Stretto di Hormuz, piano Uk, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone per riapertura, Araghchi: “Complici dell’aggressione”

Anche l'Occidente potrebbe essere coinvolto nella guerra in Medioriente, iniziata dopo l'aggressione di Usa e Israele all'Iran

Il Regno Unito ha varato un piano a sei per la riapertura dello stretto di Hormuz. Un piano a cui partecipa anche l'Italia oltre Francia, Germania, Olanda, Giappone e lo stesso Regno Unito. Questi 6 Paesi si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Sul tema è intervenuto il ministro degli Esteri Araghchi, il quale ha dichiarato che i Paesi che aiuteranno gli Stati Uniti saranno "complici dell'aggressione".

Stretto di Hormuz, piano Uk, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone per riapertura

Anche l'Occidente potrebbe essere coinvolto nella guerra in Medioriente, iniziata dopo l'aggressione di Usa e Israele all'Iran. Nella nota i firmatari condannano "con la massima fermezza i recenti attacchi dell'Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane" ed esprimono "profonda preoccupazione" per l’escalation del conflitto. "Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", si legge nella nota.

"Gli effetti delle azioni dell'Iran si faranno sentire sulle persone in tutto il mondo, soprattutto sui più vulnerabili", dichiarano ancora i leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone. "In linea con la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene globali di approvvigionamento energetico costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali". "A questo proposito chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas".

L'Iran, e precisamente il ministro degli Esteri, ha replicato alla decisione di Londra. Il messaggio è chiaro: "Chi aiuta gli Usa sarà complice dell'aggressione".