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Processo Berlusconi, l'Ue insorge: "È stato processo equo? l’Italia spieghi condanna"

A 8 anni dalla sentenza della Cassazione per frode fiscale, che costò al Cav la decadenza dalla carica di senatore, la Corte europea dei diritti dell'uomo interroga l'Italia

17 Maggio 2021

Processo Berlusconi, l'Ue insorge: "È stato processo equo? l’Italia spieghi condanna"

Fonte: lapresse.it

L'Ue ha interrogato l'Italia sul processo a Silvio Berlusconi condannato dalla Cassazione per frode fiscale. "Il ricorrente signor Silvio Berlusconi ha beneficiato di una procedura dinanzi a un tribunale indipendente, imparziale e costituito per legge? Ha avuto diritto a un processo equo? Ha disposto del tempo necessario alla preparazione della sua difesa?". Sono queste alcune delle 10 domande che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha rivolto al governo italiano, e alle quali il governo dovrà rispondere entro il prossimo 15 settembre.

Processo Berlusconi, l'Ue insorge: "È stato processo equo? l’Italia spieghi condanna"

La sentenza della Cassazione risale a 8 anni fa, al’1 agosto 2013, quando si rese definitiva la condanna a quattro anni di reclusione (con un anno condonato) per frode fiscale. La decisione del tribunale costò al fondatore di Forza Italia ed ex presidente del Consiglio la decadenza dalla carica di senatore. Come ha riportato il Corriere della Sera, i giudici di Strasburgo hanno però recentemente riesumato il fascicolo numero 8683/14, intitolato "Berlusconi contro Italia", che giaceva sui loro tavoli dall’inizio del 2014.

L’ex premier, in questi anni, ha scontato la pena, ha ottenuto la riabilitazione ed è stato rieletto al Parlamento europeo. Eppure il verdetto del 2013 continua ad avere effetti per lui importanti su altri versanti. Tra questi il diritto della Fininvest a detenere le quote eccedenti il 9,99 per cento di Banca Mediolanum, contestato proprio a causa della perdita dei requisiti di "onorabilità" (dovuta alla condanna) da parte dell’ex Cavaliere, azionista di maggioranza del gruppo.

Processo Berlusconi, l'Italia dovrà rispondere alla Ue

Le contestazioni arrivate dalla Ue sono già presentate ai giudici di merito e di legittimità italiani, ma sono sempre state respinte. Ma gli avvocati non si sono arresi, e ritenendo che fossero stati lesi alcuni principi sanciti dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo hanno deciso di proseguire la loro battaglia a Strasburgo. Ora i giudici europei hanno stabilito di chiedere conto delle "doglianze" di Berlusconi al governo italiano.

"L’azione per la quale il ricorrente è stato condannato — domanda la Corte — costituiva reato secondo il diritto nazionale al momento in cui è stata commessa? Il ricorrente si è visto infliggere una pena più grave rispetto a quella applicabile al momento in cui la violazione è stata commessa, in ragione della mancata applicazione delle circostanze attenuanti? Il ricorrente è stato processato due volte per la stessa offesa sul territorio dello Stato?". Ora si attende la risposta dell'Italia.

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