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Centrodestra, Salvini frena sul partito unico. Berlusconi insiste. Ecco perché

Ora il leader della Lega torna a parlare di federazione e respinge l'idea del partito unico per non lasciare l'ala sovranista in mano a Giorgia Meloni. Silvio invece insiste per inglobare il Carroccio nella sua linea moderata

30 Giugno 2021

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Silvio Berlusconi (fonte foto Lapresse)

Dopo aver spinto a lungo, ora Matteo Salvini frena. L'ipotesi del partito unico improvvisamente non lo entusiasma più. Soprattutto se non ne farà parte anche Giorgia Meloni oltre a Silvio Berlusconi. Il motivo è presto detto: Salvini sa che la Lega può aver bisogno di Forza Italia per istituzionalizzarsi, ambire all'ingresso nel Partito popolare europeo che resterà senza guida dopo l'addio di Angela Merkel nei prossimi mesi e così conservare la vocazione maggioritaria.

Ecco perché Salvini ora frena sul partito unico

Allo stesso tempo, però, Salvini non vuole neutralizzarsi all'interno di una nuova realtà più spostata verso il centro, lasciando tutto il voto sovranista nelle mani di Fratelli d'Italia, che stando fuori dalla fusione Lega-Fi potrebbe concentrare su di sé tutto l'elettorato della destra radicale. Magari non per governare ma per diventare una realtà indispensabile e impossibile da escludere nei negoziati di governo. 

Ecco perché ora Salvini spiega: "Non c'è all'orizzonte un partito unico, ho chiesto all'amico Silvio Berlusconi di collaborare, di federarci... Non faccio e disfo partiti'' per il mio interesse. Aggiungendo ancora: ''Il partito unitario? I partiti non si fanno e disfano dalla sera alla mattina... Io sono disponibile a collaborare sui progetti. Il centrodestra collabori e si federi sul fisco e sul taglio delle tasse. Federiamoci su questo, sulla riforma della burocrazia, sull'apertura delle grandi opere. L'esigenza degli italiani è quella di avere partiti nuovi? No, l'esigenza è quella di avere una politica che si mette insieme e risolve. Abbiamo dei mesi importantissimi davanti e non voglio perder tempo con giochini politici...''. 

Ecco perché Silvio Berlusconi spinge per il partito unico

Insomma, un passo molto indietro rispetto a quello delle settimane precedenti e soprattutto rispetto all'uscita di due giorni fa di Silvio Berlusconi, che arrivava persino a immaginarsi un nome per il futuro partito unico, ovvero Cdu. Non un caso, ancora una volta, visto il vuoto che presto lascerà la cancelliera Merkel nella politica europea e nel campo della destra moderata. Il piano di Silvio è di segno opposto rispetto a quello di Salvini. L'ex premier sa che per contare di più deve assorbire la Lega, nella speranza di fare come tante altre volte in passato, cioè inglobare l'alleato all'interno della sua linea politica.

Anche il numero due di Forza Italia, Antonio Tajani, insiste sull'ipotesi partito unico. Il progetto di un partito unico nel centrodestra "non è una proposta da realizzare domani mattina, ma nel 2023. Anche perché il centrodestra è maggioritario nel Paese e probabilmente le elezioni le vincerebbe, ma poi bisogna governare. E per governare bisogna essere una forza moderata e credibile. I risultati in Francia o a Madrid dicono questo. Il pendolo della politica va verso il Ppe. lo dimostra anche il fatto che Forza Italia cresce nei sondaggi, gradualmente ma di continuo. Un passo da alpino, come direste a Torino", ha detto Tajani in una intervista a La Stampa.

La necessità è quella di "iniziare un percorso politico e culturale che non si improvvisa. Già la decisione di Salvini di sostenere il governo Draghi, seguendo l'intuizione di Berlusconi, è stato un fatto molto positivo per la Lega, per il centrodestra e anche per l'Italia", afferma. "È chiaro che in un partito che avrebbe dal 40 al 45% dei voti ci sarebbero delle sensibilità diverse. Succede oggi nei Repubblicani americani e succedeva ieri nella Democrazia cristiana - sottolinea - L'importante è che quello che unisce sia più forte di quello che divide. E la credibilità".


 

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