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Mafia Capitale, Alemanno assolto: "L'inchiesta aveva generato la Raggi"

Così l'ex sindaco di Roma in merito alla sentenza che lo ha visto assolto in Cassazione dall’accusa di corruzione

09 Luglio 2021

Mafia Capitale, Alemanno assolto: "L'inchiesta aveva generato la Raggi"

Fonte: lapresse.it

L'ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha parlato del processo Mafia capitale: "Per due anni mi sono imposto il silenzio, non sono più andato in tv, non ho fatto più nulla di mediatico, se non rare cose, indispensabili. Adesso potrò ricominciare a parlare liberamente, e penso che qualcosa la mia voce conterà comunque". Alemanno ha parlato ai microfoni dell'Adnkronos.

Mafia Capitale, Alemanno assolto: "L'inchiesta aveva generato la Raggi"

"Dal vertice massimo, sindaco di Roma, sono passato a zero, zero da ogni punto di vista", ha continuato l'ex sindaco di Roma. "Ecco, quest’esperienza, a cui mi ha costretto la mia vicenda giudiziaria, non la consiglio, ma è davvero formativa e significativa. Vedi il mondo dall’altra parte e capisci quali sono gli amici e quali no. Questa esperienza, negli ultimi due anni, dopo le condanne, mi ha anche permesso di conoscere e sperimentare il mondo dell’associazionismo, del volontariato, del terzo settore. Grazie al senatore Claudio Barbaro, che è il presidente, in questi anni, non potendo fare politica, mi sono impegnato nell’Asi, come responsabile Terzo Settore, e lì ho visto un’altra dimensione dei rapporti sociali, diversi da quelli che si vivono in politica, a volte anche più autentici".

"Mia madre ha 93 anni", dice Alemanno, asserendo che la vicenda ha messo a dura prova tutta la sua famiglia. "Sapeva e aspettava la sentenza. E la persona che più di tutte è stata esposta per via della mia vicenda. Ha retto bene perché ha un carattere forte, ma è stata dura. E poi posso immaginare cosa abbia rappresentato per mio figlio, che aveva cominciato a lavorare, e per Silvia, la mia compagna, che ha retto a tutto lo stress di questi anni e quando è arrivata la sentenza è scoppiata in un pianto ininterrotto. Per lei è stata una tensione enorme in questi anni, anni in cui mi è stata vicina ma in condizioni terribili. E a pagare è stata anche mia sorella, che essendo un dirigente pubblico ha pagato anche lei il fatto di chiamarsi Alemanno".

Per quanto riguarda l'atteggiamento della stampa: "Anche il mio caso dimostra che in questo Paese c’è un problema di informazione. Ma in realtà non solo in Italia, perché io sono finito sulle prime pagine di tutto il mondo per questa storia, e di certo non ci ritornerò ora che sono stato assolto. C’è bisogno che la stampa libera e coraggiosa si faccia spazio, perché altrimenti ci sarà sempre un ‘filtro’ terribile che riguarda le persone e i contenuti. E poi cambia tutto con l’enfasi. Evidentemente una cosa è riportare una notizia in prima pagina, un’altra leggerla in ventesima".

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