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Riaperture, Centinaio: "Se non apriamo tutto entro il 15 abbiamo fatto peggio di Conte"

Intervista in esclusiva a Il Giornale d'Italia di Gian Marco Centinaio, sottosegretario al Ministero delle politiche agricole: "Fedez, meglio ignorarlo"

Di Diego Serino

04 Maggio 2021

Riaperture, Centinaio: "Se non apriamo tutto entro il 15 abbiamo fatto peggio di Conte"

Le riaperture, la drammatica situazione del turismo in Italia, le difficoltà e la forza del settore agricolo in tempi di pandemia e, poi, la Lega di Governo che perde voti, il fiato sul collo di Fdi che, all’opposizione, continua a guadagnare consensi, ed infine il caso Fedez. Il Giornale d’Italia ne ha parlato con il sottosegretario al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali Gian Marco Centinaio, già ministro del medesimo dicastero, con delega al turismo, del Governo Conte I.

Oggi, con una conferenza stampa alla Camera, avete presentato una serie di vostre proposte messe in campo per rilanciare l’agricoltura e coinvolgere giovani e donne, oltre ad altri interventi utili a portare risorse al settore. Quali sono nel dettaglio le soluzioni avanzate?

Innanzitutto, grazie ad al nostro lavoro si è arrivati al progetto Più impresa, voluto per facilitare l’ingresso di giovani agricoltori nel settore, è aperto sia a chi è nuovo sia a coloro che hanno deciso di subentrare ad un’attività già esistente. Un finanziamento al massimo di 1.500.000 euro, di cui il 35% delle spese ammissibili a fondo perduto, ed il 60% dell’investimento erogato con un prestito agevolato a tasso 0. Un modo per stimolare le giovani generazioni ad entrare in uno dei settori, quello agricolo, che rappresenta un'eccellenza a livello mondiale. Stesso ragionamento lo abbiamo messo in campo per favorire l’ingresso delle donne nel settore. Sarà inserito nel prossimo Ddl ed il concetto è molto simile all’intervento precedente: abbiamo rilevato che nel settore agroalimentare la presenza imprenditoriale femminile è limitata al 28%, vogliamo incrementarla.

Non solo, per promuovere il settore, abbiamo deciso di seguire l’esempio del presidente americano Biden, che ha indetto la Giornata nazionale dell’agricoltura. Dovremmo farlo anche noi: abbiamo pensato all’11 novembre. L’idea è di premiare, in questa giornata, le aziende e gli imprenditori più promettenti o che hanno dato qualcosa di speciale al settore.

La filiera agroalimentare italiano ha sofferto i risvolti della pandemia, eppure, se non in determinati settori, è uno dei pochi ambiti della nostra economia dove le cose non sono andate proprio male?

E’ vero, se si eccettuano determinati settori, come quello florovivaistico o del lino, è l’unica filiera, oltre a quella farmaceutica, a registrare un segno positivo rispetto all’anno precedente: per l’export per esempio abbiamo registrato quasi un +2%, 46 miliardi nel 2020 rispetto ai 40 dell’anno precedente.

Il settore non va male ma gli agricoltori si lamentano, in particolare per i sostegni. Come mai?

Gli agricoltori sono insoddisfatti perché con il prossimo Pac dall’Europa arriveranno molti meno soldi, causando una caduta della competitività del settore rispetto al resto del mondo agricolo. Sugli aiuti che arrivano in ritardo purtroppo è così: la burocrazia allunga i tempi e gli aiuti non arrivano.

Lei, con il Governo Conte 1 è ha avuto anche la delega al turismo, oggi si occupa, come sottosegretario, di tutta quella parte dell’ospitalità legata all’enogastronomia ed al territorio: mi riferisco agli agriturismi ed al turismo rurale, per esempio. Dopo un inverno ed una primavera di chiusure, quest’anno, si rischia ancora di più di vedere saltare la stagione estiva. Cosa bisogna fare?

Riaprire, ed alla svelta. Riferendomi agli agriturismi ed al genere di settore turistico di cui mi occupo, l’anno scorso si è salvato proprio grazie alla stagione estiva ed ha lavorato anche bene. Il problema è, che mentre noi decidiamo se spostare il coprifuoco di un’ora, Grecia e Spagna hanno già riaperto i battenti, divenendo più appetibili, in questo momento, per qualsiasi turista italiano o straniero che sia. Questo non vale solo per gli agriturismi, vale per tutto il settore turistico: è già tardi ma se non si riapre entro metà maggio il disastro è fatto. Avremmo fatto peggio di Conte.

La Lega perde consensi, dietro Fdi avanza guadagnando incessantemente preferenze. E’ controproducente per voi restare al Governo?

Lo sapevamo che, a breve termine, le forze di opposizione avrebbero guadagnato più voti: era messo in calcolo, ma noi abbiamo ragionato guardando al medio ed al lungo periodo. Noi siamo al Governo per dare la giusta direzione, una sorta di garanzia per i cittadini che la pensano come noi. Siamo nell’esecutivo per fornire i giusti spunti anche quando sembra che facciamo i “monelli”.

Il caos sulle dichiarazioni di Fedez al Primo Maggio: cosa ne pensa?

Credo che Fedez sia un grande comunicatore. Lui sua moglie non si fanno scappare un’occasione per essere al centro dell’attenzione: non importa se sia musica, gossip, affari, spettacolo e politica. Va tutto bene l’importante e che si parli di loro. Questo è quello che vuole Fedez. Meglio ignorarlo. A tutto il diritto di esprimere, come cittadino e come artista i suoi pareri, il giudizio sui modi ed i contenuti, tuttavia, lo lascio ad altri”

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