Venerdì, 30 Luglio 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

La crisi di Governo non è finita. Ecco quando può cadere Conte

Gli attacchi di Renzi al Premier hanno perso d'intensità dopo le ultime bollenti settimane. Il confronto è però rimandato all'inizio del semestre bianco. Al centro del conflitto la delega ai servizi segreti

24 Dicembre 2020

Il Premier Conte riferisce in Parlamento

Il Premier Conte riferisce in Parlamento - Fonte: LaPresse

L’attacco di Matteo Renzi al Governo Conte II non è ancora finito, anzi. Sebbene il senatore toscano, leader di Italia Viva, abbia abbassato i toni dello scontro e il Governo sia sopravvissuto alla verifica della scorsa settimana, Renzi continua a muoversi nell’ombra. L’obiettivo è quello di far gradualmente mancare il terreno sotto ai piedi a Conte, in modo che da sostituire l’inquilino di Palazzo Chigi quando i tempi saranno più propizi. 

La questione dei servizi segreti al centro delle lotte di potere

Il motivo del recente allentamento della tensione è presto spiegato. Anche a Palazzo Chigi lo sanno: “Il pressing su Conte da parte del leader di IV non è affatto terminato”, filtra dai corridoi dei palazzi della politica romana. Renzi aspetta solo di dare la zampata decisiva quando si dovrà discutere della questione dei servizi segreti, che a breve dovrebbe sbloccarsi. Conte ha sempre gestito i servizi di sicurezza della Repubblica come il proprio giardino di casa, arrivando a ipotizzare l’istituzione di una fondazione per la cybersecurity che avrebbe dovuto rispondere al Premier in persona. Ecco dunque che il non aver voluto esacerbare lo scontro nelle scorse settimane sarebbe parte di un piano ben ordito da Renzi, in attesa di tempi migliori. Dopo aver incassato l’abiura sulla cabina di regia per il Recovery Plan e un sì parziale al Mes, ecco che manca solo l’ultimo tassello. La delega ai servizi in mano a un renziano coronerebbe i desideri dell’ex Premier, pronto dunque a combattere su questa questione fino alla fine. 

Lo scontro con il Premier rimandato all'inizio del semestre bianco 

I tempi migliori hanno anche una precisa data: l'inizio del semestre bianco. I sei mesi antecedenti la scadenza del mandato di Sergio Mattarella al Quirinale, durante il quale è vietato sciogliere le Camere, rappresentano una ghiotta opportunità per Renzi & Co. Una crisi di governo dovrebbe essere infatti risolta tra Montecitorio e Palazzo Madama, non potendo chiamare il Paese alle urne, una possibilità che rasserena non poco i renziani. 

Secondo quanto filtra, Italia Viva starebbe appunto aspettando il punto di non ritorno del semestre bianco per sferrare l’attacco a Conte. Sapendo che andare alle urne comporterebbe un rischio smisurato in termini di consensi elettorali, visto che IV si aggira su percentuali a una cifra, Renzi ha capito che solo gestendo la crisi nel palazzo riuscirebbe a capitalizzare il massimo. Oltre a IV si dice che anche il PD e il M5S, tutti in crisi di consensi, sfrutteranno la finestra per chiedere un rimescolamento delle carte in tavola, sapendo che a quel punto le urne sarebbero scongiurate. Sembra quindi che il vero scossone alla maggioranza verrà dato dai partiti una svolta sicuri che la legislatura arriverà a suo termine. 

Il ruolo chiave di Mattarella: il Paese ora ha altre priorità

Ad aver rimandato l’appuntamento con le urne ci ha pensato anche il Colle. Mattarella ha giocato un ruolo chiave nel far sì che le continue pressioni su Conte da parte delle forze di maggioranza non si trasformassero in uno tsunami tale da far venire meno i numeri necessari al Governo. Al momento infatti ci sono questioni più importanti in ballo, che il Paese non può permettersi di rimandare o gestire superficialmente. 

La prima è il piano di vaccinazione da portare avanti su tutto il territorio nazionale, appuntamento cruciale per mettere la parole fine a una pandemia che da mesi sta dilaniando l’economia nazionale. C’è poi anche la questione della gestione dei miliardi in arrivo con il Recovery Fund, sulla quale sembra che si sia arrivati a un punto di accordo. Conte sembra aver rinunciato definitivamente alla costruzione di una cabina di regia in mano ai manager, e i fondi per il rilancio saranno gestiti dal Governo in prima persona. L’Italia ha bisogno di ripartire, e anche in fretta. È Proprio per questo che il Presidente della Repubblica si è mosso in prima persona, facendo sì che la politica raggiunga questi due traguardi senza improvvise crisi di magg

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x