Martedì, 02 Marzo 2021

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Governo, dimissioni Conte: Pd e M5s per il Ter, centrodestra dice no. Renzi: 'Non abbiamo aperto noi crisi'

Le consultazioni per formare il nuovo governo si terranno da mercoledì pomeriggio a venerdì.

26 Gennaio 2021

Crisi di Governo, spunta primo gruppo di "costruttori" per il Conte ter

Giuseppe Conte (fonte foto LaPresse)

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rassegnato le sue dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Si è poi recato a Palazzo Giustiniani per incontrare la presidente del Senato, Elisabetta Casellati.

"Possiamo tutti andare a testa alta per come abbiamo servito il Paese e per come abbiamo governato la pandemia", ha detto il Premier durante il Cdm riunito questa mattina. Il presidente del Consiglio ha anche rivendicato il risultato incassato dall'Italia sul Recovery plan, sottolineando che "se è vero che delle cose potevano essere fatte meglio, abbiamo sempre agito in coscienza e buona fede".

"Ringrazio l'intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme", ha aggiunto Conte.

Pochi minuti fa, il Premier ha pubblicato un messaggio su Facebook.

"Questa mattina ho convocato un Consiglio dei Ministri per comunicare la mia intenzione di dimettermi. Poco dopo mi sono recato al Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente Mattarella.

La settimana scorsa, in Parlamento, il Governo ha ottenuto la fiducia in entrambe le Camere, ottenendo la maggioranza assoluta alla Camera dei Deputati e la maggioranza relativa al Senato.

Il Paese, tuttavia, sta attraversando un momento davvero molto difficile. Da ormai un anno stiamo attraversando una fase di vera e propria emergenza. Le diffuse sofferenze dei cittadini, il profondo disagio sociale e le difficoltà economiche richiedono una prospettiva chiara e un governo che abbia una maggioranza più ampia e sicura.
È il momento, dunque, che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica.

Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo che offra una prospettiva di salvezza nazionale. Serve un’alleanza, nelle forme in cui si potrà diversamente realizzare, di chiara lealtà europeista, in grado di attuare le decisioni che premono, per approvare una riforma elettorale di stampo proporzionale e le riforme istituzionali e costituzionali, come la sfiducia costruttiva, che garantiscano il pluralismo della rappresentanza unitamente a una maggiore stabilità del sistema politico.

Questo conta. Che il nostro Paese si rialzi in fretta e possa mettersi alle spalle la pandemia e le tragedie che essa ha arrecato, in modo da far risplendere la nostra nazione nella pienezza delle sue bellezze.

Per parte mia, anche in queste ore continuerò a svolgere gli affari correnti fino all’insediamento del nuovo governo. Continuerò a svolgere il mio servizio al Paese, con senso di responsabilità e con profondo impegno.

Sono queste le caratteristiche che hanno caratterizzato il mio operato, quello dell’intero governo e delle forze di maggioranza che ci hanno sostenuto, anche quando i risultati raggiunti e le risposte date non sono apparsi all’altezza delle aspettative dei cittadini.

L’unica cosa che davvero rileva, al di là di chi sarà chiamato a guidare l’Italia, è che la Repubblica possa rialzare la testa. Allora avremo vinto tutti, perché avrà vinto l’Italia. Quanto a me, mi ritroverete sempre, forte e appassionato, a tifare per il nostro Paese".

Nuovo governo, domani le consultazioni

Il segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti, ha annunciato che mercoledì pomeriggio partiranno le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

I capi delegazione del M5s Alfonso Bonafede, del Pd Dario Franceschini e di Leu Roberto Speranza avrebbero espresso nuovamente, in Consiglio dei ministri, il loro sostegno a Giuseppe Conte, dopo che il presidente del Consiglio ha comunicato la sua decisione di dimettersi.

Crisi di Governo, Pd e M5s per il Conte ter

"È il momento della verità, in queste ore capiremo chi difende e ama la Nazione e chi invece pensa solo al proprio tornaconto. Il MoVimento 5 Stelle rimane il baricentro del Paese e insieme al presidente Giuseppe Conte offriremo il nostro contributo per la stabilità. Questo è il nostro impegno, a questo fine stiamo lavorando. Rendiamoci conto di ciò che sta succedendo in Italia". Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, sottolineando che Conte "ha appena rassegnato le dimissioni per via di una crisi di governo senza alcun senso".

"Siamo e restiamo al fianco del Presidente Giuseppe Conte che ringraziamo per l'enorme contributo che ha dato al Paese - ha sottolineato il capo politico M5S, Vito Crimi - e che, ne siamo certi, può ancora dare. Riteniamo che sia l'unica persona che in questa fase storica possa rappresentare la sintesi e il collante di questa maggioranza. Maggioranza che deve essere consolidata e rinforzata e che deve concentrarsi sulle priorità del Paese".

I capi delegazione del M5s Alfonso Bonafede, del Pd Dario Franceschini e di Leu Roberto Speranza hanno ribadito in Consiglio dei ministri il loro sostegno a Giuseppe Conte.

Abbiamo affrontato la pandemia e una delle fasi più difficili della storia repubblicana "al meglio delle nostre capacità e crediamo con molti risultati positivi, grazie alla guida del presidente Conte e al sostegno delle nostre forze politiche - ha aggiunto Dario Franceschini in Cdm - Questo cammino ci consente oggi di pensare a questa maggioranza anche in prospettiva, come una area di forze riformiste alleate non solo temporaneamente. Per questo è fondamentale salvare questa prospettiva anche nel percorso della crisi che abbiamo davanti".

"Per noi oggi l'ipotesi sul campo è reincaricare Conte, vedremo le indicazioni che daranno gli altri partiti e soprattutto ci atterremo alle indicazioni del capo dello Stato". Così Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, fuori da Palazzo Madama. "Non c'è un Conte a tutti i costi - aggiunge - io dico che il buonsenso ci deve guidare e ci guida oggi in quella direzione".

Italia Viva: 'Non abbiamo aperto noi la crisi di governo'

"Mattarella - ha detto Ettore Rosato, coordinatore di Italia Viva, a Rai news 24 - ha in mano la regia per dare un governo più solido al Paese con un programma solido. Il governo non aveva più un programma, andava avanti solo con i decreti sull'emergenza. Una volta che si trova una sintesi sulle questioni programmatiche, prima di tutto il Recovery Plan e poi le riforme che l'Ue e le parti sociali ci chiedono, noi non mettiamo veti. Noi non abbiamo mai messo veti o preclusioni su nessuno, ma abbiamo evidenziato l'esigenza di grande chiarezza. E sono convinto che la chiarezza sia una esigenza non solo nostra ma anche degli altri partiti". Iv al Quirinale farà il nome di Conte? "Non faremo un nome in particolare, chiederemo un governo davvero all'altezza della situazione. I nomi sono la conseguenza delle cose". Così Ivan Scalfarotto di Italia viva a Tagadà su La7.

"Ora possiamo finalmente fare ciò che serve al Paese, ai suoi insegnanti, ai suoi lavoratori, ai suoi giovani: un governo serio, di legislatura, che dia risposte concrete e non evasive alle sfide drammatiche della pandemia e assicuri la ripresa. Un governo europeista non a parole, ma nei fatti: capace di concretizzare in progetti il gigantesco sforzo del Next Generation EU. Con un documento serio, scritto bene, concreto". Così Matteo Renzi nella enews dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte.

"Il Governo Conte era nato per mandare a casa Salvini. Rivendico quella scelta. E ancora ricordo i 'No, giammai' del gruppo dirigente del Pd che preferiva le urne a un nuovo Governo. Cambiando idea hanno permesso di evitare un esecutivo sovranista. Anche allora fummo criticati come lo siamo oggi. Forse in questa fase il massacro mediatico che abbiamo subito è stato persino peggiore. Ma voglio che tutti coloro che leggono le Enews sappiano che chi sta in Italia Viva e chi la sostiene sceglie di lottare per il bene comune, non di appiattirsi sui luoghi comuni", rimarca il leader di Italia Viva.

"Noi non abbiamo paura di dire la verità anche se per quella verità i professionisti delle fake news ci attaccano ovunque. Ma la politica è difendere delle idee, non cercare degli incarichi. E chi sta con noi deve ricordarsi che non rinunceremo mai al coraggio delle battaglie scomode e alla libertà delle proposte difficili", sottolinea Renzi.

"Non è Italia Viva ad aver aperto una crisi - afferma Renzi - è l’Italia che deve affrontare una crisi da far tremare i polsi. Siamo tra i peggiori al mondo come Pil nel 2020, come rapporto popolazione/decessi per Covid, come numero di giorni di scuola persi dai ragazzi".

"Chiediamo un salto di qualità nella gestione della Res pubblica. Significa scommettere su progetti che fanno crescere i posti di lavoro, come tutte le associazioni di categoria hanno chiesto in questi giorni al Governo, non che garantiscano sussidi. Significa cambiare passo nella gestione dei vaccini: la struttura del Commissario mostra evidenti ritardi, come già era accaduto per le mascherine, per i tamponi, per i banchi a rotelle. Significa avere una visione da qui a 30 anni - sottolinea il leader di Iv - non da qui a trenta minuti. Significa essere garantisti, non giustizialisti".

"Noi andremo al Quirinale senza pregiudizi. Per noi la priorità è aiutare i cittadini a uscire da questa fase di stallo e di difficoltà non solo economica. Sprecare i soldi del Recovery, perdere tempo sui vaccini, ritardare il ritorno a scuola, vivere di sussidi sarebbero errori imperdonabili. Noi ci siamo".

"Lo abbiamo dimostrato -insiste il leader di Iv- con questa lettera inviata a Conte di più di un mese fa alla quale nessuno ha dato risposta. Lo abbiamo dimostrato con le dimissioni delle ministre e del sottosegretario: unico partito che rinuncia agli incarichi, anziché cercarli. Lo abbiamo dimostrato con un comportamento cristallino durante la crisi mentre tutti ci attaccavano".

"Arriva un momento in cui la verità si afferma sulle veline. E in quel momento - osserva Renzi - diventa chiaro a tutti che la politica è una cosa diversa dal populismo. Italia Viva sarà sempre la casa di chi rifiuta le veline, di chi rifiuta il populismo".

Crisi di governo, il centrodestra dice 'no' al Conte ter

"Nessuno disponibile al Conte ter. Proponiamo un governo autorevole altrimenti le urne, altrimenti il voto non è una bestemmia". Così Maurizio Lupi al termine del vertice di centrodestra. "Noi siamo pronti: diamo la parola agli italiani" ha aggiunto Matteo Salvini.

"La crisi è aperta - sottolinea Tajani, vicepresidente di Forza Italia - ci rimettiamo alla saggezza del capo dello Stato. Se tutti i migliori si mettono assieme per affrontare l'emergenza con un governo di unità nazionale stabile e serio" Forza Italia è d'accordo, "altrimenti per assicurare un governo serio lo strumento è il voto. Non c'è nessuna possibilità che Forza Italia esca dal centrodestra".

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