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Maggioranza sotto sulla Tav: "Il Governo perde la faccia"

I 5Stelle escono dall'aula in Commissione Trasporti, facendo mancare i numeri necessari per lo sblocco dei finanziamenti per l'alta velocità. Necessario l'intervento del centrodestra unito per approvare la risoluzione. Forza Italia e Italia Viva all'attacco di Conte

24 Dicembre 2020

L'aula di Montecitorio

L'aula di Montecitorio - Fonte: LaPresse

Ieri è andato in scena l’ennesimo scontro interno alla maggioranza. PD e 5Stelle non sono d’accordo sostanzialmente su niente, e la risoluzione in commissione Trasporti ha messo in luce la distanza tra le due compagini di governo. L’emendamento, a firma PD, chiedeva il via libera al finanziamento per sbloccare i cantieri della Tav Torino-Lione, tema che da sempre ha opposto i grillini alle altre forze politiche nazionali. A Montecitorio è successo infatti che i pentastellati hanno abbandonato l’aula, facendo dunque mancare i numeri necessari agli alleati del PD. A questo punto si è reso necessario l’intervento del centrodestra, grazie al quale la risoluzione è stata approvata. 

Maggioranza sotto in Commissione Trasporti: no del M5S allo sblocco del finanziamento per la Tav 

La maggioranza è dunque andata sotto in commissione, richiedendo l’aiuto dell’opposizione. Nonostante il Governo avesse espresso un parere favorevole alla risoluzione, i pentastellati hanno continuato sulla linea del dissenso. Da sempre i 5S si oppongono alla costruzione dell'alta velocità in Val di Susa. Secondo quanto emerge da forze parlamentari, “Il M5S prima dice di voler depositare una mozione alternativa e poi al momento del voto abbandona i lavori della Commissione Trasporti”. Solo grazie ai voti dell’opposizione è stato approvato il contratto di programma tra il ministero delle Infrastrutture, Ferrovie e Telt per il finanziamento della Tav. 

Cruciale l’intervento del centrodestra che accusa: “Figuraccia internazionale per il nostro Paese”

Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno dunque sopperito alla decisione dei  5 Stelle di abbandonare l’aula. Dall’opposizione ci tengono a far sapere che: “Senza i voti dal centrodestra il contratto sarebbe stato bocciato bloccando l'opera ed esponendo l'Italia a una figuraccia internazionale - che continua - Non solo. Il voto di oggi apre una frattura profonda nel governo, guidato da un premier espressione dei 5 Stelle, che potrà mantenere la parola solo grazie all'atteggiamento responsabile dell'opposizione".

Gli attacchi dell’opposizione all’alleanza giallorossa sono durissimi. I deputati del centrodestra sostengono che nella giornata di ieri il Governo abbia, sostanzialmente, perso la faccia. "L'episodio di oggi - tuonano i deputati - segna la naturale continuazione di una visione del Paese contrapposta a quella del governo Pd-5 Stelle: oggi il governo ha perso la faccia, ha messo l'Italia in condizione di vergognarsi agli occhi del mondo. Solo grazie al centrodestra questo non è avvenuto".

Oppposizioni all’attacco. L’M5S: “Non è un atto ostile alla maggioranza”

A questo punto, vista la posizione dei 5Stelle sulle grandi opere, c’è paura anche per quello che riguarda il Recovery Plan. Sostanzialmente, dicono dall’opposizione, i grillini saranno sempre contrari alla realizzazione di qualsiasi tipo di grande opera. Su questo punto rincara la dose Osvaldo Napoli, facente parte del direttivo di Forza Italia: “Varare un Recovery Plan serio e orientato alla sviluppo e alla crescita è un obiettivo irrealizzabile con questa maggioranza. Il Recovery va approvato e dettagliato entro fine febbraio-inizio marzo”, attaccano dal partito di Berlusconi. 

Ancora più pesante è l’attacco di Giorgio Mulè, deputato anche lui di Forza Italia. Per Mulè, lo spettacolo indegno offerto al Paese da parte della maggioranza, che si è sfaldata su una tematica così vitale come quella della Tav, dovrebbe per forza portare Conte alle dimissioni, avendo dimostrato che questa alleanza non è sostenibile. Sul tema sono intervenuti anche i pentastellati, i quali hanno giustificato l’uscita dall’aula sulla base del fatto che non ci fossero la basi per votare a favore della risoluzione proposta dal PD. I grillini chiedono che non li si accusi di tradimento, visto che il loro non è stato un atto ostile alla maggioranza, bensì dovuto alle criticità riscontrate sotto il profilo giuridico, contrattuale e regolatorio. 

Italia Viva: “Atto autolesionistico dei grillini”

Come se non bastasse, a peggiorare la situazione ci si è messa anche Italia Viva. Il partito di Renzi, che da settimane minaccia il Governo di far mancare i numeri in parlamento, si è espresso anche sulla vicenda Tav. Per i renziani, la decisione del M5S di abbandonare l’aula della Commissione Trasporti rappresenta “un atto autolesionistico che mina la maggioranza”. Un fatto molto grave, che metta in difficoltà la maggioranza su un tema fondamentale per lo sviluppo del Paese, secondo quanto riferito dal capogruppo di Italia Viva in commissione, Luciano Nobili. La chiosa, ancor più tragica del deputato renziano: "Dunque è un atto di autolesionismo e una mancanza di responsabilità annunciare un voto contro e abbandonare l'aula. L'atto è passato soltanto perchè ai voti di Pd e Iv si sono aggiunti quelli dell'opposizione. Se M5s non vuole fare le grandi opere e dice no alle infrastrutture c'è una questione aperta nella maggioranza".

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