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La riforma Cartabia passa anche in Senato ed è legge: ecco cosa prevede

In aula 173 favorevoli, contrari 37, astenuti 16. Fdi vota contro, la Lega a favore ma "con riserva". Delusione da Italia Viva che si astiene mentre Renzi piccona la legge ricordando Falcone e Borsellino

16 Giugno 2022

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Marta Cartabia (fonte Lapresse)

Approvata la riforma Cartabia in Senato. Confermato il testo della camera, e dunque è legge. Favorevoli 173, contrari 37, astenuti 16. Il no è arrivato principalmente dall'opposizione (Fdi, Cal), mentre si astiene Italia Viva. Matteo Renzi in Senato l'ha definita "più inutile che dannosa". "In questi ultimi 30 anni, gli anni del clima infame, per fare una citazione significativa, non c’è stata una parola di verità sui magistrati simbolo del nostro Paese, Falcone e Borsellino, che meritano gratitudine eterna", ha continuato il leader di Iv. La Lega ha espresso il suo "sì" ma con riserva. "Un provvedimento preceduto da un lungo lavoro, non semplice, portato avanti con il contributo di molti", ha ricordato Cartabia.

La riforma Cartabia è legge: ecco cosa prevede

La riforma Cartabia è legge: ecco cosa prevede. Passa così anche in Senato la nuova riforma dell'ordinamento giuridico e del csm che si impone il compito di cambiare radicalmente la giustizia. In questa riforma cambia il concorso per diventare magistrato in quanto si potrà correre direttamente dopo la laurea senza aver bisogno di frequentare le scuole di specializzino. Più togati e laici al Csm. D'ora in poi dovranno esserci 20 consiglieri togati e 10 membri laici e non più rispettivamente solo 16 e 8. Questi verranno eletti dal Parlamento tra avvocati e professori universitari. Anche ex parlamentari, con garanzia della parità di genere. La composizione delle commissioni del Csm non cambierà più ogni quattro anni, ma ogni tre. 

La nuova legge elettorale per il Csm, un maggioritario binominale, con una quota proporzionale. Quindi niente sorteggio come avrebbe voluto la Lega. Sistema rinominale, con una quota proporzionale e la garanzia nelle candidature della parità di genere. Stop alle porte girevoli: niente più casi Maresca, contemporaneamente consigliere comunale e giudice della corte di Appello di Campobasso. Non si può tornare in magistratura dopo avere avuto un'esperienza politica, sia nazionale che locale.  In più non possono assumere incarichi direttivi, né possono fare il pm o il gip o il gup.

Stretta sui magistrati fuori ruolo. La futura legge delega infatti riduce il numero complessivo dei magistrati "fuori ruolo", oggi 200. Verranno collocati fuori ruolo non prima di 10 anni di effettivo esercizio delle funzioni giurisdizionali e il limite massimo in cui restare fuori ruolo viene abbassato da 10 a 7. Eccezione per gli organi costituzionali, di rilievo costituzionale e per gli organi di governo. Separazione delle funzioni di giudice e pm. Stretta sul passaggio da giudice a pm e viceversa nel corso di una carriera, prima c'erano 4 passaggi, adesso soltanto uno. Un cambiamento rispetto alla legge Bonafede che ne consentiva due. Questo può avvenire solo nei primi dieci anni di carriera, poi si potrà passare solo al civile.

Il fascicolo di ogni toga, che già esiste ma sarà potenziato. Dentro dovrà esserci oltre alla sua vita professionale, i passaggi di ruolo e i singolari casi trattati. E se vi sono state modifiche significative. Il fascicolo verrà aggiornato ogni anno, non più 4. Illecito disciplinare sulla presunzione d'innocenza tra cui quello che preoccupa molto le toghe quello contro chi viola le nuove regole stabilite, a dicembre, dalla direttiva sulla presunzione d'innocenza. Infine lo stop alle nomine a pacchetto.  Stop alle cosiddette “nomine a pacchetto”: l’assegnazione degli incarichi direttivi e semidirettivi si deciderà in base all’ordine cronologico dei posti scoperti.

 

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