Board of Peace, il PIANO di 8 mesi per disarmare Hamas: dal cessate il fuoco allo smantellamento dei tunnel fino al ritiro Idf
Cessate il fuoco, disarmo progressivo e nuova governance palestinese: il piano in otto mesi mira a stabilizzare Gaza, ma restano incognite sulla sua attuazione
Il Board of Peace, organismo controverso fondato e governato a vita dal presidente statunitense Donald Trump per gestire la ricostruzione di Gaza, ha stilato un piano di 8 mesi per disarmare Hamas e altri gruppi armati della Striscia. Il primo step sarebbe un vero e proprio cessate il fuoco, per poi passare a un disarmo graduale con smantellamento dei tunnel scavati da Hamas nell'enclave. Per ultimo, il ritiro dell'Idf fino ai confini sanciti dall'accordo di tregua del 10 ottobre 2025.
Il Board of Peace prepara un piano di 8 mesi per disarmare Hamas
Una nuova proposta internazionale punta a ridisegnare gli equilibri nella Striscia di Gaza attraverso un piano strutturato di disarmo progressivo di Hamas e delle altre milizie armate. Il progetto, elaborato dall'Alto Rappresentante del Board of Peace, Nickolay Mladenov, prevede un percorso articolato in più fasi della durata complessiva di circa otto mesi.
Il piano si apre con un cessate il fuoco iniziale di due settimane, accompagnato da misure umanitarie urgenti per alleviare la situazione della popolazione civile di Gaza. In questa prima fase, l’obiettivo è creare le condizioni minime di stabilità per avviare il processo di disarmo e facilitare l’ingresso di aiuti essenziali.
Successivamente, il progetto entra nella fase operativa: entro i primi 90 giorni è prevista la rimozione delle armi pesanti e lo smantellamento delle infrastrutture militari sotterranee, tra cui la rete di tunnel utilizzata dalle milizie. Parallelamente, Israele dovrebbe consentire la costruzione di alloggi temporanei per gli sfollati e avviare un ritiro graduale delle proprie forze, subordinato alla verifica del disarmo.
Un elemento centrale della proposta è il trasferimento della governance della Striscia al Comitato Nazionale Palestinese, che dovrebbe assumere il controllo amministrativo del territorio durante la transizione. Questo passaggio è considerato cruciale per garantire una gestione civile stabile dopo anni di controllo da parte di Hamas.
La raccolta completa delle armi è prevista entro circa il 251° giorno dall’avvio del piano. A quel punto, Israele procederebbe a un ritiro quasi totale, mantenendo soltanto un perimetro di sicurezza limitato. La fase finale includerebbe la ricostruzione su larga scala e un allentamento delle restrizioni sull’ingresso di materiali essenziali, elemento chiave per la ripresa economica e sociale di Gaza.
Nonostante l’articolazione dettagliata, restano numerose incognite sull’attuazione concreta del piano, a partire dalla disponibilità delle parti coinvolte ad accettarne i termini.