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"A Natale vigili pronti a entrare nelle case". Scoppia la polemica: ecco che cosa succederà

Bufera per le parole del delegato della polizia municipale. I vigili potranno entrare nei domicili dopo segnalazione dei vicini, ma i penalisti si oppongono: "Non ne hanno diritto , nel caso opponetevi e chiamate un avvocato"

22 Dicembre 2020

Vigili urbani di Roma in servizio

Vigili urbani di Roma in servizio - Fonte: LaPresse

I cittadini di Roma passeranno un Natale “più a rischio” rispetto ai residenti delle altre città d’Italia. È quello che fa emergere IlGiornale.it, riprendendo una serie di indicazioni più o meno velate degli ultimi giorni. 

I vigili: “Siamo pronti a entrare nelle case a Natale e Capodanno”

Secondo quanto dichiarato dal reparto di polizia municipale della Capitale infatti, “a Natale e Capodanno siamo pronti a intervenire nelle case”. Se dunque i vicini provvederanno a segnalare eventuali assembramenti negli appartamenti, sia in occasione di Natale che dell’ultimo dell’anno, ci si potrà trovare a dover rendere conto agli agenti sull’uscio di casa.  

Sarà contento Speranza, che da mesi si augura che questo avvenga. Il ministro della salute chiede da tempo che si provveda ai controlli dentro le abitazioni dei cittadini, cosa che per fortuna ancora non era stata concessa. Franco Gabrielli, capo della polizia, si è infatti sempre opposto, dal momento che la stessa Costituzione sancisce la necessità per le forze dell’ordine di avere un mandato per poter entrare nelle abitazioni. A spiegare però che i vigili romani potranno entrare nelle case è stato Paolo Ferrara, delegato della polizia locale della Capitale, anche se non si sa bene su quali basi. Solo in caso di “eccezionale necessità e urgenza, indicati tassativamente dalla legge” infatti la polizia è autorizzata a entrare senza preavviso in un appartamento. Per far si che ciò avvenga, dovrebbe muoversi la polizia giudiziaria, con tanto di mandato firmato dalla magistratura. 

Ma la legge vieta espressamente che la polizia entri in un domicilio in assenza di un mandato

A smentire le minacce dei vigili romani è la stessa giurisprudenza. L’esempio è quello dell’imprenditore Alberto Genovese, accusato di aver violentato una giovane modella. Nonostante la polizia fosse stata richiamata più volte dai vicini a causa del disturbo creato dalle feste in casa Genovese, questa non è mai potuta intervenire proprio per l’inviolabilità di domicilio. 

Le parole di Ferrara, delegato della municipale di Roma, sono dunque in contrasto con le leggi alla base della nostra società. Viene da pensare dunque che si tratti quasi esclusivamente di una minaccia, in modo da creare il panico tra i cittadini ed evitare che si verifichino feste o cene. I diktat del governo in questa direzione sono stati chiari, e anche la polizia si muove in questa direzione. 

Negli ultimi giorni è emersa anche la notizia che la polizia abbia proceduto a dei controlli in alcune case vacanze e bed & breakfast. Ma in questo caso, trattandosi di strutture ricettive, non c’è nulla di strano e tutto è lecito. Anche lo stesso Ferrara ci ha tenuto a sottolineare che non verranno suonati “campanelli a casaccio”. Viene da dire che ci mancherebbe, visto che non viviamo in un regime di polizia. 

“I cittadini non sono obbligati ad aprire, nel caso chiamate un avvocato”

Intanto è bene che i cittadini sappiamo che se le autorità si dovessero presentare alla porta di casa, in assenza di un mandato firmato dal giudice, è consentito opporsi e rivolgersi a un avvocato. Come spiegato da Alessio Paladino, penalista di Roma, “voi non siete obbligati ad aprire. Se lo fate, loro non hanno nessun titolo per varcare l'uscio. In ogni caso, avete il diritto di chiamare un avvocato”.

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