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Elezioni politiche 2022, Salvini e Berlusconi crollano? Meloni prepara l'accordo con... Letta

Se Berlusconi e Salvini dovessero crollare Giorgia Meloni ha già pronto il piano B: insight riservato

Di Marco Antonellis

06 Agosto 2022

Se Berlusconi e Salvini dovessero crollare Giorgia Meloni ha già pronto il piano B: insight riservato

Giorgia Meloni (foto LaPresse)

La campagna elettorale è appena iniziata ma tra i partiti già già si fanno scenari per il dopo. In particolare ai piani alti di Fratelli d'Italia cominciano a fare i piani A e i piani B. Il piano A prevede una vittoria abbondante del centrodestra con il conseguente approdo di Giorgia Meloni a palazzo Chigi. Il piano B è un po' più complesso ma non meno interessante. Anzi, tra i consiglieri di Fdi se ne comincia a parlare visto che si ritiene che Berlusconi e Salvini possano crollare in campagna elettorale e quindi rendere vani gli sforzi della Meloni di arrivare a palazzo Chigi.

Insomma, se per colpa di Forza Italia e della Lega che stanno riproponendo campagne elettorali vecchie di anni il centrodestra non dovesse ottenere una vittoria degna di questo nome ecco che si sta già pensando ad un'alternativa che certamente troverebbe le orecchie attente di Sergio Mattarella: verificare la possibilità di un'alleanza tra i due partiti che usciranno vincitori dalle prossime elezioni, ovvero Fratelli d'Italia e il PD di Enrico Letta. Da soli potrebbero superare tranquillamente il 45% e con il contorno di qualche centrista (Calenda, Toti, Lupi, Di Maio, Renzi) non avrebbero problemi a rimettere in piedi la grande coalizione, stavolta però tagliando le ali estreme ovvero Salvini e Conte (non Forza Italia perché Silvio Berlusconi farebbe il diavolo a quattro per essere della partita anche dopo aver defenestrato Mario Draghi).

A quel punto sarebbe un gioco da ragazzi per Sergio Mattarella chiedere a Mario Draghi di restare a palazzo Chigi con un doppio vantaggio per Giorgia Meloni ed Enrico Letta: potrebbero ridisegnare le coalizioni di centro-destra e centro-sinistra a loro immagine e somiglianza disfacendosi da un lato di Matteo Salvini (Berlusconi tanto ormai è a fine corsa) e dall'altro di Giuseppe Conte. Ma avrebbero anche un altro grande vantaggio: sarebbe Mario Draghi a togliere le castagne dal fuoco almeno per i prossimi due o tre anni che saranno quelli più duri per la probabile recessione e in attesa che finisca la guerra tra Russia e Ucraina. Successivamente sarebbe molto più facile per la politica tornare a governare il paese da palazzo Chigi. Non senza però aver spedito Mario Draghi al Quirinale.

Già, perché questa è la postilla dell'accordone che si va delineando ai piani alti dei partiti. Il piano B prevederebbe infatti anche delle riforme costituzionali tra cui quella in senso presidenziale (o comunque il rafforzamento dei poteri del governo) tanto cara a Giorgia Meloni. Riforme che una volta approvate manderebbe necessariamente a casa Sergio Mattarella. A quel punto sarebbe Mario Draghi a salire al Colle e Giorgia potrebbe tranquillamente approdare a palazzo Chigi. Ma in una situazione certamente più facile di quella che troverebbe andando al governo in autunno. E magari come "cadeau" troverebbe anche un repubblicano alla Casa Bianca, cosa che gli faciliterebbe non poco il compito.

La riprova che se il centrodestra non dovesse vincere in misura adeguata le prossime elezioni si potrebbe andare in questa direzione è data proprio dalle parole che da qualche tempo sta pronunciando in continuazione il primo consigliere di Giorgia Meloni, Guido Crosetto. Per Crosetto "il dialogo è un dovere. Meloni ed Enrico Letta, pur nelle differenze di vedute, hanno un rapporto serio". Con Mario Draghi lo stesso: "Sarebbe da irresponsabili non chiedere aiuto a chiunque abbia qualcosa da offrire per sostenere il Paese. Se capiterà serviranno persone disposte a governare impegnandosi più negli atti legislativi che sui social un aiuto a chiunque abbia qualcosa da offrire per aiutare il nostro Paese a diventare più grande, più forte, più affidabile".

Insomma, Fratelli d'Italia si sta preparando a qualunque tipo di scenario non soltanto a quello di una straripante vittoria del centrodestra.

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