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Referendum marijuana, la raccolta firme è inarrestabie: 200mila in 48 ore

Raccolte già migliaia di firme per il Referendum sulla marijuana libera. Complice anche la possibilità della firma con Spid

12 Settembre 2021

Referendum marijuana, al via la raccolta firme: 50mila prime 5 ore

Fonte: lapresse.it

A pochi giorni dall’approvazione della Camera al testo base per depenalizzare la coltivazione della marijuana - per uso personale - è partito un referendum sulla depenalizzazione dell'uso: la raccolta firme ha avuto subito un gran successo. Nelle prime 5 ore sono infatti già arrivate 50mila firme e adesso si sono raggiunte le 200mila firme. Un risultato record, che ha riportato il tema della legalizzazione della cannabis all'attenzione dei vertici governativi. Il Governo ha approvato la coltivazione della marijuana non oltre quattro piantine “femmine”, cioè quelle che producono il principio attivo Thc.

La raccolta firme si sta svolgendo online, dopo che il mese scorso è stata introdotta la modalità di firma tramite SPID, il riconoscimento di identità digitale che sta rivoluzionando la modalità di sottoscrizione dei referendum. A fare da apri pista erano stati i promotori dell'eutanasia legale, che grazie al metodo innovativo di firma online hanno raggiunto in pochissimo tempo la quota necessaria per presentare il quesito referendario in Parlamento.

Tra i promotori ci sono giuristi e militanti impegnati contro il proibizionismo. Questi sono coordinati dalle associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone e Società della Ragione con il sostegno di +Europa, Possibile, Radicali italiani, Sinistra italiana, Rifondazione comunista e Potere al Popolo. Il loro obbiettivo è arrivare a 500mila firme entro il 30 settembre. La legge, infatti, consente che le firme a sostegno dei quesiti referendari siano raccolte solo nei primi nove mesi dell’anno.

Referendum marijuana, al via la raccolta raccolte firme

"Mezzo milione di firme entro il 30 settembre per poter votare in primavera un referendum sulla cannabis insieme a quello sull’eutanasia, e intervenire sia sul piano della rilevanza penale che su quello delle sanzioni amministrative", hanno fatto sapere i promotori. "Quello della coltivazione, vendita e consumo di cannabis è una delle questioni sociali più importanti nel nostro Paese. Un tema che attraversa la giustizia, la salute pubblica, la sicurezza, la possibilità di impresa, la ricerca scientifica, le libertà individuali e, soprattutto, la lotta alle mafie".

"Sono 6 milioni i consumatori di cannabis in Italia", continuano. "Tra questi ci sono anche moltissimi pazienti spesso lasciati soli dallo Stato nell’impossibilità di ricevere la terapia, nonostante la regolare prescrizione. Questi italiani hanno oggi due sole scelte: finanziare il mercato criminale nelle piazze di spaccio o coltivare cannabis a casa rischiando fino a 6 anni di carcere. Un dibattito che non può più essere rimandato e deve essere affrontato con ogni strumento democratico".

Lo scorso Mercoledì la commissione Giustizia di Montecitorio ha votato il testo - presentato da Riccardo Magi di +Europa e Caterina Licatini del M5S - per depenalizzare la coltivazione domestica di cannabis per uso personale. A votare contro ci sono stati Lega, Fdi, Coraggio Italia e Fi. Italia viva si è invece astenuta. Ora però i favorevoli alla liberalizzazione delle droghe leggere devono però prepararsi a fronteggiare gli emendamenti dei contrari. "Per battere l’ostruzionismo delle destre percorrere un’altra via è obbligatorio", ha fatto sapere il comitato promotore. "Noi faremo di tutto perché l'iter parlamentare non si blocchi, ma è necessario mettere in campo anche un'altra possibilità e dare voce ai cittadini per modificare una legge sbagliata con un referendum sulla cannabis", fa sapere Riccardo Magi, presidente di +Europa. "Un inizio davvero inaspettato: secondo i primi calcoli nelle prime cinque ore di raccolta sul sito sono arrivate oltre 50mila adesioni - commenta Marco Perduca, presidente del comitato promotore -. Guardiamo con ancora più ottimismo al 30 settembre".

Referendum marijuana, il quesito depositato

"Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309, avente ad oggetto 'Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza", limitatamente alle seguenti parti:

Articolo 73, comma 1, limitatamente all’inciso “coltiva”;

Articolo 73, comma 4, limitatamente alle parole “la reclusione da due a 6 anni e”;

Articolo 75, limitatamente alle parole “a) sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;”?”

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