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Elezione Presidente Repubblica italiana 2022: quando si vota

Tutto sulla prossima elezione del Presidente della Repubblica italiana 2022 che sostituire Sergio Mattarella: quando si vota

28 Dicembre 2021

 Elezione Presidente Repubblica italiana 2022: quando si vota

Fonte: lapresse.it

Con il 2022 i riflettori della politica saranno ovviamente puntati sull'elezione del presidente della Repubblica italiana: ma quando si vota per il prossimo capo dello stato. Il mandato dell'attuale presidente Sergio Mattarella scadrà il 3 febbraio, esattamente sette anni dopo il suo giuramento avvenuto nel 2015. Le operazioni di voto per la scelta del nuovo inquilino del Quirinale si terranno dunque nei giorni immediatamente precedenti, quando in Parlamento si riuniranno deputati, senatori e delegati regionali. Saranno quindi giornate cruciali quelle di fine gennaio, in cui la classe politica del Paese sarà chiamata a fare i conti con se stessa per dare ai cittadini un capo dello Stato all'altezza dei compiti che dovrà affrontare.

Elezione Presidente Repubblica italiana 2022: quando si vota

Come già detto il mandato presidenziale di Sergio Mattarella scadrà ufficialmente il prossimo 3 febbraio. Non è scontato però che il mandato arrivi esattamente alla sua scadenza naturale. Già in passato infatti, accadde più volte che il presidente uscente si dimettesse con qualche giorno di anticipo, al fine di facilitare l'insediamento del suo successore che nel frattempo era già stato eletto dal Parlamento riunito. Sono i casi ad esempio di Sandro Pertini, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, che eseguirono le cosiddette "dimissioni di cortesia".

Al d la di questa eventualità, la macchina elettorale dovrebbe partire ufficialmente il prossimo 4 gennaio, con la convocazione del Parlamento da parte del presidente della Camera Roberto Fico. Tenendo conto delle tempistiche necessarie, la data della prima seduta comune del Parlamento potrebbe essere fissata per il 20 gennaio. A quel punto bisognerà vedere quanto tempo ci metteranno i parlamentari e i delegati regionali a eleggere il successore di Sergio Mattarella. L'ipotesi più probabile è che si arrivi almeno fino al quarto scrutinio, vale a dire quando non sarà più necessaria la maggioranza dei due terzi dell'Aula, ma basterà soltanto la maggioranza assoluta del 50% più uno.

L'ipotesi di un elezione al primo scrutinio

Non è detto però che l'Assemblea possa trovare un accordo già al primo scrutinio, consentendo una rapida elezione del futuro capo dello Stato. Il candidato più papabile in questo scenario rimane l'attuale premier Mario Draghi, corteggiato più o meno velatamente da quasi tutti gli schieramenti politici. Un'eventualità sulla quale recentemente non si è sbilanciato nemmeno il diretto interessato, autodefinitosi "un nonno al sevizio delle istituzioni".

In alternativa a Draghi resta in auge anche l'ipotesi di un secondo mandato di Sergio Mattarella, malgrado quest'ultimo abbia più volte ribadito la sua indisponibilità a un bis. Andando invece su personalità più schiettamente politiche ecco spuntare, quasi minacciosamente, l'eventualità di Silvio Berlusconi presidente della Repubblica, auspicata dalla coalizione di centrodestra ma respinta in maniera categorica dall'asse PD-M5S. Restano in ultimo gli outsider, categoria a cui apparteneva lo stesso Mattarella nel 2015. È in questa zona che emergono i nomi di Paolo Gentiloni, Rosy Bindi, Giuliano Amato e Pierferdinando Casini. Che sia tra di loro il futuro inquilino del Quirinale? Per scoprirlo non ci resta che attendere ancora un mese.

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