Sabato, 27 Febbraio 2021

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Benedetto Croce

Quando parla Conte: stasera c'è la conferenza stampa o niente discorso per la crisi di governo?

Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm. Quando parla il Premier per illustrare le nuove misure? Ci sarà la consueta conferenza stampa?

15 Gennaio 2021

Quando parla Giuseppe Conte: conferenza di fine anno a che ora e dove vederla

Giuseppe Conte (foto laPresse)

Quando parla Conte per illustrare il nuovo Dpcm? Stasera ci sarà la conferenza stampa in diretta? Se lo chiedono tutti gli italiani da quando hanno scoperto che Conte ha firmato il nuovo decreto, in vigore da domani 16 gennaio fino al 5 marzo.

Il nuovo Dpcm è stato varato, questa volta, in un periodo molto particolare: in piena crisi di governo. Conte parla stasera?

Nuovo Dpcm, quando parla Conte: conferenza stampa e discorso ci saranno? 

Ci sarà oggi la conferenza stampa di Giuseppe Conte? Al momento non sono state date comunicazioni ufficiali da parte di Palazzo Chigi.

La cosa certa è che Conte ha firmato il nuovo Dpcm. Il Premier ha solitamente illustrato le misure la sera prima dell'entrata in vigore del decreto. La conferenza stampa è sempre andata in onda in diretta tv e streaming dopo le 20:00.

Il Premier non ha annunciato, per il momento, alcun discorso per stasera sulle sue pagine social.

Nuovo Dpcm, Conte ha firmato

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo decreto con le misure per il contrasto all'emergenza coronavirus. Il decreto entrerà in vigore domani e sarà valido fino al 5 marzo. Il divieto di spostamento tra regioni sarà valido invece fino al 15 febbraio. Confermato il coprifuoco dalle 22 e divieto di asporto dalle 18. Istituite zona rossa in Lombardia, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano e zona arancione invece per 9 regioni, compreso il Lazio. Oltre le misure per il contenimento del Covid-19, verrà introdotta la 'zona bianca', in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l'uso della mascherina. Ma i parametri per entrarci - 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso - fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi. 

Cosa si può fare o cosa no

Rinnovate tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l'inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio 'alto' o, ancora, con un'incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso.

La scuola

Nelle Regioni 'rosse' i ragazzi rimarranno a casa dalla seconda media a seguire la didattica a distanza. Questo fatte salve ordinanze regionali. Nelle Regioni gialle e arancioni gli studenti torneranno a scuola lunedì 18 gennaio almeno al 50 per cento della presenza.

Spostamenti

Il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo. Fino a quella data sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

Regole per l'asporto

Confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni: "Non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori" ha detto il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini a nome di tutti i governatori. Durante la riunione era stato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia a rispondere sottolineando che l'esecutivo avrebbe mantenuto la norma per evitare casi di movida, ma palazzo Chigi e il Mise si sarebbero messi al lavoro per "limitare al massimo i divieti" alle sole bevande e alcolici. Sempre Boccia ha garantito, nonostante la crisi di governo, "massima priorità" per i ristori a tutte le attività costrette a fermarsi. Tra queste c'è lo sci: gli impianti non riapriranno almeno fino al 15 febbraio, nonostante alcuni presidenti chiedano che almeno nelle zone gialle sia consentita l'attività ai soli residenti.

Palestre e piscine

Chiuse anche palestre e piscine - anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle - così come cinema e teatri. Tornano invece le crociereed è confermata l'apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. "E' un servizio ai residenti - ha sottolineato il ministro Dario Franceschini - è un primo passo, un segnale di riapertura".

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