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Covid in Italia, e anche Toti ha capito: "Oggi limiti a libertà ingiustificati"

Il governatore della Liguria: "Criterio restrizioni sia pressione su ospedali"

13 Luglio 2021

Covid in Italia, e anche Toti ha capito: "Oggi limiti a libertà ingiustificati"

Fonte: lapresse.it

Su zone rosse, zone gialle e restrizioni, dice il governatore della Liguria Giovanni Toti - intervenuto in merito alla situazione Covid in Italia, "lo diciamo da tanto tempo, il criterio prominente deve essere quello della pressione ospedaliera. Noi possiamo limitare le libertà dei cittadini, di impresa, di spostamento, di socialità sulla base del confronto con un altro diritto, quello alla salute: nel momento in cui gli ospedali sono vuoti e il diritto alla salute è garantito, ogni azione di limitazione delle libertà sarebbe francamente arbitrario e pretestuoso". 

Covid in Italia, e anche Toti ha capito: "Oggi limiti a libertà ingiustificati"

Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, ha commentato l'ipotesi di un ritorno in zona gialla in caso di un aumento dei contagi. "I numeri della Gran Bretagna, della penisola iberica e l'aumento dei contagi in Italia ci dicono che, grazie alla campagna di vaccinazione e alla protezione di tutte le categorie più a rischio, oggi l'aumento della circolazione non produce in nessun paese un aumento significativo delle ospedalizzazioni e prendere misure sulle basi di quanto abbiamo visto nel passato, quando non avevamo i vaccini, sarebbe oltremodo sbagliato".

E ancora: "Per il momento crescono i contagi ma, per quanto riguarda la mia regione, siamo a un parametro di 7 casi su 100mila alla settimana, mentre il termine è 50, siamo circa al 10% di quello che è lo spazio considerato di safe area. Qualche regione ha forse qualche contagio in più - dice ancora il governatore - ma l'Italia nel suo complesso è lontana dal pensare a misure restrittive.

E così "la Liguria ha vissuto la prima settimana senza decessi: chi oggi analizza e vuole applicare al Covid regole che erano antecedenti alla campagna di vaccinazione più massiccia della storia del Paese, francamente fa un esercizio sbagliato da un punto di vista clinico e medico, assolutamente incompatibile col quadro di diritti del nostro Paese e temo che volontariamente o inconsapevolmente si faccia trascinare in una battaglia politica di alcuni rigoristi che forse hanno nostalgia di epoche passate".

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