30 Marzo 2026
Antonio Filosa, sx, AD Stellantis e Eike Dorff, dx, AD ZF Chassis Modules
Stellantis si muove contro ZF Chassis Modules che ha avanzato una richiesta di 70 milioni di dollari, è iniziata così la battaglia legale per continui aumenti di prezzi. Il gruppo automobilistico guidato da Antonio Filosa si trova nuovamente a fronteggiare tensioni con il suo fornitore ZF Chassis Modules. Dopo aver già versato oltre 26 milioni di dollari a dicembre per scongiurare un primo fermo, Stellantis si trova ora davanti a una nuova richiesta economica di più di 70 milioni di dollari, tra ulteriori pagamenti e aumenti di prezzo. Per sbloccare una situazione ormai diventata critica, l’azienda ha deciso di rivolgersi ai tribunali, avviando azioni legali sia in Messico che negli Stati Uniti.
In Messico è atteso a giorni un provvedimento che dovrebbe permettere la ripresa della produzione nello stabilimento di Toluca, sospesa a causa del contenzioso. La ripartenza è prevista tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Nel frattempo, negli Stati Uniti, Stellantis ha ottenuto un’ingiunzione temporanea che obbliga il fornitore a continuare le consegne verso un sito fondamentale: l’impianto di Windsor, in Canada. Questo stabilimento impiega circa 5.500 lavoratori e produce modelli cruciali come la Chrysler Pacifica e la Dodge Charger. Finora, il blocco è stato evitato proprio grazie alla decisione del giudice americano, che consente la fornitura dei componenti fino alla prossima udienza fissata per il 6 aprile. Senza tale misura, anche Windsor avrebbe rischiato di sospendere la produzione per mancanza di pezzi.
Il confronto tra Stellantis e ZF Chassis Modules mette in evidenza una delle principali fragilità del settore automobilistico: la produzione just-in-time, basata su scorte ridotte al minimo. L’azienda di Filosa dispone in magazzino solo di poche ore di componenti; qualsiasi interruzione nelle forniture può causare un arresto immediato delle linee e un effetto domino sull’intera filiera.
Questa crisi arriva in un momento particolarmente delicato. A maggio, Stellantis dovrà presentare un nuovo piano industriale, in un contesto già reso complesso dalle difficoltà del 2025, chiuso con oltre 22 miliardi di euro di oneri legati anche alla revisione della strategia sull’elettrico. Le tensioni con un fornitore chiave come ZF, una joint venture tra il gruppo tedesco ZF e il colosso taiwanese Foxconn, rischiano di pesare sulle strategie di rilancio del marchio.
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