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Governo Draghi a rischio, i paletti ai partiti: "Fisco, concorrenza e Ue non negoziabili"

Il presidente del Consiglio ha fissato i temi non negoziabili per la missione dell'esecutivo a colloquio con un gruppo di centristi fedeli alla sua linea

24 Maggio 2022

Il governo è a rischio ma Draghi fissa i paletti per i partiti: "Fisco, concorrenza e Ue non negoziabili". La linea si era capita sin dalla nascita dell'esecutivo, nel febbraio del 2021, ma se ce ne fosse stato bisogno Mario Draghi l'ha ribadita anche ieri, a colloquio con un gruppo di parlamentari centristi assolutamente fedeli alla sua linea. Questo governo è nato "per fare le cose", per realizzare le riforme di cui il Paese ha bisogno da troppi anni. Impantanarsi, sarebbe contrario all'essenza stessa dell'esecutivo. Per questo, l'ex governatore della Bce non può permettersi mediazioni che annacquerebbero inevitabilmente alcuni provvedimenti chiave anche in sede europea: dalla riforma fiscale a quella della concorrenza, fino ad arrivare alla postura europea. 

Governo Draghi a rischio, paletti a partiti: "Fisco, concorrenza e Ue"

È questa l'impostazione che il premier ribadisce ancora una volta alla pattuglia di "totiani" che ieri gli hanno fatto visita a Palazzo Chigi: Marco Marin, capogruppo alla Camera di Coraggio Italia, Paolo Romani e Gaetano Quagliarello oltre al leader della delegazione e presidente della Liguria Giovanni Toti. La piccola rappresentanza del centrodestra moderato ha appena creato un gruppo di 10 parlamentari al Senato fedeli alla linea del governo e hanno voluto un colloquio con Draghi per ribadirgli il loro sostegno

A loro il leader dell'esecutivo ha ribadito la roadmap. Saranno settimane molto intense per il Parlamento, come spiega su Repubblica la giornalista Serenella Mattera. Entro fine giugno vanno raggiunti 45 obiettivi del Pnrr ma i nodi più complessi da sciogliere sono sempre gli stessi: la riforma fiscale, con annessa revisione del catasto, e il ddl concorrenza, che divide soprattutto per le concessioni balneari

L'attacco all'Europa di Salvini e le tensioni nella maggioranza

Da qualche giorno, poi, è tornato in discussione anche ciò che sembrava ormai acquisito: la linea europeista che l'Italia si è data con l'arrivo di Draghi a Palazzo Chigi. Da quando ha ottenuto la maggioranza in Parlamento, nessuno aveva mai provato a smarcarsi sul tema fino all'altro ieri, quando il leader della Lega Matteo Salvini ha attaccato frontalmente Bruxelles su un tema molto sentito dagli italiani, quello della casa

"L'Europa vorrebbe che l'Italia tassasse anche la prima casa. A Milano si dice: ti attacchi al tram. Nessuno ci provi", ha scandito il leader leghista, per un attimo tornato ai diktat e alle dichiarazioni del governo gialloverde. Minacce a cui ha risposto il segretario del Partito democratico, Enrico Letta: "Salvini e la Lega hanno superato il limite. Chi mette a rischio le risorse del Pnrr è incompatibile con il lavoro efficace e positivo dell'azione di governo". Con questo clima, soddisfare le richieste europee per Draghi potrebbe essere più complesso che salvare la moneta unica

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