Domenica, 11 Aprile 2021

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Draghi su Erdogan: "Un dittatore di cui abbiamo bisogno". Turchia convoca ambasciatore

Il premier incaricato: "Mi è dispiaciuto moltissimo per l'umiliazione che Von der Leyen ha dovuto subire"

09 Aprile 2021

Draghi su Erdogan: "Un dittatore di cui abbiamo bisogno"

Secondo il Premier incaricato Mario Draghi, il presidente turco Erdogan è "un dittatore", "di cui si ha bisogno". Non si è fatta attendere, dopo queste parole, l'immediata reazione di Ankara che ha convocato l'ambasciatore italiano. Le parole del Presidente Draghi sono arrivate dopo "l'umiliazione" della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che è stata privata, durante l'incontro con Erdogan, della sedia su cui sedersi e ha dovuto accomodarsi lontano dal presidente turco.

Draghi su Erdogan: "Un dittatore di cui abbiamo bisogno"

"Non condivido assolutamente il comportamento di Erdogan nei confronti della presidente Von der Leyen, credo non sia stato appropriato", ha iniziato Mario Draghi. "Mi è dispiaciuto moltissimo per l'umiliazione che Von der Leyen ha dovuto subire". "La considerazione da fare - ha continuato dunque il Premier - è che con questi dittatori di cui però si ha bisogno per collaborare, o meglio cooperare, uno deve essere franco nell'esprimere la diversità di vedute, di comportamenti, di visioni, ma pronto a cooperare per gli interessi del proprio Paese". Bisogna dunque trovare l'"equilibrio giusto".

Draghi su Erdogan: "Un dittatore". Turchi convoca ambasciatore"

Dopo le dichiarazioni di Draghi il ministero degli Esteri turco ha convocato l'ambasciatore italiano in Turchia, Massimo Gaiani.. "Condanniamo con forza le inaccettabili parole del premier nominato italiano sul nostro presidente eletto", ha detto il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu, definendo "impudenti" le dichiarazioni del presidente del Consiglio.

In tutto questo si sono fatte notare anche le parole del Ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio. "In queste ore sto per sentire il presidente Draghi e poi coordineremo tutte quelle che sono le iniziative che si devono coordinare. Ovviamente non anticipo alcunché", ha commentato, ospite di 'Dritto e rovescio' su Retequattro. Sul caso della 'sedia mancante' per Von der Leyen, "credo che prima ancora di protocollo, si tratti di un minimo di galanteria..." dice Di Maio.

Draghi: "Erdogan un dittatore". Le reazioni

"Solidarietà e stima per il presidente Draghi. Le intimidazioni e le discriminazioni del dittatore turco Erdogan sono inaccettabili". Queste le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha subito difeso il Premier. Come lui, anche un altro leghista, Roberto Calderoli, è dalla parte del Presidente del Consiglio italiano: "È stupefacente che il regime di Ankara si sia irritato per le parole del nostro presidente del Consiglio e abbia convocato il nostro ambasciatore in Turchia solo per il fatto che Draghi ha detto, in maniera peraltro molto soft, ma chiara, la pura verità su Erdogan definendolo un dittatore", scrive il vicepresidente del Senato. "Parliamo di una dittatura che nega libertà di stampa, i diritti civili, che incarcera gli oppositori politici, che fomenta guerre in Libia e in Nagorno Karaback, che invade spazi o acque territoriali a Cipro, in Siria. Devo andare avanti? Sono orgoglioso di avere Draghi come nostro presidente del Consiglio. Erdogan non c’entra nulla con la democrazia, con l’Occidente e con l’Europa".

"Certamente Erdogan ha dato un segnale e a questi segnali di arroganza bisogna rispondere con altrettanta fermezza. Detto questo, ha poi ragione Draghi quando dice che con la Turchia bisognerà trattare, a cominciare dalla questione dell'immigrazione", ha detto Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Fi, ospite di Tg2post. "Io mi sarei alzato e avrei fatto sedere al mio posto Von der Leyen e avrei detto a Erdogan 'cedo a lei il mio posto' e così vedevamo cosa faceva...".

Infine, per il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, "che Draghi definisca Erdogan un dittatore è una buona notizia. Che aggiunga: però ne abbiamo bisogno (magari per gestire l’immigrazione) è imbarazzante e inaccettabile".

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