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Reddito di cittadinanza: solo il 15% dei beneficiari ha trovato lavoro, ma allo stato è costato miliardi

Lo Stato ha speso 52mila euro per ogni posto di lavoro creato, per un totale di 7,9 miliardi

13 Settembre 2021

Reddito di cittadinanza, è boom di furbetti. Salvini: "Premio a chi non fa nulla"

Fonte: lapresse.it

Se fino ad ora il reddito di cittadinanza aveva suscitato diverse perplessità, ora si ha la prova del fatto che questo metodo non funziona. A dirlo sono le analisi esposte dall'Ufficio studi della Cgia. Ogni singolo posto di lavoro creato grazie al reddito di cittadinanza è costato allo Stato più di 52mila euro. Curioso ed esaustivo il paragone proposto dal quotidiano Libero, che spiega come questa cifra rappresenti il doppio di quanto spende annualmente un imprenditore privato per stipendiare un operaio a tempo indeterminato con contratto full time che in media costa sui 25mila euro. 

Reddito di cittadinanza : i costi

Sono poco più di un milione gli individui che percepiscono il reddito di cittadinanza e vogliono quindi trovare un occupazione. Di questo milione, solo 152mila hanno effettivamente trovato un posto di lavoro grazie a questo metodo. Quindi, banalmente, appena il 15,2% di coloro che hanno il reddito hanno poi trovato un impiego. Le somme parlano chiaro, per i nuovi occupati l'Inps ha sborsato ben 7,9 miliardi di euro, una cifra assurda per una risultato così deludente. Un costo troppo elevato per un numero così ridotto di persone che hanno trovato il lavoro grazie al sussidio grillino. Se diamo uno sguardo più nel complesso, quindi estendendo il calcolo per tutto il periodo di validità della misura, la situazione economica si fa ancora più drastica. Da quando è entrato in vigore il reddito di cittadinanza, quindi dal 2019, l'investimento dello Stato per questa misura arriva a ben 19.6 miliardi totali e per il 2022 sono previsti altri 7.7 miliardi di euro. 

L'analisi dell'Anpal

Un altro dato non incoraggiante è rappresentato dal fatto che le persone che percepiscono il sussidio sono difficilmente collocabili. Le ragioni alla base di questa affermazione si possono trovare dietro al fatto che gran parte di queste persone non hanno sufficiente esperienza lavorativa alle spalle o non ne hanno proprio. Solo un terzo di questi ha già avuto un'occupazione in passato. Dunque, trovargli un lavoro diventa molto più difficile. L'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, spiega che la probabilità di rimanere disoccupato a distanza di dodici mesi arriva al 90%. Sapere che la maggior parte di coloro che percepiscono il sussidio non ha le competenze per trovare un lavoro, rende tutto molto più difficile e sfiancante per gli addetti ai lavori.

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