Iran, telefonata Trump-Starmer: "Essenziale riaprire Hormuz", Pasdaran: "Attaccheremo strutture energetiche solo se colpiti"

I Pasdaran hanno dichiarato di aver stabilito che, “in caso di attacco alle centrali elettriche”, l’Iran colpirebbe “le centrali del regime occupante e dei Paesi della regione che forniscono energia alle basi americane”, oltre a infrastrutture economiche e industriali legate agli Stati Uniti

Il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si sono sentiti telefonicamente nella serata di domenica 22 marzo per trovare una soluzione alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Un portavoce di Downing Street ha riferito che “I due leader hanno discusso della situazione attuale in Medio Oriente e, in particolare, della necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz per riprendere il traffico marittimo globale. Hanno concordato che la riapertura dello Stretto di Hormuz è essenziale per garantire la stabilità del mercato energetico globale. Hanno concordato di risentirsi presto”.

Iran, telefonata Trump-Starmer: "Essenziale riaprire Hormuz", Pasdaran: "Attaccheremo strutture energetiche solo se colpiti"

La crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente sta mettendo infatti sotto pressione l’economia globale, che si trova sotto “grave minaccia”. A lanciare l’allarme è Fatih Birol, direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell'Energia, il quale ha avvertito che “nessun Paese sarà immune” agli effetti della crisi. L’Agenzia sta infatti consultando i governi di Asia ed Europa sulla possibilità di rilasciare ulteriori riserve petrolifere “se necessario” a causa del conflitto con l’Iran.

E' come se fossero state messe insieme due crisi petrolifere e un crollo del gas. L'economia globale si trova oggi ad affrontare una minaccia gravissima”, ha dichiarato, sottolineando inoltre che “almeno 40 infrastrutture energetiche nella regione, distribuite in nove paesi, hanno subito danni gravi o gravissimi”, a seguito degli attacchi iraniani e israelo-statunitensi.

Dal lato iraniano, il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (i Pasdaran) ha respinto le accuse di aver minacciato attacchi contro impianti di desalinizzazione nel Golfo. In una nota ufficiale, ha però precisato che eventuali attacchi contro centrali elettriche da parte degli Stati Uniti o dei loro alleati verrebbero contrastati con ritorsioni mirate contro infrastrutture energetiche. I Pasdaran hanno dichiarato di aver stabilito che, “in caso di attacco alle centrali elettriche”, l’Iran colpirebbe “le centrali del regime occupante e dei Paesi della regione che forniscono energia alle basi americane”, oltre a infrastrutture economiche e industriali legate agli Stati Uniti.

Se colpite l'elettricità, colpiremo l'elettricità'”, si legge nel comunicato, che presenta la posizione iraniana come una misura di deterrenza per rispondere “allo stesso livello” a eventuali minacce. La nota prosegue con un avvertimento diretto a Washington: “non conosce le nostre capacita' e le vedrà sul campo”, ribadendo la determinazione a reagire a qualsiasi attacco contro la Repubblica islamica.