Libano "come Gaza", Idf lancia volantini su Beirut per sobillare civili invitando a "condividere info con intelligence israeliana"

Anche con il Libano Israele ha deciso di attuare la medesima mossa propagandistica adottata a Gaza: distribuire volantini convincendo la popolazione a "collaborare" per "liberare la loro terra dal braccio armato di Hezbollah", salvo poi minacciare una distruzione totale. Le autorità libanesi hanno invitato a non scannerizzare i QR code presenti per paura di spionaggio e hackeraggio

Volantini di propaganda bellica sono stati fatti cadere, venerdì 13 Marzo, sui cieli di Beirut per "esortare" i cittadini libanesi ad unirsi alla guerra contro Hezbollah che Israele descrive ipocritamente come "difensiva". A lasciarli cadere sulla capitale libanese è stata proprio l'Idf tornando così a reiterare una strategia di comunicazione e terrorismo psicologico che già aveva adottato a più riprese con i cittadini di Gaza, chiedendo loro di evacuare.

Libano "come Gaza", Idf lancia volantini su Beirut per sobillare civili invitando a "condividere info con intelligence israeliana"

A due settimane esatte dallo scoppio della guerra in Medio Oriente contro l'Iran, e a distanza di circa 14 giorni dall'entrata di Hezbollah nel conflitto in risposta alle "ripetute aggressioni israeliane" a sud del Libano, Israele provvedeva, venerdì scorso, a diffondere tra i civili libanesi nuovo caos attraverso l'arma della propaganda scritta. Secondo quanto testimoniato da cittadini di Beirut, per le strade sono caduti volantini con i quali Israele ha lanciato un appello ai libanesi, chiedendo loro di "unirsi" alla "resistenzacontro i paramilitari sciiti di Hezbollah condividendo informazioni con l'intelligence israeliana.

I volantini, alcuni dei quali si rivolgevano ai civili con chiari vocativi ("O libanese!"), mescolavano la strategia narrativa anti-Hezbollah con la giustificazione di una guerra di "liberazione", salvo poi evocare il tragico scenario apertosi a Gaza. Di due tipi sono stati i volantini diffusi da Israele (e qui riportati): in un caso, i libanesi sono stati incoraggiati a contattare l'Unità d'intelligence 504 dell'Idf per "essere parte di un vero cambiamento e contribuire alla prosperità e alla protezione" del Paese attraverso il disarmo di Hezbollah. Altrove invece, i messaggi di "collaborazione" hanno mostrato il vero volto aggressivo di Tel Aviv avvertendo che il Libano potrebbe affrontare quanto accaduto a Gaza, ovvero il genocidio e la distruzione totale.

Due messaggi di propaganda ben diversi ma che comunicano tra loro: in un caso gli israeliani fanno credere al cittadino libanese che il Libano "è una tua decisione, non di qualcun altro" e dunque la leva persuasiva nel non lasciare il Paese al "braccio armato di Hezbollah". Nell'altro, la minaccia intesa come avvertimento di una imminente devastazione, che fa leva proprio sulla similitudine con Gaza per attivare il terrorismo psicologico negli abitanti locali. Secondo quanto comunicato da esperti legali alla CBC News, volantini con siffatti messaggi non costituiscono unicamente un'arma retorica con cui convincere "con le cattive" il popolo a forme di collaborazionismo. Si tratterebbe anzi di un vero e proprio crimine di guerra in violazione del diritto internazionale che proibisce "minacce di violenza il cui scopo primario sia quello di diffondere il terrore tra la popolazione civile".

Che anche al Libano possa toccare la stessa fine di Gaza alla luce dei piani di conquista israeliani per imporre un nuovo ordine regionale modellato sul "Greater Israel", è scenario sempre più concreto. Non solo alla luce delle ultime dichiarazioni scioccanti rese dal ministro israeliano delle Finanze Bezaliel Smotrich sulle previsioni di un Dahiyeh che "assomiglierà a Khan Younis". Ma perché oggi, 16 Marzo, l'Idf ha dato il via all'invasione del sud libanese con piena autorizzazione statunitense. Dopo il lancio dei volantini su Beirut e l'invito israeliano a scansionare QR code per aiutare il Mossad a "garantire il futuro del Libano e della sua gente", i cittadini si sono allarmati per i rischi connessi ad una possibile violazione dei dati. Le stesse autorità libanesi hanno invitato a non scansionare i codici dicendo che potrebbe trattarsi di una mossa per sorvegliare i cittadini raccogliendone datihackerandone i dispositivi.