Giovedì, 25 Febbraio 2021

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Benedetto Croce

Caso Palamara, lettera dei magistrati a Mattarella: "Subito una commissione di inchiesta"

In 67 hanno firmato un appello rivolto al presidente della repubblica affinché intervenga per eliminare quelle situazioni che minano la fiducia nella giustizia dei cittadini

22 Febbraio 2021

Caso Palamara, lettera dei magistrati a Mattarella: "Subito una commissione di inchiesta"

Foto Roberto Monaldo / LaPresse19-09-2020 RomaPoliticaAssemblea Associazione Nazionale Magistrati su caso PalamaraNella foto Luca Palamara ha chiesto di poter intervenirePhoto Roberto Monaldo / LaPresse 19-09-2020 Rome (Italy) National Association of Magistrates AssemblyIn the pic Luca Palamara

Un appello al presidente della Repubblica Mattarella, da parte di 67 magistrati affinché intervenga per eliminare tutte quelle cause che “hanno condotto alla grave delegittimazione di articolazioni essenziali dell'Ordinamento Giudiziario e del Sistema di autogoverno della magistratura", al fine di assicurare contestualmente l'allontanamento da tali ruoli "di coloro che non sono risultati all'altezza del compito".

La lettera, resa nota da Adnkronos, contiene un vero e proprio appello ad intervenire tempestivamente “per avviare finalmente l'ormai non più differibile azione di recupero della fiducia Giudiziario e la gran parte dei Magistrati meritano di godere, e della credibilità della Giurisdizione, baluardo prezioso ed essenziale dello Stato di diritto delineato dai nostri Costituenti".

I magistrati hanno ricordato anche l’appello dello stesso Mattarella, fatto il 19 giungo 2019, in cui aveva parlato di “inammissibile commistione tra politici e magistrati”, sia stato inascoltato e nel frattempo le vecchie abitudini paiono essere ancora consuetudine.

"lo scandalo continua a imperversare e, lungi dal placarsi, è costantemente alimentato dall'uscita di nuove e allarmanti notizie che rendono il quadro complessivo sempre più inquietante e inaccettabile". Per questo si ritiene che i fatti, anche come pubblicamente esposti dagli organi di informazione, "siano troppo gravi per rimanere inesplorati e non verificati".

 Tra coloro che sono stati investiti dalle rivelazioni dei mezzi di informazione si sottolinea che "solo una parte, pur significativa ma certamente non completa, ha liberato l'Istituzione che rappresentava dal peso di una situazione divenuta oggettivamente insostenibile, facendo un passo indietro, con le dimissioni da taluni incarichi ricoperti o con l'anticipato abbandono dell'Ordine giudiziario". Sotto il profilo disciplinare si sarebbe registrata anche "l'adozione di una generale direttiva assolutoria, col conseguente rischio che comportamenti di tale genere, anziché essere sanzionati, siano avallati e ulteriormente incentivati".

Nel documento, infine, si chiede una commissione di inchiesta.

I punti essenziali espressi sono sostanzialmente due: l'inserimento del sorteggio nella procedura di selezione dei componenti del Csm e la rotazione degli incarichi direttivi e semi-direttivi. Il sorteggio viene considerato l'unico sistema in grado di "garantire l'imparzialità della funzione di autogoverno e l'effettività dei principi di distinzione dei magistrati soltanto per diversità di funzioni, di indipendenza dei magistrati e di soggezione dei giudici soltanto alla legge". La rotazione consentirebbe poi di "eliminare in radice il carrierismo e la concentrazione di potere in mano a pochi, fenomeno preoccupante e dei cui effetti distorsivi e dannosi le recenti cronache ci hanno resi tutti ancor più consapevoli".

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