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Chi è Massimo Adriatici, assessore Lega arrestato per omicidio di uno straniero

Avvocato e assessore nella giunta di centrodestra guidata dal sindaco Paola Garlaschelli, ecco chi è Massimo Adriatici

21 Luglio 2021

Chi è Massimo Adriatici, assessore Lega arrestato per omicidio di uno straniero

Fonte: Facebook

Massimo Adriatici, assessore alla sicurezza della di Voghera (Pavia) e avvocato: ecco chi è l'esponente della Lega arrestato con l’accusa di aver ucciso un uomo di origini marocchine di 39 anni. La notizia è stata data da il Fatto Quotidiano, che riporta che, stando alle ultime indiscrezioni, l'assessore avrebbe sparato all'uomo dopo una banale lite nei presse di un bar. Il fatto si è svolto in piazza Meardi e sono ancora in corso le indagini dei carabinieri. Massimo Adriatici in questo momento si trova agli arresti domiciliari.

Chi è Massimo Adriatici, assessore Lega arrestato per omicidio

Massimo Adriatici è un avvocato che deteneva regolarmente la pistola con cui ha ucciso il marocchino. È assessore nella giunta di centrodestra guidata dal sindaco Paola Garlaschelli. Nella sua attività di avvocato si è occupato soprattutto di assistenza giudiziale e stragiudiziale in ambito penale e civile. Si tratta tra l'altro di colui che detiene le deleghe alla Sicurezza, Polizia Locale e Osservatorio Immigrazione

Il suo insediamento da Assessore è risale al 2020. Subito Adriatici aveva promosso il provvedimento del Daspo urbano, da cavallo di battaglia della Lega nei Comuni che governa. In quell'occasione, il suo provvedimento era rivolto a due persone che chiedevano l’elemosina in centro. In quell'occasione aveva asserito che i due "bivaccavano" in città. All'inizio della pandemia si era reso protagonista di una battaglia contro gli assembramenti durante il lockdown.

Massimo Adriatici, Pizzarotti: "Notizia gravissima"

"Siamo alla più completa follia, abbiamo travalicato i confini dell'assurdo", ha commentato Federico Pizzarotti. "Notizie così gravi, al giorno d'oggi, si fatica persino a pensarle. Ho sempre parlato del ruolo dell'amministratore pubblico come il più prossimo e vicino alle persone, in cui la politica si lega a doppio filo con le esigenze e le necessità primarie dei cittadini, di tutti i cittadini. Lo penso tuttora e continuerò a pensarlo".

E ancora: "Per questo leggere notizie come questa, gravissima, fa molto male: come istituzioni abbiamo un ruolo e dei valori da difendere, e anzi, da valorizzare soprattutto in questo periodo difficilissimo. Mi auguro che la giustizia renda chiarezza e faccia il suo corso in tempi celeri e giusti".

Chi è Massimo Adriatici, la denuncia di Scanzi

"Lui è Massimo Adriatici. Originario di Voghera, militante 'storico' del Carroccio, ex poliziotto, assessore alla Sicurezza in quota Lega da ottobre del 2020", ha annunciato Andrea Scanzi. "Titolare di uno studio di avvocatura molto noto. A marzo 2018, intervistato dalla 'Provincia Pavese', Adriatici aveva detto: 'L’uso di un’arma deve essere giustificato da un pericolo reale, per la persona che la usa, per le sue proprietà o quelle altrui. Ma questo non significa farsi giustizia da soli. Sparare deve essere l’extrema ratio, l’ultima possibilità da mettere in atto se non ne esistono altre. Belle parole".

E ancora: "Ieri sera, in piazza Meardi a Voghera, davanti a un bar della piazza, l’avvocato e assessore alla sicurezza (?!?) Adriatici ha sparato a un uomo di origini marocchine di 39 anni, uccidendolo. L’uomo, pluripregiudicato già noto alle forze dell’ordine per diversi reati, stava infastidendo alcuni ospiti del bar".

"Durante un’accesa discussione", dice ancora Scanzi, "stando almeno alle prime ipotesi dei Carabinieri, Adriatici ha dichiarato di aver assistito alla scena e di aver chiamato la polizia per poi affrontare l’uomo, venendo da lui spintonato. A quel punto avrebbe estratto una pistola calibro 22, regolarmente detenuta, e sparato all’uomo. Colpendolo. Inizialmente le condizioni dell’uomo non sembravano gravi, poi però si sono aggravate. Il 39enne marocchino è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale. Adriatici è ora agli arresti domiciliari. Come ricostruisce il Corriere della Sera, agli inquirenti ha detto che gli sarebbe 'partito un colpo di pistola cadendo', dopo essere stato spintonato dal cittadino marocchino".

Infine: "Queste le sue parole esatte: 'Stavo passeggiando in piazza Meardi quando ho notato quell'uomo infastidire i clienti di un bar. Mi sono avvicinato, l'ho redarguito invitandolo ad andarsene e a quel punto ho chiamato la Polizia. Sentendo la mia telefonata, mi ha spinto facendomi cadere. È stato a quel punto che dalla pistola già impugnata è partito il colpo'.
Il leghista giustiziere nella notte, in effetti, ci mancava. Ovviamente adesso la destra ne farà un eroe (perché ha “fermato” un pluripregiudicato) e al contempo un martire (perché vittima degli attacchi della sinistra “buonista”). Tutto prevedibile come la morte. Non ne usciamo mica. Buona catastrofe".

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