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Giorgia Meloni (FdI) a Il Giornale d'Italia: "Centrodestra unito alle amministrative, Draghi destini i 5 mld del cashback per i ristori"

La leader di Fratelli d'Italia, in un'intervista in esclusiva a Il Giornale d'Italia, commenta anche le prime settimane di Draghi: "Bene la sostituzione di Arcuri ma troppa continuità con il Governo precedente"

Di Diego Serino

04 Marzo 2021

Nuovo Dpcm di Draghi, Meloni

Giorgia Meloni (foto Lapresse)

Non sarà Draghi a dividere il centrodestra che sicuramente, come sempre fatto negli ultimi anni, continuerà a correre insieme, a partire dalle prossime amministrative. Ad assicurarlo Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in un’intervista a tutto tondo a Il Giornale d'Italia.

Centrodestra: come è cambiato il rapporto con Forza Italia e la Lega che hanno deciso di appoggiare il Governo? 

“Non è la prima volta che i nostri alleati decidono di fare esperienze di governo fuori dal perimetro del centrodestra. Ma non sarà questa fase a dividerci: siamo una coalizione che sta insieme per scelta e sono convinta che resteremo uniti, a partire dalle amministrative. Dall’opposizione Fratelli d’Italia continuerà a presidiare la casa comune del centrodestra e a lavorare per dare all’Italia un governo coeso, forte e con un programma condiviso”.

Presidente Meloni, Lei ha detto che la vostra sarà un’opposizione vigile dell’operato del Governo e che sarete “sentinelle” della democrazia attraverso un atteggiamento collaborativo per quanto concerne le scelte che condividete. Propri per una valutazione critica come valuta i primi passi di Draghi e del suo esecutivo? 

“È presto per esprimere un giudizio compiuto, ma al momento mi pare che ci sia una forte continuità con il governo precedente. Questo Esecutivo è molto spostato a sinistra, con troppi ministri del governo Conte e un’immotivata sovraesposizione del Pd. Confermare i ministri Lamorgese e Speranza vuol dire continuità con la politica migratoria portata avanti finora e con le scelte compiute nella lotta alla pandemia, con le chiusure settoriali che abbiamo contestato negli ultimi mesi e che stanno mettendo in ginocchio interi comparti della nostra economia. Si pensi al turismo invernale: il Governo ha deciso e comunicato il rinvio della stagione sciistica con poche ore di preavviso, giocando con le aziende come se fossero una lampadina che puoi accendere o spegnere con un semplice click. E vedremo come sarà possibile liberare le aziende dai vincoli e garantire libertà di assumere con un ministro del Lavoro esponente della sinistra più sindacalizzata. Certo, la rimozione del commissario Arcuri è sicuramente un primo segnale di discontinuità e lo abbiamo apprezzato. D’altronde, siamo stati i primi a chiederlo, quando abbiamo consegnato al presidente Draghi un dossier con tutte le anomalie e zone d'ombra della gestione commissariale. Essere l’unico partito d’opposizione significa avere una grande responsabilità e saremo liberi nelle nostre scelte: liberi di votare i provvedimenti coraggiosi e utili per aiutare imprese e famiglie che dovessero arrivare in Parlamento, liberi di denunciare le cose che non dovessero funzionare”.

Lei ha scritto al Presidente Draghi una lettera per chiedere di sospendere il cashback. Perché questa misura non la convince?

“Al netto del giudizio di merito su questo provvedimento, che non serve a combattere realmente l’evasione fiscale, è la tempistica a essere totalmente sbagliata. In piena emergenza il Governo Conte aveva stanziato per il cashback poco meno di 5 miliardi di euro. Noi riteniamo che in questo tempo di emergenza Covid sia necessario concentrare tutte le risorse disponibili per sostenere i settori produttivi maggiormente colpiti dalla crisi economica. Fratelli d’Italia aveva già presentato a gennaio al Senato una mozione, sottoscritta anche da diversi esponenti di altri partiti politici che oggi fanno parte della nuova maggioranza di Governo. Purtroppo, non ci è stata concessa la possibilità di discuterla in Aula prima che si definisca il nuovo decreto ristori. La proposta che facciamo a Draghi è di sospendere il cashback e di aggiungere queste risorse al prossimo decreto sui ristori. È una misura di buon senso e mi auguro che il Presidente del Consiglio la valuti senza pregiudizi”.

Sull’Europa: quali i cambiamenti che l’Unione dovrebbe fare per funzionare come dovrebbe, ossia in maniera molto diversa da oggi? 

“La pandemia ha mostrato tutti i limiti di una costruzione europea che ha fatto dell’Unione un nano politico e un gigante burocratico e finanziario, che chiede sempre più poteri ma non è capace di concentrare i propri sforzi su alcune materie importanti. Ha senso che l’onnipresente UE non abbia una strategia unica in tema sanitario o di lockdown e che si occupi, invece, della lunghezza delle zucchine o del diametro delle vongole? No, non ha alcun senso. Fratelli d’Italia e i conservatori europei credono in un modello confederale alternativo al modello federalista, per un’Europa che condivida le sfide più importanti e lasci maggiore libertà nelle questioni più prossime alla vita quotidiana dei cittadini. Non si tratta di una tesi eretica ma di una visione che ha pieno diritto di cittadinanza nel dibattito europeo: è l’Europa delle Patrie di Charles De Gaulle e che i Padri costituenti sintetizzavano nell’uniti nella diversità. Noi non vogliamo un Super-stato burocratizzato e invasivo, ma una confederazione di Nazioni libere e sovrane che scelgono di cooperare tra loro su alcune grandi materie, dalla politica estera alla difesa e alla ricerca”.

Infine, sulle parole del docente di Siena: lei è una persona che dice in modo chiaro e senza peli sulla lingua, una delle caratteristiche che le sta facendo guadagnare parecchi consensi, quello che pensa, però non ha mai offeso nessuno. A differenza di quanto successo a lei più di una volta. Non crede che la sinistra, ed in particolare una certa parte “benpensante”, spesso paladina di parità di “ogni” genere, abbia più di una volta disatteso i propri valori dando quasi per giusta e scontata l’offesa gratuita a chiunque degli avversari, anche a una donna? 

“C’è molto di più. In quelle parole ci sono più forme di razzismo, non solo quella nei confronti delle donne, tipico della misoginia. Sembra che non si possa prescindere dal riferimento a una donna senza dire cose turpi. Poi c’è un altro tipo di razzismo, quello secondo il quale chi è di destra deve essere per forza un analfabeta e ha mai letto un libro in vita sua. Vede, la differenza tra chi è cresciuto a destra e chi è cresciuto a sinistra è che loro avevano i libretti rossi con scritto cosa si dovesse leggere e pensare mentre noi abbiamo sempre letto tutto senza pregiudizi. Solo uno stupido legge unicamente quanto scrive chi è conforme alla sua idea. E poi c’è la terza forma di razzismo, che è quella nei confronti del popolo. Una sinistra che se sta chiusa nei salotti a discettare dei problemi del popolo, che disprezza e non capisce, e pensa che definire qualcuno pesciarolo, ortolano e contadino sia un insulto”.

 

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