Omicidio Mansouri a Rogoredo, contestata a Cinturrino la premeditazione per l'uccisione a colpi di pistola del pusher
Caso Mansouri, nuove accuse al poliziotto Carmelo Cinturrino: la Procura di Milano contesta la premeditazione nell’omicidio e indaga altri due agenti del commissariato Mecenate
La Procura di Milano ha contestato all'assistente capo di polizia Carmelo Cinturrino l'omicidio premeditato del pusher Abderrahim Mansouri, 36enne ucciso lo scorso 26 gennaio a Rogoredo, durante un'operazione antidroga. Inoltre, altri due colleghi di Cinturrino sono ora indagati per falso e per arresto illegale.
Omicidio Mansouri a Rogoredo, contestata a Cinturrino la premeditazione per l'uccisione a colpi di pistola del pusher
Si allarga l’inchiesta della Procura di Milano sull’omicidio di Abderrahim Mansouri, il 36enne ucciso lo scorso 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo durante un’operazione antidroga. Il principale indagato, l’assistente capo della polizia Carmelo Cinturrino, si vede ora contestare anche l’aggravante della premeditazione.
Secondo la Procura della Repubblica di Milano, il poliziotto avrebbe pianificato l’uccisione di Mansouri, rendendolo quindi un delitto premeditato. La nuova contestazione emerge dalla richiesta di incidente probatorio avanzata dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, che intende ascoltare almeno otto testimoni tra pusher e tossicodipendenti presenti nell’area di spaccio.
L’incidente probatorio consentirà di raccogliere e “cristallizzare” le testimonianze davanti a un giudice e agli avvocati delle parti, una procedura utilizzata quando esiste il rischio che i testimoni possano diventare irreperibili. Molti di loro infatti sono stranieri o senza fissa dimora e potrebbero non essere rintracciabili al momento dell’eventuale processo.
L’indagine, coordinata dal procuratore capo Marcello Viola insieme ai pm Giovanni Tarzia e Leonardo Lesti, si è nel frattempo ampliata coinvolgendo altri due agenti del commissariato Mecenate. Con i nuovi iscritti nel registro degli indagati il totale sale a sette poliziotti.
Per uno dei due nuovi indagati l’accusa è di falso, legata a un episodio del 2024 in cui sarebbe coinvolto insieme allo stesso Cinturrino. L’altro agente è invece indagato per arresto illegale. Oltre a loro risultano sotto indagine anche i quattro poliziotti presenti nel bosco di Rogoredo il giorno della sparatoria.
La posizione più grave resta quella dell’assistente capo Cinturrino, attualmente detenuto nel carcere di San Vittore. A suo carico la Procura contesta oltre trenta capi di imputazione, tra cui sequestro di persona, detenzione e spaccio di droga, estorsione, concussione, percosse, arresto illegale, calunnia, falso, depistaggio e rapina.
Nel complesso, gli investigatori hanno formulato 43 capi d’accusa che coinvolgono i sette poliziotti indagati. L’ipotesi investigativa è che l’omicidio di Mansouri possa essere maturato nel contesto del controllo della piazza di spaccio di Rogoredo, una delle più note aree di traffico di droga della città.