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Russia default tecnico, Fassina ammette: "Non impatta sul sistema economico russo" - ESCLUSIVA

A Il Giornale d'Italia, Stefano Fassina, ex viceministro dell'Economia del Governo Letta, ha parlato della "sanzione nucleare", quella ideata a fine febbraio da Draghi e che oggi sembra aver messo alle strette il Cremlino

Di Maria Melania Barone

28 Giugno 2022

Russia in Default tecnico? Fassina: "Sulle sanzioni va aggiustato il tiro" - ESCLUSIVA

Il Giornale d'Italia ha raggiunto l'on Stefano Fassina, ex viceministro dell'Economia del Governo Letta, per chiedere cosa ne pensa della "sanzione nucleare", quella ideata a fine febbraio da Draghi e che oggi sembra aver messo alle strette il Cremlino impegnato a fronteggiare un "default tecnico".

Il "giallo finanziario" relativo alle obbligazione da 100 milioni di dollari che Mosca avrebbe pagato agli investitori internazionali, come quelli taiwanesi che invece dichiarano di non aver ricevuto nulla, sottolinea un effetto delle sanzioni che hanno tagliato fuori Mosca dal sistema internazionale di pagamento. La famosa sanzione nucleare Swift e tutto il sistema di sanzioni finanziarie di cui parlava il Financial Times ricordando un aneddoto relativo ai primi giorni della guerra che avrebbe visto Ursula Von der Leyen spazientita e ricorrere alla magia di Draghi che, immediatamente avrebbe raggiunto la Yellen ancora impegnata a leggere le "scritte in piccolo". Una scelta, quella di Draghi, che sta dando i suoi frutti proprio adesso. Da allora il mondo si è diviso in due: la Cina che al Summit dei Brics e al Forum economico di San Pietroburgo ha detto che le sanzioni creeranno "solo sofferenza nel mondo", al presidente bielorusso Lukashenko, oggi benedetto con una portata di missili Iskander M, che ha dichiarato come "le sanzioni contro Mosca siano a tutti gli effetti una dichiarazione di guerra". Ma in merito alla tranche da 100 milioni il giallo è aperto: Mosca ha pagato o meno? Perché le transazioni non sono giunte sul tavolo degli investitori internazionali? E soprattutto, si può parlare di default tecnico quando è presente un debitore solvibile? 

Onorevole Fassina, in merito alla questione del default russo e le obbligazioni non pagate da parte di Mosca esiste un vero e proprio "giallo finanziario" che vede investitori di Taiwan affermare di non aver ricevuto il denaro, benché la Russia dica di aver già fatto la transazione un mese fa, lei cosa ne pensa?

E' appunto è un default tecnico che ha carattere simbolico e politico, non tocca molto il sistema economico perché il debitore in questo caso è solvibile ed ha la liquidità e la valuta per pagare, quindi l'effetto delle sanzioni non credo che cambi granché, ma conferma l'estromissione della Russia dal circuito finanziario occidentale. Le sanzioni sono state prese a caldo e poi via via estese nei mesi scorsi.

Infatti c'è chi sostiene che, qualora non si dovesse pagare queste obbligazioni maturerebbero altri 400 milioni da corrispondere nei mesi successivi fino ad aumentare esponenzialmente il debito russo e giungere alla dichiarazione di default a luglio, lei la reputa verosimile questa teoria?

Ma sarebbe un default tecnico che non impatta né sulla guerra né sul sistema economico russo. Perché il debitore è nell'impossibilità di pagare a causa del blocco del sistema dei pagamenti (il sistema di pagamenti Swift, n.d.r.) e quindi è una conferma sul piano politico. Però la questione mi sembra già definita: la differenza con tutti gli altri casi è dunque l'estromissione del debitore dal sistema dei pagamenti, questo è il punto. Quindi il default tecnico è una conseguenza.

Ma lei cosa ne pensa delle sanzioni in generale?
 
Hanno avuto un impatto ma non rilevante per la guerra, penso che siano state configurate in modo che colpisce di più noi che le abbiamo fatte che il diretto interessato, penso in questo momento al blocco delle esportazioni del petrolio attraverso nave.

In che senso?
 
Il blocco all’import del petrolio via nave non è stato esteso anche alle navi che lo trasportano, in gran parte europee. Di conseguenza, il greggio russo va sempre più in Cina è in India con l'effetto negativo è sostanzialmente su di noi. Insomma, le sanzioni colpiscono l’Europa ma consentono alla Russia di recuperare.

Quindi nella sua ottica Draghi, a capo della "finanza armata" di cui parlava il Financial Times, colui che volle le sanzioni nucleari contro Mosca, avrebbe fatto male i conti?

L'Italia è un paese che fa parte della Nato, un paese che ha un importanza internazionale, che prende delle decisioni e quindi non è una questione di Draghi, ma una questione più generale. È chiaro che di fronte a quanto accaduto non si poteva rimanere a guardare, ma a mio avviso sulle sanzioni va aggiustato il tiro.

di Maria Melania Barone

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Commenti all'articolo

  • ottobre.1974

    29 Giugno 2022 - 07:05

    Riassumendo la nato sanziona la Russia che pur potendo non può rimborsare il debito con gli investitori anche occidentali ho capito bene? Se si in che modo la sanzione danneggia la Russia e non gli investitori occidentali?

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