm e giudici e reintroduciamo una norma che esiga velocità nei processi, pena una sanzione per i pm. Infine, il decreto “spazzacazzate”: bye bye al reddito di cittadinanza. Costa 10 miliardi l’anno. Manteniamo volentieri chi non può lavorare affidando un sussidio di povertà ai sindaci, che conoscono palmo a palmo il territorio e sanno se una richiesta di aiuto è reale o truffaldina. Ma chi non vuole lavorare si prepari: non potrà pesare sulle spalle degli italiani e sulle loro già troppo alte tasse.»

 

E i suoi?

«Gli stessi, con in più un’idea di riforma scolastica per far uscire prima dagli studi i ragazzi italiani e aumentarne le chances di trovare un primo impiego con un miglior stipendio, senza sentirsi dire: “Dovresti pagare tu me, perché ti insegno un lavoro che l’università non ti ha insegnato”. Tagliamo via un anno di liceo, uno di università e obblighiamo all’alternanza scuola lavoro nell’ultimo anno. Poi, due patti con gli elettori: uno che vieta di ricorrere al lockdown o al coprifuoco, qualunque cosa accada questo inverno col Covid. Si resta aperti, modello Florida o Madrid. E l’altro che imponga al Governo che ogni euro recuperato dall’evasione venga messo, un secondo dopo, sull’ulteriore abbassamento delle tasse. Non lo ha mai fatto nessuno.»

 

In quale collegio si candiderà?

«Quattro anni fa venni eletto a Roma Nord, ma non so ancora nemmeno se mi ricandidano, e devo dire che in pochi lo sanno già. Certo, dalle scelte che Forza Italia farà, su me e non solo su me, si capirà quanto sia ambiziosa e protesa verso presente e futuro. Io credo di averle fatto fare, in questi quattro anni, una discreta figura.»

 

Cosa vuole dire ai suoi elettori?

«Che è stato un onore servirli, che spero di poterlo continuare a fare di più e meglio, e che essere favoriti in una partita non significa averla già vinta: il 25 settembre devono venire a votare tutti, e votare Forza Italia. Se saró in campo, prometto gol e spettacolo.»

 

 

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