Gaza, sequestrati 34mila narcotici negli aiuti umanitari per i palestinesi: "Israele vuole drogarli e renderli dipendenti"

Sequestrate migliaia di pillole e hashish a Khan Younis: accuse sulle rotte degli aiuti, esattamente come è successo la scorsa estate con l'ossicodone nella farina da parte della Gaza Humanitarian Foundation

La polizia antidroga di Gaza ha sequestrato 13 panetti di hashish e 34 mila pillole narcotiche dirette verso il campo profughi di Khan Younis. Le sostanze stupefacenti stavano per essere infilate negli aiuti umanitari destinati ai cittadini palestinesi. Diverse Ong, ma anche la polizia stessa, ha ammesso che non è la prima volta, come la scorsa estate con l'ossicodone nei sacchi di farina: "Israele sta cercando di drogare i gazawi, facendoli stare male e rendendoli tossicodipendenti"

Polizia antidroga di Gaza sequestra 34mila narcotici e 13 panetti di hashish negli aiuti umanitari per i palestinesi

La polizia antidroga della Striscia di Gaza ha annunciato il sequestro di migliaia di sostanze stupefacenti nel corso di tre operazioni distinte condotte a Khan Younis. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, le forze di sicurezza hanno confiscato circa 34 mila pillole narcotiche e 13 panetti di hashish, arrestando diversi sospetti coinvolti nella distribuzione.

Le operazioni si inseriscono in un contesto già estremamente fragile per la popolazione della Striscia, dove le condizioni economiche e umanitarie rendono il fenomeno della diffusione di droga particolarmente preoccupante. Le autorità hanno sottolineato che il traffico di sostanze stupefacenti rappresenta una minaccia crescente per la stabilità sociale e per la salute pubblica.

Nel comunicato ufficiale, la polizia ha anche avanzato accuse riguardo alle modalità di ingresso delle sostanze sequestrate. Secondo questa versione, la droga sarebbe stata introdotta attraverso spedizioni di aiuti umanitari, una tesi che, se confermata, solleverebbe interrogativi significativi sulla sicurezza e sul controllo delle forniture destinate alla popolazione civile.

La questione degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza è da tempo al centro di tensioni e controversie. In questo contesto, episodi come il sequestro di droga rischiano di alimentare ulteriormente la sfiducia e complicare la gestione degli aiuti. La scorsa estate, infatti, la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf) è stata accusata di avere polverizzato pillole di ossicodone dentro ai sacchi della farina, così da rendere dipendenti i gazawi e farli star male.

Le autorità locali hanno ribadito l’impegno a contrastare il traffico di stupefacenti e a intensificare i controlli, annunciando ulteriori operazioni nelle prossime settimane. Allo stesso tempo, osservatori sottolineano la necessità di maggiore trasparenza e cooperazione internazionale per chiarire le accuse e garantire che gli aiuti raggiungano effettivamente la popolazione civile senza interferenze.