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Giustizia: cosa cambia e quanto dureranno i processi nella 'riforma del compromesso'

Proroga sino a 6 anni per terrorismo, mafia e stupro. Pesa il pressing del Csm

30 Luglio 2021

Giustizia: cosa cambia e quanto dureranno i processi nella 'riforma del compromesso'

Fonte: lapresse.it

Trovato l'accordo sulla riforma della Giustizia, che passerà alla storia come la 'riforma del Compromesso', per i tanti accordi sottobanco e dell'ultimo minuto fatti tra partiti con idee completamente diverse tra loro per chiudere la pratica. I processi 'infiniti' restano, ma solo per i reati più gravi, come terrorismo, mafia e stupro. Per questi sarà prevista una durata di 6 anni in appello e 3 in cassazione. Ogni reato avrà un suo limite massimo, calcolato sul massimo della pena possibile più un quarto, secondo la legge Cirelli del 2005 fatta dal Governo Berlusconi.

Giustizia: cosa cambia e quanto dureranno i processi nella 'riforma del compromesso'

Dopo le tensioni, i ritardi e la sospensione del cdm che doveva risolvere le ultime questioni rimaste in bilico sulla riforma della giustizia, il governo pare aver trovato la quadra. Il Movimento 5 Stelle ha accettato la proposta di mediazione sul processo penale che prevede ora un regime speciale per tutti i reati di mafia. "O si cambia o per noi l'intesa non c'è", era la linea dei pentastellati. La bozza prevedeva, infatti, come ha ricordato Il Giornale, che le "deroghe" all'improcedibilità riguardassero solo i reati previsti dagli articoli 416 bis e ter (associazione di tipo mafioso e scambio elettorale politico-mafioso). 

Il criterio di base della riforma per la maggior parte dei processi rimane quello che Marta Cartabia aveva portato due settimane fa in consiglio dei ministri: due anni per il processo in appello, un altro per quello in Cassazione. Poi tutto diventa improcedibile. Improcedibile, non prescritto, si badi bene. I cittadini, in pratica, con buona pace dei grillini, non saranno più imputati a vita.

L'ossatura della riforma ha superato il fuoco di batteria di grillini, giornali e magistrati, che accusavano il testo varato il 14 luglio di essere una sorta di amnistia mascherata che avrebbe garantito impunità a criminali di ogni genere (cosa completamente falsa). Nella riforma si conferma che la prescrizione si sospende dopo la sentenza di primo grado, si conferma anche che se il processo d'appello non termina entro due anni scatta la improcedibilità. Si conferma inoltre che nei casi complessi il giudice può allungare di un anno i termini. Poche le modifiche significative, come quella che aggiunge "che ulteriori proroghe possono essere disposte" per una serie di reati.

Riforma della giustizia, trovato accordo sui reati di mafia

Il Consiglio dei ministri - inizialmente convocato per le ore 11:30 di giovedì 29 luglio - era iniziato alle 14, senza i ministri in quota Movimento 5 Stelle arrivati più tardi perché impegnati a discutere. La riunione è però stata poi sospesa per circa 120 minuti già dopo un'ora. Il Premier Mario Draghi, le cui intenzioni erano quelle di chiudere tutto in giornata, aveva aperto a un nuovo confronto con le forze politiche

A questo punto un ministro ha riferito all'Adnkronos che "c'è caos". "Al 99% si chiude oggi", hanno commentato con fiducia e ottimismo fonti di governo del centrodestra. Ma il M5S non si è ancora arreso. Tra i grillini c'è chi spera che la riforma riforma Cartabia possa slittare a settembre. E non è detto che non l'abbia vinta. Infatti, sul provvedimento, che doveva arrivare in Aula nella giornata di venerdì 30 luglio, adesso rimane un'incognita. Francesco Lollobrigida, presidente dei deputati di Fratelli d'Italia, ha fatto sapere che in conferenza dei capigruppo il Movimento 5 stelle "ha chiesto il rinvio dell'approdo in Aula della riforma penale alla prossima settimana", al contrario di quanto hanno fatto tutti gli altri gruppi di maggioranza, i quali "hanno chiesto che inizi la discussione generale sul ddl penale".

Risultano essere mafia, droga, terrorismo, violenza sessuale e spaccio di sostanze stupefacenti i reati per i quali si prevedono delle "proroghe" alla durata del processo di Appello e Cassazione, rispetto alle nuove norme sulla improcedibilità su cui punta il ministero della Giustizia. Una delle ipotesi sul tavolo, apprende l'Agi, sarebbe quella di prevedere un tempo maggiore per i successivi gradi di giudizio in presenza di procedimenti complessi relativi ai reati sopracitati.

Giustizia, Di Battista: "Resta legge salva-politici anche con modifiche"

"Leggo che probabilmente verranno esclusi i reati di mafia da questo meccanismo - scrive sul suo profilo Facebook intanto Alessandro Di Battista - . Ergo non sarà più una legge salva-mafiosi ma (salvo la cancellazione dell'improcedibilità stessa) resterà una legge salva-ladri, salva-colletti bianchi, salva-potenti e, soprattutto, salva-politici. Sono infatti pochi i politici condannati per reati connessi alla mafia (benché esistano pensate a Cosentino, Dell'Utri, D'Alì). Solitamente i politici che commettono reati, rubano, corrompono, si lasciano corrompere, fanno traffico di influenze, abusano del proprio potere, aiutano gli amici negli appalti, organizzano frodi fiscali, si fanno finanziare illecitamente".

"Ecco io ritengo che il meccanismo dell'improcedibiltà (con la scusa dei processi lunghi) sia stato pensato per salvare illustri e flaccide natiche. E avallare questa porcata nonostante sia un po' meno sudicia è un grande errore. Un errore che farà felice i Berlusconi e gli innumerevoli "berluschini" d'Italia. Per essere chiari (e mi scuso per il turpiloquio ma a volte è necessario) se a 100 kg di merda vengono tolti 20 kg sempre 80 kg restano. E sempre me**a è!", ha concluso Alessandro Di Battista.

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