Giovedì, 21 Gennaio 2021

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Crisi di governo, cosa succede dopo lo strappo di Renzi? Ecco tutti gli scenari

Dalle elezioni anticipate alla creazione di una nuova maggioranza. La palla adesso passa a Sergio Mattarella, il Capo dello Stato detterà i tempi della crisi e come uscirne

14 Gennaio 2021

Cosa succede dopo lo strappo di Renzi? Ecco tutte le soluzioni alla crisi di governo

Giuseppe Conte (fonte LaPresse)

Conte si prepara a dover gestire la seconda crisi di governo in meno di tre anni a Palazzo Chigi. La prima avvenne nell’agosto del 2019, al tempo del Papeete e dei comizi di Matteo Salvini con i mojito in spiaggia. La sua defenestrazione dal Governo portò alla creazione di una nuova maggioranza, con 5 Stelle e PD. La scissione dei renziani dal Partito Democratico ha portato alla nascita di Italia Viva, che ieri ha annunciato le dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti, dando inizio alla crisi di governo.

Per Conte la situazione è particolarmente difficile. Senza il supporto di Iv al Senato la maggioranza è a forte rischio. Al Premier rimangono dunque poche possibilità: trovare una nuova maggioranza, magari con l’aiuto di un gruppo di “responsabili”, oppure salire al Colle da Mattarella e annunciare le dimissioni del Governo, a cui seguiranno nuove consultazioni del Capo dello Stato.

Dai palazzi della politica romana filtra anche l’ipotesi che Giuseppe Conte decida di tornare in aula, pronto a una bagarre davanti al Parlamento sulla scia di quanto avvenne con Matteo Salvini nel 2019. Uno scontro faccia a faccia con il senatore toscano, un modo per uscire di scena “a testa alta”, rivendicando davanti agli italiani l’operato del suo Governo e mostrano tutti i limiti della decisione di Italia Viva. Durante la conferenza stampa Matteo Renzi è stato tuttavia molto furbo, non chiudendo definitivamente la porta in faccia al capo del Governo, ma rivendicando un cambio di passo per il bene del Paese. Rimane il fatto che le parole di ieri sera rappresentano una quasi definitiva pietra tombale nel rapporto tra i due contendenti, un segnale che difficilmente potrà essere ignorato nelle sedi di consultazione. Il rapporto di fiducia tra Renzi e Conte è ormai inesistente, tanto che in pochi credono che alla fine Iv possa fare una parziale marcia indietro, offrendo magari un supporto esterno alla maggioranza. 

Nel mentre, gli altri alleati di governo stanno cercando di capire come comportarsi. Il PD si è riunito a Largo del Nazareno nella giornata di oggi, in modo da decidere le contromosse. Ormai però il rapporto tra i dem e i renziani è definitivamente compromesso, tanto che il segretario Zingaretti ha definito Italia Viva “Inaffidabile in ogni scenario”. I dirigenti PD sanno inoltre che l'ingresso in scena dei “responsabili” è molto complesso, un fattore che rischia di avvicinare l’appuntamento delle urne, da cui il partito potrebbe uscire decimato vista la crisi di consensi a cui sta andando incontro da mesi a questa parte. Vediamo dunque quali potrebbero essere gli scenari possibili dopo le dimissioni delle ministre di Italia Viva. 

Una coalizione con i centristi, ma senza Renzi

L’idea sarebbe infatti quella di sostituire i senatori e deputati di Iv con un gruppo di “responsabili”, ovvero parlamentari del Misto o in uscita dal centrodestra pronti a fare da stampella al Governo in aula. Forza Italia ha più volte smentito, in maniera categorica, qualsiasi operazione politica in soccorso del Conte II. Lo stesso hanno fatto i senatori di Cambiamo!, che si rifanno al governatore ligure Toti. In questo caso, Mattarella si aspetta però che i singoli parlamentari si coalizzino in un vero e proprio gruppo parlamentare, così da richiedere prima le dimissioni di Conte e poi un voto di fiducia vero e proprio davanti alle Camere. 

Dimissioni e nuovo incarico per il Conte-ter

Conte potrebbe anche decidere di andare al Colle e rassegnare le dimissioni al Presidente Mattarella. A questo punto si aprirebbe la più classica delle crisi “al buio” della Repubblica. Conte potrebbe essere incaricato nuovamente dal Presidente, forte del supporto di una nuova maggioranza. Una seconda alternativa, che tuttavia pare più difficile, è la nascita di un nuovo governo Conte con la stessa maggioranza di quello in via di disfacimento, la quale presupporrebbe però un cessate il fuoco tra Renzi e Conte, ormai quasi impossibile. 

Stessa maggioranza, ma senza Conte 

Dalla conferenza stampa del senatore toscano emerge come il problema principale della permanenza di Iv nella maggioranza sia Conte e i suoi metodi, definiti un “vulnus democratico” dallo stesso ex-Premier. Ecco allora che se non si trovasse una nuova maggioranza, PD e 5 Stelle potrebbero vedersi costretti a mettere da parte l’avvocato foggiano, chiedendo a Iv di tornare all’interno della maggioranza. In questo caso ci sarebbe un nuovo Premier che dovrà passare il vaglio della fiducia, dando vita a un nuovo governo supportato dagli stessi partiti di quello di oggi. Sul nome del nuovo inquilino di Palazzo Chigi ci sono pochi dubbi: potrebbe essere Dario Franceschini, ora Ministro della Cultura, o il segretario PD Nicola Zingaretti. Difficile che Renzi accetti un esecutivo guidato da pentastellati, i quali si dice siano pronti a un passo indietro, volendo evitare a tutti i costi le elezioni. 

Elezioni anticipate

Rappresentano il pericolo numero uno per tutti i partiti di maggioranza. Invocate dalle opposizioni, le elezioni consegnerebbero l’Italia in mano al centrodestra. I sondaggi proiettano il trio Lega-Fratelli d’Italia-Forza Italia ben oltre il 50% dei consensi. PD e 5 Stelle non ne vogliono però nemmeno sapere, e anche il Quirinale si mostra scettico davanti a questa possibilità. Occhio anche a tutti quei parlamentari che, visto il taglio dei seggi approvato con il Referendum di settembre, farà di tutto pur di non far terminare la legislatura con più di due anni d’anticipo rispetto alla scadenza naturale. 

Un governo tecnico

Un’ulteriore possibilità è quella rappresentata dal varo di un esecutivo “tecnico”, con supporto bipartisan, per trascinare il Paese fino alle elezioni, da tenere dopo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Da fine luglio 2021 sarà impossibile sciogliere le Camere, visto che inizia il semestre bianco di Mattarella. Se si deciderà di andare a elezioni, i tempi sono dunque strettissimi. Per i nomi di un eventuale Governo tecnico si pensa a Mario Draghi o a Marta Cartabia, Presidente della Corte Costituzionale. 

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