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Quirinale, Paolo Maddalena è il candidato degli ex-M5s: "Un tributo alla costituzione"

La scelta di Maddalena potrebbe complicare i piani di Silvio Berlusconi e della sua "operazione scoiattolo"

16 Gennaio 2022

Paolo Maddalena, giurista e vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, sarà il candidato per il Quirinale che voteranno gli ex parlamentari del M5s. Si tratta di un gruppo che tra i fuoriusciti e gli espulsi per non aver votato il governo Draghi conta circa 40 tra deputati (nel gruppo Alternativa) e senatori.

Il voto degli ex-M5s

La discussione tra i membri del gruppo è durata alcune settimane. Poi circa 40 parlamentari non iscritti ai gruppi dei principali partiti hanno scelto il loro candidato per il Quirinale. Deputati e senatori del Misto, in gran parte fuoriusciti dal Movimento 5 stelle nel passaggio tra il governo Conte due all’esecutivo Draghi, avevano una rosa di 13 papabili tra i quali esprimere una preferenza: Giorgio Agamben, Alessandro Barbero, Lorenza Carlassarre, Fabiola Gianotti, Piercamillo Davigo, Nino Di Matteo, Anna Falcone, Nicola Gratteri, Paolo Maddalena, Ugo Mattei, Giorgio Parisi, Chiara Saraceno, Gustavo Zagrebelsky.

Il voto per Maddalena probabilmente sarà un semplice voto di testimonianza: è difficile pensare che i grandi partiti possano inseguire i circa 40 parlamentari del Misto nella partita del Colle. Ma la scelta di Maddalena potrebbe complicare i piani di Silvio Berlusconi e della sua "operazione scoiattolo": il leader di Forza Italia spera di trovare grandi elettori a suo supporto proprio tra quei deputati e senatori che hanno abbandonato i 5 stelle.

Chi è Paolo Maddalena

Nato a Napoli il 27 marzo 1936 , entrato nel 1971 nella Magistratura della Corte dei conti, si è dedicato all’approfondimento della responsabilità amministrativa, arrivando a formulare la tesi secondo la quale oggetto della responsabilità amministrativa non è il danno erariale ma il “danno pubblico”, cioè il danno subito dalla Collettività, inserendo in questo tipo di danno collettivo il “danno ambientale”. Tale tesi ha ispirato il primo “progetto di legge” sul risarcimento del danno ambientale da lui redatto, presentato alla Camera dei Deputati il 15 febbraio 1951, e poi trasfuso nell’art. 18, della vigente legge n. 349 del 1986.

Nominato giudice della Corte costituzionale nel 2002, lascia l’incarico nel 2011, per fine mandato.  Ha pubblicato  “Il territorio bene comune degli Italiani” (2014) e “Gli inganni della finanza” (2016).

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