Groenlandia, il PIANO di gennaio della Danimarca per "respingere l'invasione Usa": dal far esplodere le piste aeree alle truppe
Europa pronta a difendere la Groenlandia da un possibile blitz Usa: esercitazioni Nato nascondevano piani reali di guerra e misure estreme contro uno sbarco americano
Nelle ultime ore è emerso un piano militare pensato dalla Danimarca, datato gennaio 2026, per respingere un'eventuale invasione statunitense. Tra la fine dello scorso anno e l'inizio di questo, infatti, il presidente americano Donald Trump ha più volte minacciato di voler prendere il controllo dell'isola e Copenaghen si era preparata a dovere, con una strategia su più fronti: l'invio di truppe dal Regno, il rifornimento di sangue per i soldati feriti e l'esplosivo per far saltare le piste aeree.
Groenlandia, il PIANO di gennaio della Danimarca per "respingere l'invasione Usa": dal far esplodere le piste aeree alle truppe
Per alcune settimane, tra l’inizio del 2026 e l’escalation in Medio Oriente, uno dei fronti più inattesi della tensione globale si è spostato nell’Artico. Al centro, la Groenlandia, territorio strategico sotto il controllo del Regno di Danimarca e oggetto delle rinnovate ambizioni del presidente statunitense Donald Trump.
Tra dicembre 2025 e gennaio, Trump ha ribadito più volte l’intenzione di ottenere il controllo dell’isola “in un modo o nell’altro”, alimentando timori concreti di un possibile intervento diretto. In risposta, Danimarca e diversi alleati europei hanno avviato il dispiegamento di truppe nell’ambito dell’esercitazione Arctic Endurance, ufficialmente presentata come attività di routine ma in realtà inserita in un contesto di forte tensione geopolitica.
Dietro la facciata addestrativa, secondo rivelazioni di Danmarks Radio, si celava un piano difensivo ben più concreto. Le unità dispiegate sull’isola, tra cui forze speciali danesi e contingenti di Francia, Germania, Svezia e Norvegia, avrebbero ricevuto ordini operativi per prepararsi a un possibile scontro armato.
Tra le misure previste, il trasporto di esplosivi destinati a rendere inutilizzabili le piste degli aeroporti di Nuuk e Kangerlussuaq, così da ostacolare un eventuale sbarco di forze americane. Parallelamente, ingenti quantità di sangue sono state inviate sull’isola per garantire capacità mediche in caso di combattimenti.
Fonti europee parlano di una fase estremamente delicata, la più critica dai tempi della Seconda guerra mondiale, quando la Danimarca fu occupata nel 1940. Il punto di svolta sarebbe arrivato nei primi giorni di gennaio, quando Washington ha mostrato segnali di crescente assertività internazionale, spingendo Copenaghen a chiedere supporto agli alleati.
L’operazione si è rapidamente trasformata in una dimostrazione di forza europea: un messaggio politico e militare volto a scoraggiare qualsiasi azione unilaterale statunitense. Nonostante le dichiarazioni ufficiali, che descrivevano Arctic Endurance come un’esercitazione standard, il livello di preparazione e le regole d’ingaggio indicano una postura difensiva reale.