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Elezioni 2022, i nuovi (e soprattutto vecchi) simboli sulla scheda elettorale

La lista del Terzo polo avrà il nome di Calenda e non quello di Renzi, Meloni non abbandona la fiamma tricolore, Letta presenta il logo del Pd in streaming

11 Agosto 2022

Elezioni 2022, i nuovi (e soprattutto vecchi) simboli sulla scheda elettorale

La simbologia politica alle elezioni del 2022. Nuovi (e soprattutto vecchi) loghi che gli elettori si ritroveranno sulla scheda il prossimo 25 settembre. È il simbolo che fa il partito: lì c’è la storia, il passato, l’evoluzione e il futuro di qualunque schieramento. Alcuni restano nell’immaginario comune e certificano un’epoca, dal fascio littorio alla falce e martello, sino allo scudo crociato. Altri fanno la loro comparsa sotto elezioni e poi evaporano nel nulla di uno zero virgola qualcosa percento. Rispetto ai decenni precedenti, nei quali i simboli venivano disegnati a mano in stanze fumose durante riunioni più o meno carbonare, oggi dietro al logo di una formazione politica c’è il marketing, la comunicazione, i social. Insomma: è più che mai determinante.

Elezioni 2022, il centrodestra tra l’Europa, la fiamma tricolore e Alberto da Giussano

Il 12, 13 e 14 agosto rappresentano le date comprese tra il 44esimo e il 42esimo giorno antecedente il voto, cioè l’intervallo temporale nel quale i partiti sono tenuti a depositare al Viminale i contrassegni e i simboli elettorali. Forza Italia è stata la prima a presentare il nuovo-vecchio logo. La base è sempre quella del 1994. Il nome del leader, be’, pure. Alla scritta “Berlusconi presidente” posta a caratteri cubitali sotto al tricolore, però, si è aggiunta la denominazione del Partito popolare europeo. Un chiaro riferimento ai valori europeisti della lista forzista. Anche la Lega, dopo aver accantonato la dicitura del nord, resta fedele al vecchio Alberto da Giussano, che negli anni ha accompagnato il partito tra le corna vichinghe di Pontida, i sogni di secessione e le canottiere di Umberto Bossi, sino ad arrivare alle felpe personalizzate di Matteo Salvini. Giorgia Meloni, tra le cicliche polemiche sulla nostalgia canaglia, non ha spento la fiamma tricolore, uno dei simboli elettorali più datati. Inventato nel 1946 dai futuri fondatori del Msi, la fiamma arde da oltre settant’anni al centro del simbolo di quella che sarebbe diventata Alleanza nazionale e, con l’avvento di Meloni, Fratelli d’Italia.

Renzi lascia spazio a Calenda, Conte fuori dal cerchio rosso del M5s

Matteo Renzi non è esattamente quel tipo di politico al quale piace stare dietro le quinte. Nel simbolo del neonato Terzo polo, però, il suo nome non compare. Tra i loghi di Italia Viva e di Azione c’è, invece, quello di Carlo Calenda, affiancato da Renew Europe, il gruppo europeo al quale sono iscritti sia i renziani sia i calendiani (si dice?). Nell’ambiente del centrosinistra c’è attesa per la presentazione del simbolo del Partito democratico, che avverrà oggi alle 18,30, con tanto di diretta streaming, al Comitato volontari Pd di Roma alla presenza, tra gli altri, di Enrico Letta, Nicola ZingarettiRoberto GualtieriRoberto Speranza ed Elly Schlein. Sinora non ci sono state particolari anticipazioni. L’unica certezza, al momento, è che il nome di Calenda sarà da un’altra parte. E il M5s? Si vociferava che Giuseppe Conte aspirasse a comparire sul contrassegno. Beppe Grillo, però, ha assicurato che il cerchio rosso, la scritta MoVimento e la data del 2050, deadline per un’Italia a zero emissioni, non subirà variazioni. “Assolutamente non cambia”, ha spiegato Grillo, secondo il quale il simbolo “non è mai stato messo in dubbio”. Gabriele Maestri, un giovane ricercatore che al tema ha dedicato due libri e un portale web, isimbolidelladiscordia.it, che si occupa della storia, dell’attualità e delle curiosità legate ai simboli dei partiti italiani, ha detto a Rai News che “i nomi dei leader di partito all’interno dei contrassegni anche stavolta saranno parecchi”. A sentire Grillo, non sarà il caso del M5s. Forse perché ancora non si è capito bene chi sia, il leader.

di Filippo Merli

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