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Riforma giustizia, Renzi festeggia: "Finalmente si chiude l'era Bonafede"

L'ex premier e attuale leader di Italia viva sulla riforma della giustizia: "Ennesima tappa del cambiamento voluto da Draghi"

09 Luglio 2021

Riforma giustizia, Renzi festeggia: "Finalmente si chiude l'era Bonafede"

Fonte: lapresse.it

Con il via libera del Cdm alla riforma della giustizia, "ennesima tappa del cambiamento voluto da Draghi", commenta l'ex Premier Matteo Renzi, "sostenuto anche dall'instancabile lavoro dei nostri parlamentari: si chiude l’era Bonafede". Il leader di Italia viva si è espresso con queste parole nella sua ultima enews, spiegando tra l'altro che "in 'ControCorrente' parlo anche di come Bonafede abbia combinato danni a tutti i livelli".

Riforma giustizia, Renzi festeggia: "Finalmente si chiude l'era Bonafede"

"La riforma della giustizia è un passo in avanti gigantesco", ha asserito ancora Matteo Renzi, riferendosi all'approvazione della proposta di Marta Cartabia sulla riforma della giustizia approvata nella serata di giovedì 8 luglio. "Vedo Bonafede che non è d'accordo, mi sento meglio. Con Bonafede il sistema era barbaro, con la Cartabia civile", aveva spiegato poco prima a 'L'aria che tira' il leader di Italia Viva, mentre ieri - ospite di Stasera Italia su Retequattro - aveva detto: "La riforma Cartabia non è quella che sognavamo ma è finita l'era Bonafede. Oggi Cartabia sbianchetta Bonafede".

"Bonafede veniva in Consiglio comunale a Firenze sempre con una telecamerina, una volta mi seguì anche in bagno", ha concluso infine Renzi.

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Voto unanime ha approvato ieri, giovedì 8 luglio, il testo di riforma del processo penale in Cdm: "Lo sforzo della riforma è stato dare un'immagine del processo penale in cui tutti potessero riconoscersi", queste le parole del ministro della Giustizia, Marta Cartabia. Sono state le mediazioni di Draghi e della Guardasigilli a far rientrare il dissenso del M5s sulla prescrizione, evitando un via libera "azzoppato" per una delle riforme cruciali, nell'attuazione del Recovery plan.

I ministri del Movimento 5 Stelle erano infatti arrivati a Palazzo Chigi con l'idea di astenersi dal voto. Questo a causa dell'impossibilità a comporre la profonda frattura interna che li sta affliggendo (una fra le tante, penseranno i maligni). Ma Draghi li ha riuniti nel suo ufficio e ha cercato una soluzione. Il premier è riuscito ad arrivare a capo della situazione: la soluzione è stata citare i reati contro la Pubblica amministrazione, tra cui corruzione e concussione, tra i reati "gravi" per i quali i tempi della prescrizione processuale ora sono più lunghi.

Certo però, ci sono stati partiti che non hanno gradito la mediazione all'ultimo momento: si tratta dei partiti del centrodestra e Italia Viva: Fi ha chiesto una sospensione del Cdm per approfondire. Alla fine la soluzione è passata. E ora il presidente del Consiglio ha chiesto "lealtà" per far approvare il testo in Parlamento. Ma nel M5s il dissenso resta: alla Camera, dove la riforma Cartabia arriverà con un pacchetto di emendamenti in commissione Giustizia, i "pasdaran" annunciano battaglia. Dopo ore ad alta tensione e uno scontro finale - con sospensione della riunione - tra M5s da un lato, e FI e Iv dall'altro, Draghi ha preso la parola in Consiglio dei ministri e ha chiesto, con forza e nettezza, se tutto il Cdm sostenga "convintamente" il testo e se la maggioranza sarà "leale" in Parlamento. Tutti tacciono. Così si registra l'unanimità sulla riforma Cartabia al tavolo del Consiglio, senza un voto formale ma con un impegno politico che spetterà ai ministri far rispettare.

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