Sabato, 28 Maggio 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Quirinale, le donne contro l'appello per la quota rosa al Colle: "Una boutade inutile"

Decine di donne fra intellettuali e personaggi dello spettacolo sottoscrivono l'appello per un Presidente della Repubblica finalmente di sesso femminile. Ma l'idea della "quota rosa" a tutti i costi non è condivisa da molte

03 Gennaio 2022

Quirinale, 26 novembre 2021

Quirinale, 26 novembre 2021 (fonte foto: lapresse.it)

Un appello lanciato da decine di personaggi pubblici e intellettuali non ha dubbi: per il Quirinale "è arrivato il tempo di eleggere una donna." È questa la sintesi del lungo intervento di cui rilanciamo alcuni stralci. "Ci sono in Italia donne che per titoli, meriti, esperienza ed equilibrio possono benissimo" sottoscrivono donne del calibro di Michela Murgia, Luciana Littizzetto, Dacia Maraini, Liliana Cavani, Sabina Guzzanti, Serena Dandini e Fiorella Mannoia.

L'appello per una quota rosa

"Non è questa la sede per fare un elenco di nomi ma molte donne hanno ottenuto stima, fiducia, ammirazione in tanti incarichi pubblici ricevuti, e ci rifiutiamo di pensare che queste donne non abbiano il carisma, le competenze, le capacità e l’autorevolezza per esprimere la più alta forma di rappresentanza e di riconoscimento". E ancora: "Si parla di democrazia dei generi ma da questo punto di vista l’Italia è una democrazia largamente incompiuta". L'appello rosa è solamente l'ultimo di una lunga serie. Ciclicamente, ad ogni elezione per il Quirinale, la questione "rosa" torna puntuale. Come ricordato in diversi editoriali, il primo fu di Nilde Iotti, nel lontano 1990. Da allora tanti manifesti, infinite firme per una richiesta che in un certo senso è difficile da non appoggiare. La lunga e, soprattutto, ininterrotta scia di Capi dello Stato di sesso maschile appare per certi versi anacronistica in un paese che vuole pienamente dirsi nel ventunesimo secolo. Ma, e su questo punto c'è stato un inaspettato sostegno bipartisan, è la natura della richiesta stessa ad apparire in egual misura, anch'essa, anacronistica.

Lo scetticismo di molte donne

Apre le fila delle contrarie ad una "quota rosa" per il solo fatto di essere, per l'appunto, rosa, Natalia Aspesi. Su Repubblica proprio questo si sostiene nell'editoriale "Donna sul colle? No, grazie". La Aspesi si dice contraria al concetto stesso dietro l'appello: "È chiaro anche questa volta che se ci si rivolge alle donne perché sbroglino loro la matassa, o meglio si prendano loro la responsabilità quasi suicida di tenere insieme un Paese fuori di sé, ancora prigioniero della pandemia e senza una visione del futuro, è perché nessuno vuole accollarsi un eventuale fallimento". Hoara Borselli dal quotidiano Il Tempo si mostra direttamente contraria all'appello: "Una boutade più utile ad accattivarsi il plauso di femministe e sostenitrici delle quote rosa, che la reale convinzione che al Colle sia necessario che spicchi la competenza a prescindere dal sesso di chi la porterà in dote." Il punto è proprio questo. Il fatto che il sesso del nuovo Presidente della Repubblica sia più importante delle sue competenze o della sua autorevolezza. Non mancano certo i nomi femminili che possano occupare il Colle, ma perché sottolineare che è tempo di una donna invece che di un Presidente che corrisponda a determinati requisiti, casualmente anche di sesso femminile? "L’importante è individuare il profilo giusto e poi avanzare una proposta" - è quanto afferma la storica voce della sinistra femminista, Luciana Castellina, che aggiunge - "ci sono tante donne con queste caratteristiche, l’importante è scegliere quella giusta".

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x