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Fedez a Salvini: "Io prendevo in giro i gay ma tu dicevi 'Napoli colera'"

Il rapper ha replicato alle parole del leader leghista

04 Maggio 2021

Fedez a Salvini: "Io prendevo in giro i gay ma tu dicevi 'Napoli colera'"

Fonte: lapresse.it

Continua lo scontro tra Matteo Salvini e il rapper Fedez dopo il comizio pro legge Zan di quest'ultimo durante il concerto del Primo maggio. Il cantante ha infatti risposto a tutte le accuse che gli sono state mosse in questi giorni. "Fatemi sapere cari amici leghisti se volete altre puntate della comprensione dei testi di Federico fatte dai grafici degli amici leghisti", ha iniziato il rapper. "Ad esempio quando facevo ironia contro il rapper macho, il rapper omofobo, in ‘Faccio brutto’, dove metto una frase ispirata a loro e poi una contraria tipo 'Odio le persone gay ma poi limono col cantante dei Green day', lo so non fa ridere ma è così".

E ancora: "⁣Amici leghisti il punto è un altro. Ora dirò una cosa che vi piacerà moltissimo anche se non ho il crocefisso al collo. Ho peccato anche io da giovane, ho sicuramente detto cose omofobe, perché sono cresciuto in un quartiere dove non insegnavano queste cose, ma poi ho cercato di migliorarmi. Ho sbagliato per cose dettate dall’ignoranza ma poi sono cambiato, sono cresciuto, ho capito".

Fedez a Salvini: "Io prendevo in giro i gay ma tu dicevi 'Napoli colera'"

"Anche recentemente ho fatto un testo giudicato transfobico", continua il rapper, "ho invitato una ragazza trans al mio podcast ed ho capito tante cose". "Il fatto è che io non ho preclusioni", dice Fedez, prolungando così ancora lo scontro con Matteo Salvini. "Non voglio avere preclusioni. Ma capite che frasi come 'se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno', frasi come quelle dette da una persona che dovrebbe rappresentare il paese, non da un rapper, sono una cosa molto grave. Ma poi veramente amici leghisti volete rimestare nel mio passato lontano, quando il vostro leader è quello che fece un video in cui disse ‘Napoli merda, Napoli colera sei la rovina dell’Italia intera’ ed oggi va a Napoli a chiedere i voti dei napoletani. Ma cosa cazzo volete da me?″⁣.

Infine: "Ora magari tornate a occuparvi di un paese in ginocchio. Visto che non mi pare riusciate a fare più cose contemporaneamente. Tranquilli che nel mio piccolo cercherò di dare una mano come posso, come ho cercato di fare con mia moglie in questo anno e mezzo di merda. Senza mai dover rendere conto a voi ovviamente! Bacioni".

Scontro Fedez e Salvini, Zan fa i complimenti al rapper: "Grazie a lui il ddl verrà approvato"

Sempre sullo scontro tra Fedez e Salvini, è intervenuto Alessandro Zan, il deputato Pd che ha dato il nome alla tanto discussa legge sull’omofobia. "Fedez ha squarciato un velo di ipocrisia", ha detto Zan intervistato su Il Messaggero. "Forse Salvini ha capito che anche un certo elettorato della Lega non vive su Marte e non può accettare che ci siano certe discriminazioni".

Secondo l’onorevole le polemiche nate dalla Festa del primo maggio porteranno all’approvazione del ddl. Questo "grazie all'impegno di artisti come Fedez nell'opinione pubblica c'è maggiore consapevolezza su un tema che fino a poco tempo fa non era così conosciuto".

Secondo Zan, infine, anche la Lega ha cambiato il suo modo di confrontarsi con l’argomento. Hanno dimostrato "una disponibilità. Ostellari, presidente della Commissione Giustizia del Senato, mi ha invitato a prendere un caffè, ma io credo che lo dovrebbe prendere anche con i suoi colleghi senatori della Commissione Giustizia. Io sono un deputato e sono stato relatore alla Camera, il mio ruolo l'ho già esercitato".

Scontro Fedez-Salvini, il caso arriva all'Europarlamento

"Visto il tentativo di censurare la libertà espressiva di un artista italiano da parte del servizio pubblico nazionale, nello specifico della Rai per evitare che facesse riferimento a precise e non smentibili dichiarazioni di esponenti politici sul tema del rispetto di genere" è scritto nel testo visionato da Adnkronos a firma dell’eurodeputato del Movimento 5 stelle Dino Giarrusso. "Come può la CE garantire che il diritto alla libertà di espressione artistica di questo e qualunque altro artista venga rispettato secondo gli articoli della carta dei diritti dell'Unione Europea? Cosa può fare la CE per garantire che il condizionamento preventivo non sia più perpetrato, e che venga monitorato il sistema mediatico italiano tanto quanto quello di altri Paesi come l'Ungheria?".

L’interrogazione si basa su una serie di leggi facendo riferimento all’articolo 10 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, al Titolo II, articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, che garantisce la libertà di espressione e d'informazione, e all'inserimento della libertà di espressione artistica nel Piano d'azione per la Democrazia".

"Ci sono stati casi in cui la Commissione europea è intervenuta con censure sulla situazione ungherese, quindi si tratta di valutare se questi articoli, che io riporto, in Italia siano rispettati pienamente", ha spiegato Giarrusso.

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