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Crisi Pd, Ovadia: "Da piangere un partito progressista che prende i voti ai Parioli"

Non è tenere con il partito che ha contribuito a fondare Moni Ovadia, scrittore ed artista poliedrico: "Degrado senza fine"

08 Marzo 2021

Crisi Pd, Ovadia: "Da piangere un partito progressista che prende i voti ai Parioli"

Il Pd è un partito di sinistra che prende i voti ai Parioli, quartiere dei benestanti romani. Parte da questo semplice concetto l’analisi della difficile situazione dei dem, una crisi politica che non è iniziata oggi ma che parte da lontano, dell’attore e scrittore Moni Ovadia, noto anche per il suo attivismo politico. ''Per potere edificare una forza politica bisogna avere in mente un orizzonte ideale, essere nella società. Un partito progressista che prende voti ai Parioli e non nelle periferie? È tutto da ridere se non ci fosse da piangere" ha spiegato Ovadia, guardando anche al passato, relativamente recente del Pd. "Quando un partito fa arrivare alla segreteria un uomo come Matteo Renzi, che non solo non è di sinistra ma odia la sinistra e si è dato il compito di distruggerla, tu non solo sei ridotto a un livello penoso ma sei anche scemo!".

Ovadia ha, poi, rincarato la dose: "Sono anni che dico che il Pd è un partito morto perché, e stavolta lo ha detto Zingaretti, è preso solo dal potere e a distribuire poltrone e incarichi, dove è il potere ad agire su banche, ospedali, teatri e per mettere i propri 'yes men. Io partecipai alla fondazione del Pd perché dissi: “vuoi vedere che finalmente una forza progressista esce da quella contrapposizione eterna e riesce a dare elementi di vivacità in quella che era la palude italiana?” Poi ho visto che Veltroni invece di fare opposizione si occupava di bon ton e di essere carino con Berlusconi. Disperato, allora dissi: ‘mi dispiace non sarò complice di un suicidio’. Sono stato facile profeta. Le catastrofi del Pd non sono responsabilità degli avversari ma del Pd stesso che progressivamente ha corrotto le sue origini : da una parte c’era la parte più progressista della vecchia Democrazia cristiana e poi l'eredità del Pci: sono state perse tutte e due".

'' Siamo arrivati a questo degrado spaventoso. Temo che si tratti di un degrado antropologico e non politico. Avevano un uomo di valore come Fabrizio Barca e lo hanno mandato via perché dovevamo essere mediocri, così tra loro possono splendere. Zingaretti ha denunciato uno stato delle cose che molti di noi lamentano da 15 anni, a partire da Cacciari che ha sempre detto in toni filosofici: 'Quel partito non è mai nato', si potrebbe dire quindi che quel partito è un aborto''.

L’occasione è anche quella di parlare di Zingaretti ospite nella trasmissione di Barbara D’Urso. ''Ormai si è perso il senso di ciò che è la politica che diventa soprattutto strumento di comunicazione nei talk show, divenuti strumenti di 'distrazione di massa' . Trovo assurdo che il segretario di un partito che si definisce progressista vada dalla D'Urso a spiegare le proprie ragioni"."In una società autenticamente democratica le trasmissioni come quella della D’Urso si dovrebbero limitare ai pettegolezzi da cortile e bar sport e questo vale per tante altre trasmissioni, non se può più!"  ha concluso.

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