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Vaccini anti-Covid, il clamoroso errore dell'Europa sul loro acquisto: il ritardo che costa caro

Secondo le ultime indiscrezioni pare che la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen abbia commesso un errore gravissimo nella partita per l'approvvigionamento dei vaccini nei Paesi membri

23 Dicembre 2020

La presidente della Commissione europea Ursula von Der Leyen insieme al Premier Giuseppe Conte

La presidente della Commissione europea Ursula von Der Leyen insieme al Premier Giuseppe Conte - Fonte: LaPresse

Secondo quanto sta emergendo dalle ultime indiscrezioni, pare che la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen abbia commesso un errore gravissimo nella partita per l'approvvigionamento dei vaccini nei Paesi membri. 

La logica di mercato causa ritardi per la campagna di vaccinazione

Da quello che filtra, Bruxelles ha deciso di approcciare la questione secondo logiche prettamente commerciali, stringendo accordi con le varie aziende del settore. La scelta è stata quella di diversificare il più possibile l’offerta, accordandosi con cinque aziende farmaceutiche, ovvero AstraZeneca, Johnson & Johnson, BioNtech/Pfizer,  Moderna e Sanofi. All’apparenza, non sembra esserci nulla di strano, ma le notizie che filtrano dal quotidiano tedesco Der Spiegel mostrano invece come qualcosa sia appunto andato storto. 

La Commissione europea, secondo quanto appunto ricostruisce il giornale tedesco, si sarebbe rifiutata di acquistare circa 340 milioni di dosi dei vaccini che sono in fase più avanzata, ovvero quello prodotto da Pfizer e quello di Moderna. Il motivo? Seguire le logiche commerciali, assicurando dunque a ogni casa farmaceutica al lavoro sul vaccino una quota proporzionale rispetto ai concorrenti. Poco importa se, contemporaneamente, gli USA facevano incetta di dosi della Pfizer/BioNtech, garantendosi un numero di vaccini tale da iniziare in anticipo la campagna di vaccinazione.

Il ritardo di Sanofi mette in crisi il sistema

Ora, l’inghippo è emerso nel momento in cui la casa farmaceutica francese Sanofi ha ammesso di essere in ritardo sui tempi di sperimentazione del vaccino, che non potrà essere approvato dalle aziende regolatrici prima di settembre 2021. Davanti a questa notizia, l’UE si è accorta di aver la coperta corta, visto che nei mesi precedenti si era rifiutata di accaparrarsi dosi di Pfizer o Moderna per garantire anche ai francesi il loro tesoretto. 

La UE riceverà comunque le dosi del vaccino prestabilite, ma sarà costretta a ritardare la campagna di vaccinazione, visto che alcune dosi promesse arriveranno in ritardo di parecchi mesi. La decisione di seguire la logica di spartimento delle dosi tra le varie case farmaceutiche, invece che puntare maggiormente su quelle più avanti nello sviluppo del vaccino, comporterà un effetto a cascata su tutti i Paesi membri. Questi infatti dovranno allungare i tempi di attuazione delle misure volte a contenere il contagio, aumentando ancora di più i costi economici della pandemia. Inoltre, anche il numero delle vite umane perse aumenterà. Per questo da Bruxelles ci tengono a far sapere che non c’è stato alcun favore ai francesi di Sanofi, ma si è semplicemente seguito un piano preimpostato. 

1.3 miliardi di dosi da sei diverse aziende, ma solo due hanno pronto un vaccino 

Dati alla mano, la UE ha acquistato, per il momento, 1.3 miliardi di dosi di vaccino da sei differenti aziende farmaceutiche. All’Italia, in maniera proporzionale al numero di abitanti, spetta il 13.5% del totale. Ma il problema è che, al momento, solo due aziende su sei hanno ottenuto il via libera alla commercializzazione del vaccino. 

Da Pfizer, la UE riceverà circa 200 milioni di dosi, con un’opzione per altre 100. L’azienda si era proposta di consegnarne 500 milioni. Calcolando che il vaccino richiede un richiamo, se la UE avesse accettato avrebbe potuto vaccinare in pochi mesi la metà della popolazione dell’Unione solo grazie a questo vaccino. Ma come sappiamo, la Commissione ha declinato l’offerta, decidendo di prenotare solo 200 milioni di dosi. Anche con Moderna sarebbe successo lo stesso. Davanti all’offerta di 300 milioni di dosi, la UE ne ha comprate solo 80 milioni, con un’eventuale opzione per altre 80. 

-Ma perché si è deciso di rifiutare l’acquisto di quasi 700 milioni di dosi, che avrebbero, sostanzialmente, messo in sicurezza l’intero Unione europea? Facile, la Commissione aveva già prenotato altre 300 milioni di dosi dalla francese Sanofi, pensando che sarebbero bastate a tappare il buco. Ecco dunque che, una volta svelato il ritardo dei francesi sul fronte del vaccino, a Bruxelles ci si è accorti del disastro combinato. Una scelta che costerà molto cara, dal momento che rallenterà la campagna di vaccinazione e allungherà i tempi di durata della pandemia. 

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