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Laura Boldrini e la malattia che l'ha colpita: "Mi ero sentita persa"

L'ex presidente della Camera racconta la malattia che l'ha colpita

01 Luglio 2021

Laura Boldrini e la malattia che l'ha colpita: "Mi ero sentita persa"

Fonte: lapresse.it

Laura Boldrini, ex presidente della Camera e deputata del Pd, è tornata di recente in aula dopo essersi occupata del suo tumore al femore, la tremenda malattia che l'ha colpita. In occasione del mese internazionale dei sarcomi e della presentazione della campagna di Trust Paola Gonzato – Rete Sarcoma Onlus, Laura Boldrini ha raccontato a Salute.eu in che fase della malattia si trova. 

Laura Boldrini e la malattia che l'ha colpita: "Imparato ad ascoltare il mio corpo"

Laura Boldrini, ha scoperto della malattia "in modo del tutto casuale", racconta. "Non avevo sintomi di nessun tipo a parte un dolore alla gamba destra, ma pensavo si trattasse di un’infiammazione del nervo sciatico di cui tra l’altro mi lamentavo anche con le mie amiche tra le quali c’è un’osteopata. Proprio lei mi ha spinta ad approfondire andando da un ortopedico che mi ha suggerito di fare una Risonanza magnetica. Da quest’esame ho avuto la diagnosi: un tumore raro al femore che chissà da quanto tempo era lì, dormiente".   

"Il radiologo mi ha mostrato la risonanza in controluce mostrandomi una macchia tutto il femore", racconta ancora. "Mi sono resa subito conto che non era certo un’infiammazione al nervo sciatico e ho iniziato a fare domande in punta di piedi provando un mix di emozioni: dapprima il rifiuto di prendere atto (ho persino pensato che potesse trattarsi della risonanza di qualcun altro), poi lo sgomento di non avere punti di riferimenti, di non sapere nulla a riguardo. Mi sono sentita persa: non ero in grado di vedere una strada e questo mi creava agitazione soprattutto perché mi sono resa conto che la cosa più importante era non perdere tempo".

Dunque, "sono andata da uno specialista, ho fatto la biopsia ed è arrivata la conferma che si trattava di condrosarcoma. Allora ho deciso di farmi operare all’Istituto Rizzoli di Bologna dove sono specializzati in questi tipi di tumori. Mi hanno tagliato 23 centimetri di femore destro e al suo posto hanno messo una protesi in titanio, con una calza. E’ stato eliminato tutto quello che poteva creare dei rischi e dopo è stato fatto un esame istologico dal quale si è visto che per fortuna non ci sono infiltrazioni".

Ora, "devo fare una lunga riabilitazione perché devo reimparare a governare la gamba, il cervello deve acquisire questa capacità ed è faticoso. Ora riesco a fare le scale una dopo l’altra senza stampelle e questa è stata una grandissima vittoria per me. Zoppico parecchio perché ho una gamba più corta e una più lunga in seguito all’intervento. Con il plantare è stato possibile correggere abbastanza, ma mi serve comunque una stampella. Continuerò a fare fisioterapia due volte a settimana cercando di recuperare il più possibile. Non so quanto dovrà durare perché nessuno ti dice quanto tempo ci vorrà e se sarà possibile recuperare tutta la funzionalità. Molto dipende anche dalla spinta che hai, dalla motivazione".

Malattia Laura Boldrini, le sue condizioni

"Questa è una malattia in cui si vive tra alti e bassi: un giorno pensi che ce la farai, ma ce ne sono altri in cui l’ottimismo svanisce ma abbiamo il dovere di mettercela tutta e crederci fino in fondo", continua a raccontare la deputata Pd. "Quando mi è arrivata la diagnosi ho provato grande sgomento e incredulità. La paura è arrivata nel momento in cui sono entrata in sala operatoria perché lì ti rendi conto che la tua vita è nelle mani dell’equipe medica, speri che ti salveranno la vita, pensi a chi ti vuole bene, a chi non c’è più, preghi e poi arriva la sedazione e la prima domanda che provi a fare con terrore è: “Dottore, come è andata?”.

E ancora: "In realtà, per me non è stato così terribile. C’è chi ha vissuto questo confinamento con grande sofferenza e c’è chi come me l’ha trovato confacente alla propria personalità perché devi cercare le forze in te stessa, dar fondo a tutte le energie e lo puoi fare solo se ti concentri. E’ una fase durante la quale devi affidarti a qualcun altro con cieca fiducia e per fare questo passaggio bisogna essere concentrati. Dal mio punto di vista, è stato un vantaggio altrimenti avrei dovuto preoccuparmi anche di consolare gli altri che comunque mi sono stati vicini".

Laura Boldrini e il suo ritorno alla Camera

Laura Boldrini a fine luglio è però ritornata al lavoro e si è presentata alla Camera dei Deputati, dove è stata accolta da un applauso generale. "In realtà, anche se non ero fisicamente in aula, ho sempre continuato a lavorare presentando interrogazioni parlamentari e depositando, tra le altre cose, una nuova legge sull’affido dei minori. Credo sia essenziale concentrarsi su quello che si è sempre fatto, sugli interessi e le passioni per ritrovare l’equilibrio e per non tirarsi fuori dalla vita. In aula ci sono andata soltanto questa settimana perché mi sentivo pronta fisicamente: mi hanno messo dei cuscini perché lo scranno è molto basso, ma è stato bello tornare."

Agli altri direi di "non fare sempre il ‘carro armato’, di dare retta a questa carcassa che è il nostro corpo", dice Boldrini. "Non possiamo trascurarlo e andare avanti a colpi di tachipirina per mettere a tacere i sintomi che il corpo segnala. Io ho fatto l’errore di non ascoltare mai il mio corpo e infatti mi sono sempre operata d’urgenza, ma ora ho imparato la lezione e per me l’ascolto di me stessa è diventata una priorità".

Infine: "Nell’ambito delle mie competenze, voglio rendermi utile perché è importante che sia attivata al più presto prendendo esempio dalla Rete europea dei tumori rari che funziona bene. Cercherò insieme agli enti competenti di capire come riuscire a sbloccare questa situazione. Ma vorrei che l’esperienza dalla pandemia facesse capire a tutti l’importanza della sanità pubblica, di quanto sia necessario incrementare gli investimenti per la ricerca. Insomma, la pandemia non può passare senza consegnarci degli impegni".

 

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