Giovedì, 25 Febbraio 2021

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Governo Draghi, caos nomi dei sottosegretari: veti incrociati di tutti su tutti

La Lega vuole più posti in quanto ritiene che con le fuoriuscite dal Movimento, i 5 Stelle contino meno. Il Pd vorrebbe "più donne". L'ipotesi l'ipotesi Craxi agli Esteri.

23 Febbraio 2021

Governo Draghi, problemi per nomi sottosegretari

Mario Draghi (fonte foto Lapresse)

Mario Draghi sta lavorando ai nomi dei sottosegretari per il suo nuovo Governo. Ma sta affrontando diversi problemi.  La telefonata tra Luigi di Maio all’onorevole Valentino Valentini di Forza Italia ne è una prova dei veti e dei contro-veti che il Premier sta affrontando. "Scusa Valentino, ma è vero che i tuoi vogliono mettere Stefania Craxi qui alla Farnesina?”, ha chiesto Di Maio polemico. Se, infatti, ci dovesse essere una Craxi al fianco di Di Maio, il Movimento andrebbe incontro all'ennesima "umiliazione". Ma non è finita. La Lega vorrebbe molti suoi uomini nel Governo, ritenendo legittimo "rubare" poltrone ai pentastellati, "indeboliti dopo la fuoriuscita dei senatori e dei parlamentari che hanno votato no a Draghi".

Governo Draghi, problemi per nomi sottosegretari

Il Pd, in tutto questo, è intanto impantanato sulla questione delle quote rosa. Dopo una maggioranza maschile tra i ministri, i dirigenti del partito vorrebbero portare una sorta di "equilibrio nella Forza", se è concessa una battuta. Giuditta Pini è tra le candidate. "Noi siamo contente a casa, mentre cuciniamo e leggiamo il Women New deal. Per il women new deal c'è tempo compagne, oggi no, domani neanche, dopodomani sicuramente, lo metteremo in un odg", ha fatto sapere Pini a Zingaretti. Il segretario vorrebbe accontentare tutte le donne della sua squadra. In caso contrario potrebbe rischiare che si alzino nuovo voci a reclamare un nuovo Congresso del partito.

Nella mischia si è inserito a gamba tesa anche Leu. Loro vorrebbero mantenere Cecilia Guerra a Economia e Finanze per completare un lavoro iniziato nel Conte 2. Tuttavia il partito ha già un ministero di peso, la Sanità, mentre non ha un grande peso all'interno della maggioranza. Difficile dunque pensare che possa venire accontentato.

Lega e Movimento 5 stelle

Come già accennato, comunque, le grane più rilevanti per Draghi sono sul fronte dei prima amici e adesso peggiori nemici Lega e Movimento 5 stelle. "Con le espulsioni i 5 Stelle hanno perso 41 parlamentari, quindi perdono peso nel Cencelli dei sottosegretari", fanno sapere fonti vicine alla Lega. "Vanno riviste le quote". 

Impossibile accontentare tutti. Soprattutto a fronte del fatto che Draghi vorrebbe tenere per sé 6/7 caselle per mettere persone di fiducia, i tanto decantati nomi "tecnici", che possano in qualche modo sorvegliare i ministeri affidati a politici. Sono circa 40 i posti a disposizione. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli è disperato, in quanto non riesce a far tornare i conti.

I possibili nomi dei sottosegretari

La partita comunque si dovrebbe chiudere "nelle prossime ore". 8/9 posti dovrebbero andare al Movimento, 6/7 a Pd, Lega e Forza Italia. Tre a Italia viva (che ha avuto un solo ministero), uno a testa ai partiti più piccoli: centristi, Maie, Autonomie, +Europa/Azione, Cambiamo di Giovanni Toti. Almeno altre 3/4 caselle potrebbero essere nomi i tecnici. 

Venendo più in dettaglio, tra i 5 Stelle si parla con insistenza di una conferma nei loro ruoli di Pierpaolo Sileri (Salute), Laura Castelli (Mef), Carlo Sicilia (Interno),  Stefano Buffagni (Mise) e Giancarlo Cancelleri (Trasporti). Buffagni  potrebbe traslocare al nuovo ministero della Transizione  ecologica, mentre Cancelleri potrebbe passare al Sud. Tra i nuovo circolano i nomi di  Luca Carabetta (Innovazione), Luigi Gallo e Gianluca Vacca (Istruzione o Università), Francesca Businarolo (Giustizia).

Come sopra citato, il Pd punta a bilanciare "continuità e pari rappresentanza". Si parla della conferma di Andrea Martella (Editoria),  Antonio Misiani (Economia), Matteo Mauri (Interno) e di cinque donne  tra cui Alessia Morani (Mise), Simona Malpezzi (Rapporti con il  Parlamento), Sandra Zampa (Salute), Marina Sereni (Esteri), Francesca  Puglisi (Lavoro), Anna Ascani (Scuola), Lorenza Bonaccorsi (Cultura). Ci sono poi da considerare anche le candidature di Marianna Madia (Transizione digitale o Economia),  Valeria Valente (Giustizia), Susanna Cenni  (Agricoltura), Chiara Gribaudo (Lavoro) e una esponente della  Conferenza delle donne democratiche (Cecilia D'Elia o Titti Di Salvo) alla Famiglia.

LEGGI ANCHE: Sondaggi politici La7 oggi, balzo in avanti di Meloni: meno un punto dal Pd

E infine la Lega. Salvini vuole piazzare i suoi uomini migliori nei ministeri chiave: Interno, Salute ed Esteri. Nella lista c'è Giulia Bongiorno (Giustizia) Luca Coletto (Salute), Picchi o Formentini (Esteri), Edoardo Rixi al Mit, Pittoni alla Scuola, Romeo ai Rapporti con il Parlamento e Centinaio prenderebbe il suo posto di capogruppo al Senato. In tutto questo poi bisogna considerare le candidature espresse da Forza Italia, da Italia viva e infine da tutti gli altri partiti minori. Insomma, un nodo Gordiano difficile da sciogliere. 

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