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Covid, Governo Draghi sbaglia strategia: il vaccino non blocca il virus. Ecco perchè

Il Governo Draghi ha puntato esclusivamente sulla campagna vaccinale per contrastare il Covid ma il vaccino, come è ammesso da tutti, non ferma la circolazione del virus. I vaccini sono importanti per prevenire le epidemie. E’ evidente che l’epidemia di coronavirus non può più essere prevenuta dal vaccino anticovid per il semplice fatto che è già in pieno svolgimento

Di Giovanni Conticelli

01 Settembre 2021

Covid 19, un disastro dopo l'altro nel contrasto: il virus ha realizzato il sogno degli autocrati

Mario Draghi (foto LaPresse)

E’ evidente che il Presidente Draghi ha sbagliato la strategia di contrasto al virus Covid-19. E del resto lo sbaglio è apparso chiaro agli occhi di tutti sin da quando ha assunto l’incarico ed ha confermato il titolare del precedente governo al ministero preposto. In Italia sembra che ormai l’unica cosa importante sia non dire le cose come stanno. Tranne questo si può fare di tutto. Anche concludere che la drammatica epidemia non permette di mandare gli elettori alle urne ma permette invece di mandarli in vacanza, al mare, in montagna, ai laghi, passando tranquillamente da una regione all’altra, da nord a sud e da sud a nord come se nulla fosse. Il Covid ha realizzato così il sogno di tutti gli autocrati.

Questo non esclude però che il virus esista e che sia proprio una brutta bestia. E che i vaccini in effetti siano una formidabile arma per combatterlo. Ma ecco che appena dopo la spettacolare scoperta scientifica arrivano immediatamente i problemi politici.

Appena appurato che il vaccino funziona l’attuale nostro governo ha immediatamente concluso che la pandemia si sarebbe potuto risolvere facendo vaccinare tutta la popolazione. Un ragionamento errato da un punto di vista scientifico e strategico.
Da un punto di vista scientifico perché illustri scienziati si sono precipitati ad evidenziare che in effetti i vaccini sono importanti per prevenire le epidemie e stroncarle sul nascere ma il loro efficace impiego nel corso di una pandemia è tutto da dimostrare e non ha precedenti. E’ evidente infatti che l’epidemia di coronavirus non può più essere prevenuta dal vaccino anticovid per il semplice fatto che è già in pieno svolgimento. Ma si tratta di voci che sono state immediatamente messe in minoranza e zittite a livello globale.

Da un punto di vista strategico l’errore appare lampante a qualsiasi studente di secondo o terzo anno di economia che abbia superato non dico un esame specialistico di Marketing ma anche solo l’esame di Marketing corso base in una qualsiasi buona università italiana. Questo povero studente sa che le leve del marketing operativo sono quattro: prodotto, prezzo, distribuzione e comunicazione commerciale. Con queste quattro leve devi riuscire a battere la concorrenza, posizionarti sul mercato, guadagnare, prosperare ecc. Corollario di ciò e che se sei molto forte o bravo su una delle quattro leve per essere tra i vincenti del gioco competitivo non puoi permetterti di trascurare le altre tre leve: in quegli altri tre ambiti devi essere almeno alla pari di tutti gli altri. Bravo in tutti gli ambiti ed eccezionale in almeno uno. Inoltre gli studiosi di questa materia mettono in evidenza che esistono dei fenomeni di saturazione in forza dei quali l’elasticità della domanda al progressivo utilizzo della singola leva è discendente. In parole povere se nelle fasi iniziali dell’utilizzo della leva si possono avere delle risposte eccezionali e da attendersi che queste risposte vadano progressivamente scemando insistendo nell’utilizzo della leva scelta.
Se si vuole usare la metafora militare è come dire che se hai nel tuo arsenale l’arma “definitiva” non puoi trascurare di tenere le forze in ordine ed organizzare i turni di guardia. Se si preferisce la metafora calcistica se hai nella tua squadra un forte centravanti non puoi trascurare di organizzare adeguatamente anche gli altri reparti.

Ebbene questo è invece esattamente quello che è stato fatto dal Governo Draghi che per il proprio insufficiente operato ha ancora meno scuse del Governo Conte, al quale bisogna quanto meno riconoscere di essere stato animato sin dalle fasi iniziali della inattesa pandemia da sincera volontà di proteggere gli Italiani da questo ripugnante virus.

Il Governo Draghi ha puntato esclusivamente sulla campagna vaccinale per bloccare un virus che in effetti non può essere bloccato dal vaccino che, è ammesso da tutti, non ferma la circolazione del virus. La circolazione del virus può essere invece ostacolata da altre tecniche che certamente non sta a me indicare ma che posso immaginare consistenti nell’uso dei dispositivi individuali di protezione, nel distanziamento fisico, ecc. Ma le modalità di ostacolo alla circolazione del virus sono inevitabilmente scivolate fuori dal dibattito politico in Italia.

Per chi invece ha la malasorte di incappare in questo terribile virus nulla è stato previsto dai nostri pubblici governanti se non il ricovero in ospedale con la speranza di non finire in terapia intensiva, speranza che è statisticamente più consistente se si è fatto ricorso al vaccino – possibilmente in doppia dose ma si sta scoprendo la necessità della terza - prima di contrarre l’orribile morbo. Ma tra il momento in cui si è realizzato di essere stati infettati dal coronavirus e quello – per fortuna non sempre conseguente – del ricovero in ospedale che cosa succede? In questa fase iniziale della malattia che magari potrebbe essere curata con più facilità che cosa avviene al nostro povero elettore infettato dal coronavirus? Assolutamente niente. Nessuna cura è prevista che venga impartita dalle Aziende Sanitarie e dalle strutture da queste preposte al contrasto del virus al malato che ancora non necessita del ricovero se non la periodica verifica della sussistenza dell’infezione a fini statistici ed ai fini dell’emanazione dei conseguenti provvedimenti di igiene pubblica (isolamento o quarantena obbligatoria). Il malato è affidato al solo contatto telefonico con il medico di famiglia il quale a sua volta è lasciato ad affrontare questa malattia sconosciuta non la sola propria sensibilità. E bisogna dire che essendo l’umanità varia, lo sono anche i medici di famiglia quanto a sensibilità e reperibilità.

Quello che il nostro paese sta correndo non è un “rischio calcolato” ma è un puro azzardo fatto senza la rete di interventi a sostegno dell’efficacia dei vaccini. Nella lotta al coronavirus non si può puntare solo sui vaccini e derubricarla così dalla propria fitta agenda governativa. Sono necessari interventi seri e strutturali diversi dalla distribuzione delle solite paghette ed incarichi.

Molto si poteva e si può fare nella fase “domiciliare” della cura del virus che ancora oggi sembra per nulla presidiata dalla sanità pubblica o privata che sia. Così come si è molto investito sulla ricerca del vaccino con straordinari risultati se si vuole sconfiggere questo virus bisogna altrettanto pesantemente investire e ricercare nelle cure applicabili alla fase iniziale dell’infezione in sede domiciliare ed anche nella fase successiva della eventuale ospedalizzazione.
Ma qui bisognerebbe identificare i soggetti che avendone i mezzi abbiano anche l’interesse ad esplorare questo ambito della ricerca scientifica. Al momento non sembra ci siano grandi aziende farmaceutiche interessate e gli Stati Sovrani in occidente sembra si stiano accomodando sulla strada tracciata per loro da chi ha fatto l’importante scoperta scientifica del vaccino anticovid. E l’Italia su questa via è molto più avanti degli altri.

Non è possibile attendersi la soluzione della pandemia da un approccio – per tornare al linguaggio dell’utile marketing- top-down ma questa soluzione deve provenire necessariamente da un approccio bottom-up: chi oggi protesta contro i vaccini ha in qualche modo intuito l’insufficienza della scelta strategica di contrasto al virus basata sulla sola campagna vaccinale per quel fenomeno misterioso ma allo stesso tempo meraviglioso che spesso porta le persone anche più ignoranti della media a fare scelte piene di buon senso come e più di chi ha “letto milioni di libri”.

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