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Vendola condannato a 3 anni per concussione aggravata: "Finito l'esilio, ora parlo"

L'ex Presidente della Regione Puglia condannato per l'ex Ilva: "In questi anni ho scelto di difendermi nel processo e non dal processo"

11 Giugno 2021

Vendola condannato a 3 anni per concussione aggravata: "Finito l'esilio, ora parlo"

Fonte: lapresse.it

L'ex Presidente della Regione Puglia e fondatore di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, condannato a 3 anni per concussione aggravata, ha deciso di parlare dell'ex Ilva di Taranto. Lo ha annunciato lui stesso con un lungo post su Facebook, in cui ha annunciato il suo ritorno "dall’esilio in cui avevo scelto di stare".  Dopo aver salutato tutti i suoi fans ha dichiarato: "Come forse saprete, la ragione del mio allontanamento dalla scena pubblica è legata al coinvolgimento, per me drammatico e inatteso, nell’inchiesta sull’Ilva".

Vendola condannato a 3 anni per concussione aggravata: "Finito l'esilio, ora parlo"

"In questi anni ho scelto di difendermi nel processo e non dal processo", continua il fondatore di Sinistra ecologia e libertà, "rinunciando anche a reagire alla campagna politico-mediatica che si è svolta parallelamente allo stesso. Penso che il trasferimento dei processi dai tribunali ai talk show e la conseguente pressione mediatica nuocciano alla giustizia. Penso che la 'guerra dei trent’anni' tra potere politico e potere giudiziario abbia fatto male alla nostra democrazia, diventando l’alibi che ha di fatto impedito una seria riforma della politica e della giustizia".

"Tuttavia - continua Vendola - io sono stato in disparte. Anche perché l’unica ricchezza che ho cumulato nella mia vita è la reputazione, che non è un diploma o un curriculum ma l’immagine e il senso stesso di una vita intera".

Vendola condannato a 3 anni per ex Ilva di Taranto: "Aspetterò l’esito dell’appello"

"Per me - continua Vendola - l’immagine e il senso di una storia di militanza cominciata all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, cioè cinquant’anni fa. Io attendevo dalla Corte di Taranto, dopo 8 anni di processo, di essere restituito a questa storia e all’assoluta correttezza delle mie azioni. Così non è stato. Aspetterò l’esito dell’appello con la stessa convinzione. Ma a differenza degli anni passati non rinuncerò a parlare delle cose che mi stanno più a cuore. Sia pure dai margini della scena, vorrei continuare a offrire un punto di vista che deriva da un’inesausta passione politica, che è passione per la vita e il vivente, passione per il mondo e per i diritti".

"Credo - dice ancora Vendola - sia urgente elevare il livello del dibattito pubblico alla luce delle lezioni della pandemia, che disvelano la fragilità dell’esistenza umana, ma anche la follia di un modello di sviluppo incentrato sul dominio del profitto e sull’irresponsabilità ambientale, e che ad oggi vedono come effetto dirompente il moltiplicarsi delle disuguaglianze".

Infine: "Nell’attesa che la giustizia completi il suo cammino, senza mai sottrarmi al vaglio critico dell’autorità giudiziaria, riprendo la parola, tornando dall’esilio in cui avevo scelto di stare. Ci sentiamo presto, Nichi".

Ex Ilva, Vendola condannato a 3 anni e mezzo di carcere

La sentenza, per Nichi Vendola, è stata "una mostruosità giuridica, avallata da una giuria popolare" che "colpisce noi, quelli che dai Riva non hanno preso mai un soldo, che hanno scoperchiato la fabbrica, che hanno imposto leggi all’avanguardia contro i veleni industriali”. Queste le parole dell'ex Governatore della Puglia quando, il 31 maggio 2021, aveva saputo della sentenza. 

L’ex governatore aveva inoltre dichiarato che si rivolgerà alla corte d’Appello perché la condanna "rappresenta l’ennesima prova di una giustizia profondamente malata". Evidentemente non la pensano però così gli inquirenti, per i quali Nichi Vendola avrebbe esercitato pressioni sull’allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per far "ammorbidire" la posizione della stessa Agenzia nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall’Ilva. 

Tempo fa, sulla questione, erano intervenute anche Le Iene. La compianta ex giornalista e conduttrice Nadia Toffa era andata appunto a porre qualche domanda a Nichi Vendola. Oltre il caso dell'Ilva di Taranto, la giornalista, scomparsa a causa del cancro poco tempo dopo, aveva anche chiesto all'"ambientalista" come mai avesse avallato una centrale di smaltimento rifiuti, per altro vecchio come struttura di almeno 30 anni, che avrebbe danneggiato i parchi naturalistici sui quali confinava. In quell'occasione, la povera Nadia Toffa si era vista rispondere da Vendola una sola parola: "Vaffan*ulo".

Ex Ilva, Nichi Vendola e fratelli Riva condannati a 20 anni

Termina il processo 'Ambiente Svenduto' che condanna l'ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e Fabio e Nicola Riva a rispettivamente tre anni e sei mesi di reclusione, 22 e 20 anni. L'accusa per l'ex governatore pugliese era di concussione in relazione ai presunti tentativi di ammorbidire i controlli sui livelli di inquinamento ambientale che sarebbe stato provocato dallo stabilimento siderurgico ex Ilva.

Oltre a Nichi Vendola e ai fratelli Riva -  ex proprietari e amministratori dell’Ilva - è stato condannato alla reclusione anche l'allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato. Questa è la sentenza che arriva direttamente dalla Corte d’Assise di Taranto nell'ambito del processo 'Ambiente Svenduto' che ha coinvolto 47 imputati (di cui 44 persone e tre società).

Il processo riguarda il disastro ambientale causato dall’ex Ilva negli anni di gestione della famiglia Riva. Intanto Vendola "si ribella ad una giustizia che calpesta la verità".

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