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Ddl Zan, Pillon: "Siamo ancora in tempo per fermare l'ideologia Gender in Italia"

Il senatore della Lega: "Il Pd ha chiesto tempi rapidissimi. Noi chiediamo sia dato ascolto ai membri della società civile"

24 Maggio 2021

Ddl Zan, Pillon: "Siamo ancora in tempo per fermare l'ideologia Gender"

Fonte: lapresse.it

Il Ddl Zan continua a fare discutere e tra i principali oppositori c'è il senatore leghista Simone Pillon. "Siamo ancora in tempo per fermare l'ideologia Gender", ha iniziato il leghista. "L'Italia, a differenza di paesi in cui leggi simili al ddl Zan sono entrate in vigore, può tornare al buon senso e alla naturalità delle cose". E ancora: "Il Pd ha chiesto tempi rapidissimi. Noi chiediamo sia dato ascolto ai membri della società civile. Abbiamo già rinunciato a 25 nomi di associazioni che avrebbero voluto essere sentite. Ora lasciamo spazio al confronto con le rimanenti audizioni".

Ddl Zan, Pillon: "Siamo ancora in tempo per fermare l'ideologia Gender"

Il senatore ha parlato all'Adnkronos. Qui ha affermato che il punto da stralciare è l'identità di genere che nel concetto del 'non binary "contenuto con esplicito riferimento nell'articolo 1, trova il suo punto di arrivo - spiega Pillon -. Parliamo del self-id, cioè io mi identifico come voglio. Dunque il sesso dipende da una auto-percezione". Un meccanismo che potrebbe far entrare dalla finestra nell'atto di autodefinizione del proprio genere criteri di convenienza conducendo "a situazioni aberranti come nel caso di Laurel Hubbard, il primo sollevatore di pesi transgender qualificato per le olimpiadi di Tokyo: è biologicamente maschio ma gareggia nelle competizioni femminili, vincendo sulla pelle delle atlete femmine, costrette a competere con un uomo".

Ma non è finita. Secondo Pillon, il problema più grande "è l'applicazione della self identity ai bambini". Qui cita la storia di Robert Hoogland, padre canadese sconfitto in tribunale che aveva tentato di impedire che alla figlia adolescente venisse somministrato il testosterone come parte della sua 'transizione di genere'. "In Canada la legge stabilisce che la volontà del minore è privilegiata rispetto a quella genitoriale", dice Pillon. "Ai bambini di tutte le età viene insegnato che hanno un'identità di genere che è più significativa del sesso biologico. Molte di queste attività sono nascoste ai genitori, e Hoogland ne è venuto a conoscenza solo dopo che in accordo con le linee guida statali, il consulente scolastico aveva fatto avviare alla bambina il processo di transizione all’insaputa dei genitori. Ha tentato di bloccare la transizione ma è stato condannato a sei mesi di reclusione e 30 mila dollari di multa per ostacolo alla giustizia. Una follia.".

Il termine 'non binary' è stato coniato da una filosofa americana, Judith Butler, ricorda il senatore. Secondo questo pensiero "il dualismo dei sessi va superato attraverso l'abbandono della binarietà". "Secondo la Butler - spiega Pillon - i sessi non sono più due, ma tutti quelli che vogliamo. Il sesso non è altro che una performance, una sceneggiata in cui si sceglie chi interpretare senza corrispondenza con il proprio corpo. Una delle sue frasi più famose è: 'Non vi è motivo di credere che i generi debbano restare due'. È una teoria balzana - conclude il senatore della Lega - che si vuole imporre con la forza della legge. Non saremo mai d'accordo con simili follie".

Ddl Zan e Ius Soli, Salvini: "No a temi che dividono"

Il ddl Zan divide il Paese e, quindi, non si fa. Parte da questa semplice costatazione e da quella che argomenti che causano contrasti, in questo momento, non sono una priorità, l’analisi sul decreto legge contro le discriminazioni di genere, del leader leghista Matteo Salvini, fatta ad Agorà su Rai 3. “Se qualcuno evita di portare in Parlamento temi divisivi fa un buon servizio a Draghi, a Mattarella e al Paese. Se parli di ddl Zan, di Ius soli e di temi che evidentemente dividono non fai un buon servizio agli italiani".

Giusto difendere i diritti di tutti ma non ci si può orientare verso un pensiero unico. "Io voterei domani mattina, noi come centrodestra abbiamo presentato al Senato un testo contro chi aggredisce, insulta o discrimina senza però tirare in mezzo i bambini o inventarsi nuovi reati che processano le idee".

Per ora, comunque, le priorità del Governo devono essere altre: è questa la convinzione del numero uno padano, certi che certi temi rischino solo di mettere in difficoltà il Governo di Mario Draghi.

"Siamo qui per risolvere i problemi degli italiani, senza scadenze. Mi sembra irrispettoso mettere scadenze a Draghi, che guida un governo di ricostruzione nazionale, di quelli che si rimboccano le maniche e che pensano che, come nel dopoguerra l'Italia dopo il Covid, abbia la necessità di curarsi, ripartire lavoro e speranza. Mettere una scadenza non mi sembra rispettoso, chiedendo a Draghi di dire oggi cosa farà a febbraio 2022" ha aggiunto.

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