Iran, portavoce dei Pasdaran Ali Mohammad Naini ucciso da Usa e Israele, Teheran: "Martirizzato da un attacco terroristico"
Si tratta dell’ultima vittima di una lista sempre più lunga di alti funzionari assassinati dall’inizio della guerra. In parallelo, l’ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei si è rivolto al Ministero dell’Intelligence in un post sui social: "La sicurezza deve essere strappata ai nemici interni ed esterni e garantita a tutti i nostri compatrioti"
Questa mattina è pervenuto l'annuncio della morte del portavoce dei Pasdaran, Ali Mohammad Naini, ucciso da Usa e Israele in un "attacco terroristico" sferrato all'alba. Martirizzato da un raid missilistico, è l'ultima vittima di una lista sempre più lunga di alti funzionari eliminati dall'inizio del conflitto. Parallelamente, l’ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei ha esortato pubblicamente il Ministero dell'Intelligence statale a proseguire con la sua attività al fine di "strappare la sicurezza ai nemici interni ed esterni e garantirla, invece, a tutti i nostri connazionali".
Iran, portavoce dei Pasdaran Ali Mohammad Naini ucciso da Usa e Israele, Teheran: "Martirizzato da un attacco terroristico"
In un comunicato ufficiale i Pasdaran hanno dichiarato che Ali Mohammad Naini, generale di 68 anni che dal 2024 ricopriva il ruolo di portavoce del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC), è "caduto da martire nel vile e criminale attacco terroristico perpetrato all’alba dal fronte sionista-americano". L'uccisione di Naini è avvenuta poche ore dopo la sua apparizione sulla televisione nazionale, durante la quale aveva insistito sul fatto che l'Iran conservasse la piena capacità di produrre missili, anche in condizioni di guerra. "La nostra industria missilistica merita un punteggio perfetto… e non c’è alcuna preoccupazione al riguardo, perché anche in condizioni di guerra continuiamo la produzione di missili", avrebbe comunicato Naini.
Le dichiarazioni rilasciate in quell'occasione avrebbero in particolar modo smentito le affermazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui Teheran non sarebbe più in grado di sostenere la produzione missilistica. L'ormai ex portavoce dei Pasdaran aveva infatti dichiarato che "il punteggio della nostra industria missilistica è 20", utilizzando il massimo voto scolastico in Iran come termine di paragone per indicarne l’eccellenza. Naeini aveva in seguito sostenuto l’assenza di criticità significative nello stoccaggio degli armamenti, rilanciando una linea di forte determinazione, asserendo: "La guerra finirà soltanto quando la sua ombra si sarà dissolta dalla nazione".